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Sciopero 30 ottobre 2026: tutti i settori coinvolti. Orari e servizi garantiti

Salvini interviene sui trasporti e fa saltare parte delle proteste. Ecco cosa succede a treni, autobus, metropolitane e aerei

Sciopero 30 ottobre 2026: tutti i settori coinvolti. Orari e servizi garantiti
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Venerdì 30 ottobre 2026 si annuncia una giornata di mobilitazione nazionale, tra scioperi, proteste e possibili disagi per i cittadini. Lo sciopero generale di 24 ore, proclamato dall’Unione Sindacale di Base (USB) e da altre organizzazioni sindacali, coinvolgerà diversi comparti del lavoro pubblico e privato, con possibili ripercussioni soprattutto su scuole, sanità e pubblica amministrazione. Per milioni di pendolari, però, lo scenario è cambiato nelle ultime ore: il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha disposto il rinvio dell’agitazione nei trasporti, aprendo un duro confronto con i sindacati.

Al centro della protesta ci sono il carovita, il potere d’acquisto dei salari, le pensioni, la precarietà e il finanziamento dei servizi pubblici. Le organizzazioni promotrici chiedono maggiori investimenti nella scuola, nella sanità e nel welfare, contestando le politiche economiche del Governo e l’aumento delle spese militari. Una mobilitazione che USB lega anche all’opposizione ai conflitti internazionali e alle politiche di riarmo, sintetizzando le proprie rivendicazioni nello slogan “Abbassate le armi, alzate i salari”.

Lo sciopero interesserà l’intera giornata di venerdì, ma le modalità di adesione e le conseguenze sui servizi saranno diverse da settore a settore. La novità più importante riguarda proprio la mobilità: treni, autobus, metropolitane e gran parte dei collegamenti aerei dovrebbero funzionare secondo la programmazione ordinaria, anche se resta il rischio di disservizi legati a eventuali adesioni individuali.

Salvini precetta i trasporti, USB conferma la protesta: è scontro

La svolta è arrivata martedì 27 ottobre, quando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato l’ordinanza numero 204 T, disponendo il differimento dello sciopero nei comparti interessati dalla cosiddetta franchigia per la commemorazione dei defunti.

Si tratta di un periodo nel quale la normativa limita le astensioni dal lavoro nei servizi essenziali per garantire gli spostamenti dei cittadini in occasione delle ricorrenze del 1° e 2 novembre. Il provvedimento riguarda il trasporto ferroviario, aereo, marittimo, pubblico locale, i taxi, gli appalti ferroviari e le attività di circolazione e sicurezza stradale comprese nell’ordinanza.

La decisione è arrivata dopo l’intervento della Commissione di garanzia sugli scioperi, che aveva segnalato il mancato rispetto delle regole sulla franchigia. Durissima la risposta di USB, che ha definito il provvedimento “un ordine sbagliato e illegittimo, al quale disobbediamo”, annunciando la volontà di confermare lo sciopero anche nei settori interessati dalla precettazione.

Il sindacato sostiene che le limitazioni previste dalla normativa italiana comprimano eccessivamente il diritto di sciopero e ha dichiarato di essere pronto ad affrontare le conseguenze della propria scelta. Le aziende di trasporto, invece, hanno recepito l’ordinanza, comunicando il rinvio dell’agitazione e la conferma dei servizi programmati.

Ne deriva una situazione particolare: lo sciopero dei trasporti è stato formalmente differito, ma non si possono escludere del tutto disagi. Per questo, soprattutto nelle città più grandi, sarà importante seguire le comunicazioni degli operatori.

Treni, metropolitane, autobus e aerei: cosa succede venerdì 30 ottobre

Lo sciopero ferroviario avrebbe dovuto iniziare alle 21 di giovedì 29 ottobre e terminare alle 20.59 di venerdì 30 ottobre, coinvolgendo il personale del settore per 24 ore. Dopo il provvedimento ministeriale, il Gruppo Ferrovie dello Stato ha confermato il rinvio della protesta e il mantenimento della normale programmazione dei collegamenti.

