Rischio valanga di ricorsi

Autovelox non omologati: come scoprire quali sono, quando la multa è nulla e come fare ricorso (guida completa)

Secondo il censimento del Mit, su 11.000 sul territorio nazionale soltanto 1.000 hanno i requisiti necessari

Autovelox non omologati: come scoprire quali sono, quando la multa è nulla e come fare ricorso (guida completa)

Torna di centrale attualità la questione degli autovelox non omologati. A seguito delle recenti decisioni della Corte di Cassazione e del censimento nazionale avviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è emerso che migliaia di dispositivi di rilevazione della velocità risultano installati sulle strade italiane, ma solo una parte è oggi correttamente registrata e potenzialmente omologata secondo i nuovi criteri.

Questo scenario apre la porta a ricorsi contro le multe per eccesso di velocità, ma richiede attenzione: non tutte le sanzioni sono automaticamente nulle e la procedura va seguita con precisione.

Autovelox in Italia: cosa sta cambiando con il censimento ministeriale

Il Ministero delle Infrastrutture ha avviato un censimento nazionale degli autovelox chiedendo a Comuni ed enti gestori di inserire su una piattaforma telematica i dati tecnici dei dispositivi utilizzati per il controllo della velocità.

Dai dati comunicati emerge che:

  • gli autovelox stimati sul territorio sono circa 11.000
  • quelli registrati sulla piattaforma sono circa 3.800
  • poco più di 1.000 rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione previsti dal decreto in fase di adozione
  • la percentuale di dispositivi pienamente conformi risulta quindi inferiore al 10%.

Per essere legittimamente utilizzabili, i dispositivi devono avere dati tecnici completi inseriti: marca, modello, matricola, tipo di sistema e riferimenti del decreto ministeriale.

Secondo il Ministero, l’obiettivo è garantire trasparenza e impedire un uso degli autovelox “per fare cassa”, rafforzandone invece la funzione di prevenzione degli incidenti.

Perché si parla di multe nulle da autovelox non omologati

Il punto chiave nasce da una sentenza della Corte di Cassazione del 2024, che ha stabilito un principio importante: le multe elevate con dispositivi approvati ma non omologati possono essere nulle.

La Cassazione ha ribadito che:

  • l’approvazione ministeriale non equivale all’omologazione
  • serve un vero decreto di omologazione tecnica
  • in assenza di omologazione, la rilevazione può essere contestata.

Successive pronunce hanno confermato questo orientamento, anche se non tutti i tribunali di merito decidono allo stesso modo: alcuni hanno comunque dato ragione ai Comuni. Questo significa che il ricorso è possibile, ma non garantisce automaticamente la vittoria.

Differenza tra autovelox approvato e autovelox omologato

Questo è il passaggio tecnico più importante per capire se puoi fare ricorso.

Autovelox approvato

  • ha un decreto di approvazione ministeriale
  • è autorizzato alla commercializzazione o all’uso
  • non ha completato l’iter tecnico di omologazione.

Autovelox omologato

  • ha superato verifiche tecniche formali
  • ha un decreto di omologazione
  • rispetta pienamente i requisiti normativi
  • è più solido in caso di contenzioso.

Molte multe contestate nascono proprio da dispositivi solo approvati.

Come scoprire se un autovelox è non omologato

✅ 1️⃣ Controlla il verbale della multa

Nel verbale devono essere indicati:

  • marca e modello del dispositivo
  • numero di matricola
  • riferimento del decreto ministeriale.

Segnale di possibile problema: viene citato solo un decreto di approvazione e non un decreto di omologazione.

✅ 2️⃣ Chiedi accesso agli atti al Comune

Puoi presentare richiesta di accesso agli atti amministrativi all’ente che ha emesso la multa per ottenere:

  • certificato di omologazione
  • decreto tecnico
  • documentazione di taratura
  • registrazione del dispositivo.

Se il Comune non è in grado di produrre il certificato di omologazione, questo può diventare un punto centrale nel ricorso.

✅ 3️⃣ Verifica la registrazione nel censimento

Il Ministero ha attivato la piattaforma di registrazione dei dispositivi. Gli enti dovevano inserire:

  • dati tecnici
  • estremi dei decreti
  • caratteristiche del sistema.

Un autovelox non registrato o con dati incompleti potrebbe essere contestabile, anche se – è bene ricordarlo sempre –  la valutazione finale spetta al giudice.

Come fare ricorso contro una multa da autovelox non omologato

Ci sono due strade principali.

Ricorso al Giudice di Pace (più forte giuridicamente)

  • Termine: entro 30 giorni dalla notifica
  • Costo: contributo unificato (variabile per importo multa).

Procedura:

  1. Non pagare la multa in misura ridotta
  2. Preparare ricorso scritto
  3. Allegare verbale, richiesta accesso atti, eventuale risposta del Comune, motivazione su mancata omologazione
  4. Depositare presso il Giudice di Pace competente.

È la via più solida perché il giudice segue più spesso l’orientamento della Cassazione.

Ricorso al Prefetto (senza costi iniziali)

  • Termine: entro 60 giorni
  • Costo: nessuno.

Attenzione:

  • si invia via PEC o raccomandata
  • se respinto, la multa raddoppia
  • poi si può comunque andare dal Giudice di Pace.

È una strada più semplice ma più rischiosa.

Errori da evitare quando si contesta una multa autovelox

Prima di presentare un ricorso, dovete evitare alcuni errori comuni:

  • Pagare la multa e poi fare ricorso (il pagamento equivale ad accettazione)
  • Fare ricorso senza chiedere accesso agli atti
  • Basarsi solo su articoli di giornale
  • Presumere che “tutti gli autovelox sono illegali” — non è vero
  •  Ignorare i termini (30 o 60 giorni).

Rischi e sicurezza stradale: il paradosso segnalato dalle associazioni

Le associazioni dei consumatori avvertono di un possibile effetto negativo: la convinzione che molti autovelox siano irregolari potrebbe spingere alcuni automobilisti a superare i limiti, riducendo l’effetto deterrente.

Gli autovelox restano strumenti di sicurezza. Il ricorso è un diritto, ma non deve diventare un incentivo a guidare in modo pericoloso.

In sintesi: quando conviene fare ricorso

Può valere la pena valutare ricorso se:

  • nel verbale c’è solo decreto di approvazione
  • manca riferimento a omologazione
  • il Comune non produce certificazione tecnica
  • emergono irregolarità nella documentazione
  • il dispositivo non risulta correttamente registrato.