l'allarme

Assegno unico figli: c'è chi ci rimetterà. Le simulazioni

Secondo la Uila-Uil la fregatura per alcune categorie di lavoratori sarebbe dietro l'angolo.

Assegno unico figli: c'è chi ci rimetterà. Le simulazioni
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La "rivoluzione" partirà da gennaio, ma si concretizzerà a marzo 2022, quando l'assegno unico per i figli arriverà finalmente nelle tasche degli italiani. Ma finalmente non vale per tutti. Nonostante le rassicurazioni del ministro della Famiglia Elena Bonetti (che ha dichiarato che nessuno ci rimetterà) c'è chi potrebbe incassare meno.

Assegno unico figli: non sarà un guadagno per tutti

A effettuare alcune simulazioni è stata la Uila-Uil (Unione Italiana dei Lavori Agroalimentari), che attraverso il suo segretario Stefano Mantegazza già nei mesi passati aveva criticato la misura, sostenendo che non sarà migliorativa per molte famiglie. A partire dal fatto che - a differenza degli attuali assegni familiari e delle detrazioni fiscali - non sarà direttamente erogato in busta paga, ma sarà necessario fare richiesta all'Inps, con possibili ritardi connessi alla burocrazia e ai controlli.
Mantegazza - in assenza di decreto attuativo - si è però augurato che la situazione possa essere modificata da qui a marzo.

Le simulazioni

Intanto però la Uila-Uil ha effettuato alcune simulazioni sull'industria agroalimentare che sono tutt'altro che confortanti. Vediamole nel dettaglio.

Caso 1: bracciante agricolo mono reddito

La famiglia di un bracciante agricolo mono reddito che guadagna 15.000 euro all'anno, con due figli minori e non proprietaria di casa, con l’Assegno unico universale andrebbe a perdere rispetto alla situazione attuale, 134 euro al mese.
In caso di innalzamento della soglia minima relativa all’Isee da 7.000 a 15.000 euro, l'assegno unico  sarebbe un poco più alto (350 euro) e la perdita scenderebbe allora a  119 euro al mese.

assegno unico figli

Caso 2: operaio monoreddito

La seconda simulazione è dedicata alla famiglia di un operaio del settore industria con un solo reddito da 25.000 euro all'anno e una casa di proprietà. La simulazione prevede due figli minori. In questo caso la differenza (in negativo) sarebbe di 199  euro.

Caso 3: operaio monoreddito

Il terzo caso preso in esame è quello di un operaio da 25.000 euro annui monoreddito e due figli minori. Un caso che prevede un introito inferiore di 54 euro.

Caso 4: impiegato con coniuge part-time (reddito 50.000 euro)

L'ultimo caso  è quello di un impiegato da 50.000 euro annui con un coniuge con lavoro part-time (nell'Au sono previste maggiorazioni per le famiglie con entrambi i genitori lavoratori)  e due figli minori. La simulazione vede il lavoratore perdere 106 euro.

"Sorpresa" nella busta di marzo 2022

La Uila nel suo report parla anche di altre perdite:

"In tutti e 4 i casi considerati, la riforma porta a una riduzione degli importi riconosciuti. Si osserva che la perdita maggiore è dovuta al taglio delle detrazioni per figli a carico. Inoltre, nelle simulazioni non sono state considerate le perdite dovute alla eliminazione delle misure di sostegno alla natalità (bonus bebè, premio alla nascita per le neo-madri, fondo natalità per le garanzie sui prestiti)".

Inoltre, dal momento che l’Assegno Unico va espressamente richiesto dal lavoratore all’Inps, previa presentazione dell’Isee e che, il suo pagamento viene erogato direttamente dall’Istituto della previdenza  e non più corrisposto in busta paga, nei quattro casi considerati, il lavoratore nella busta paga di marzo 2022 troverà una sorpresa molto amara. Nei quattro casi sopra considerati, il netto del salario sarà,  infatti così ridotto:

  • Caso 1 - Bracciante agricolo: -469 euro
  • Caso 2 - Operaio industria alimentare: -361
  • Caso 3 - Operaio industria alimentare, -361
  • Caso 4 - impiegato industria alimentare: -262
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