Migliaia di persone attese nelle piazze italiane, cortei nelle principali città e un imponente dispositivo di sicurezza per prevenire nuovi disordini. Lo sciopero generale di oggi, venerdì 30 ottobre 2026, proclamato dall’Unione Sindacale di Base (USB) insieme ad altre sigle sindacali, si trasforma in una giornata di mobilitazione sociale e politica. Accanto ai lavoratori scendono in strada studenti, movimenti per la casa, collettivi universitari, centri sociali e attivisti filopalestinesi, uniti dalla contestazione del carovita, dei salari ritenuti insufficienti e dell’aumento delle spese militari.
La protesta arriva dopo settimane di manifestazioni, alcune delle quali sfociate in violenze e danneggiamenti a Roma e Milano il 17 e 18 ottobre. Per questo il Ministero dell’Interno ha predisposto controlli rafforzati, con particolare attenzione ai possibili tentativi di bloccare le principali arterie cittadine e alle iniziative non autorizzate.
Milano e Roma, le piazze più sorvegliate
A Milano sono attesi circa 10mila manifestanti. Due i cortei programmati: quello sindacale parte alle 10 da piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, mentre gli studenti si ritrovano alle 9.30 in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico.
I due gruppi dovrebbero riunirsi in piazzale Loreto, per poi dirigersi verso la periferia nord, attraversando l’area di Gorla. Il centro storico rimane escluso dai percorsi autorizzati, ma gli organizzatori hanno annunciato obiettivi più ambiziosi: “Bloccare tutta la città”, con l’intenzione dichiarata di raggiungere anche le tangenziali.
Le autorità mantengono alta l’attenzione proprio sulla possibilità che una parte dei manifestanti tenti di deviare dal percorso concordato. Centinaia gli agenti impiegati per prevenire il ripetersi degli scontri delle scorse settimane. A Roma, invece, le previsioni parlano di oltre 20mila partecipanti. Il corteo USB parte alle 10.30 da piazza dei Cinquecento, davanti alla Stazione Termini, per raggiungere via dei Fori Imperiali. Massima vigilanza su Colosseo, Circo Massimo e Termini, considerate le aree più sensibili.
Alla manifestazione partecipano anche studenti e movimenti filopalestinesi, con diversi concentramenti organizzati fin dalle prime ore del mattino nei quartieri universitari e nelle zone centrali.
Manifestazioni da Nord a Sud, tensione a Bolzano
La mobilitazione coinvolge numerose altre città, da Torino a Bologna, da Firenze a Napoli e Palermo.
A Livorno i presidi USB sono iniziati già alle 6 del mattino, mentre il corteo cittadino parte da piazza Cavour per attraversare il centro e concludersi in piazza Micheli, davanti al monumento dei Quattro Mori. Annunciata anche la partecipazione di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.
Particolare attenzione anche a Trento e Bolzano, dove sono previste manifestazioni studentesche contro il carovita. Nel capoluogo altoatesino, oltre al corteo autorizzato con partenza da piazza Mazzini alle 10.30, sui social è circolato l’annuncio di una seconda manifestazione non autorizzata nel pomeriggio. La Questura ha identificato quattro giovani, uno solo maggiorenne, per messaggi online che incitavano a saccheggiare negozi. Il movimento studentesco STC Bolzano ha preso le distanze dall’iniziativa non autorizzata. A Trento, invece, le prime manifestazioni della mattinata risultano pacifiche e ordinate.
Piantedosi: sicurezza rafforzata per isolare i violenti
Alla vigilia dello sciopero, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presieduto una riunione con prefetti, questori e vertici delle forze dell’ordine dei capoluoghi di regione, per coordinare le misure di sicurezza. L’obiettivo dichiarato del Viminale è garantire il diritto a manifestare pacificamente, prevenendo infiltrazioni di gruppi intenzionati a provocare scontri e danneggiamenti.

Il ministro ha espresso fiducia nella capacità delle autorità territoriali di affrontare anche gli elementi imprevedibili delle mobilitazioni, mentre nelle città considerate più esposte vengono rafforzati i dispositivi di sorveglianza. La preoccupazione riguarda soprattutto eventuali azioni improvvise, deviazioni dei cortei e tentativi di raggiungere luoghi simbolici o infrastrutture strategiche.
Salvini contro USB: lo scontro politico sulla precettazione
Sul fronte politico resta acceso il confronto tra il Governo e il sindacato promotore dello sciopero. Il vicepremier Matteo Salvini ha difeso la decisione di precettare i lavoratori dei trasporti, sostenendo di aver agito per tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini e garantire il rispetto delle regole sugli scioperi.
USB ha reagito definendo il provvedimento “un ordine sbagliato e illegittimo, al quale disobbediamo”, ribadendo la volontà di proseguire la protesta nonostante le possibili sanzioni. La contrapposizione supera così il tema dei singoli servizi pubblici e investe direttamente il rapporto tra diritto di sciopero, libertà di manifestazione e poteri del Governo.
Per i sindacati, la mobilitazione vuole riportare al centro del dibattito il potere d’acquisto dei salari, il finanziamento dei servizi pubblici e la contrarietà alle politiche di riarmo. Una giornata che si annuncia quindi non soltanto di protesta sindacale, ma anche di confronto politico nelle piazze italiane, con l’attenzione delle autorità concentrata soprattutto sull’ordine pubblico e sulla possibilità che le manifestazioni si svolgano senza incidenti.