La stessa indicazione riguarda i principali operatori ferroviari, compresi Trenitalia, Italo e Trenord. In Lombardia, in particolare, Trenord ha comunicato che i treni regionali e suburbani dovranno circolare secondo gli orari ufficiali, senza le cancellazioni precedentemente ipotizzate per lo sciopero.

Una notizia importante per chi ogni giorno si sposta tra Milano, Monza, Lecco, Como, Bergamo e le altre province lombarde, così come per i pendolari che utilizzano i collegamenti verso il capoluogo.

Anche nel trasporto pubblico locale il quadro è cambiato. A Milano, ATM ha comunicato il rinvio dell’agitazione, confermando il servizio ordinario di metropolitane, tram e autobus. Non sono quindi previste le consuete interruzioni programmate legate alle fasce di sciopero.

A Venezia, AVM/Actv ha confermato la regolarità dei servizi di navigazione, autobus, tram e People Mover, pur avvertendo che non si possono escludere disservizi provocati da eventuali adesioni individuali. Resta invece confermato lo sciopero per il personale di AVM addetto ai parcheggi in struttura e di VeLa, che gestisce la rete di vendita Venezia Unica. Potrebbero quindi verificarsi difficoltà in alcuni servizi accessori, anche con i mezzi pubblici regolarmente in circolazione.

Situazioni analoghe sono state comunicate da altre aziende di trasporto, comprese quelle operanti in Campania. Anche Busitalia ha annullato l’avviso originario sullo sciopero, dopo aver ricevuto l’ordine di differimento.

Per quanto riguarda gli aerei, l’ordinanza interessa il trasporto aereo e il personale coinvolto nella mobilitazione USB. Il rinvio riduce il rischio di cancellazioni legate allo sciopero, ma chi ha un volo programmato per venerdì, soprattutto in partenza dagli aeroporti di Milano Malpensa, Linate, Bergamo Orio al Serio, Roma Fiumicino e Ciampino, dovrebbe controllare lo stato del collegamento attraverso la compagnia aerea o il sito dell’aeroporto.

Il provvedimento non esclude infatti eventuali problemi operativi indipendenti dallo sciopero, né consente di garantire che ogni singolo volo venga effettuato senza ritardi. La precettazione riguarda anche il trasporto marittimo, i taxi e i settori stradali indicati nell’ordinanza. Anche in questi comparti, quindi, l’astensione inizialmente prevista è stata rinviata, ferme restando eventuali agitazioni distinte non interessate dal provvedimento.

Scuole, ospedali e uffici pubblici: dove sono previsti i maggiori disagi

Se nei trasporti lo scenario è stato modificato, lo sciopero resta confermato nel comparto scolastico, dove potranno verificarsi le conseguenze più immediate per le famiglie.

La mobilitazione coinvolge il personale docente, educativo e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) delle scuole pubbliche, dall’infanzia agli istituti superiori. Le adesioni potrebbero comportare riduzioni dell’orario scolastico, sospensioni delle lezioni o difficoltà nell’accoglienza degli studenti, soprattutto negli istituti dove non sarà possibile garantire il personale necessario.

Non è prevista una chiusura generalizzata delle scuole italiane. Ogni istituto dovrà verificare le risorse disponibili e organizzare le attività sulla base delle effettive presenze. Per questo i genitori sono invitati a consultare il registro elettronico, le comunicazioni della dirigenza scolastica e il sito della scuola, evitando di considerare automaticamente garantite le lezioni.

Possibili ripercussioni anche nella sanità pubblica, dove l’adesione del personale potrebbe incidere sulle visite specialistiche, sugli esami programmati, su alcune attività ambulatoriali e sugli sportelli amministrativi.

Resteranno comunque garantiti i servizi sanitari essenziali e le prestazioni di emergenza e urgenza, compresi i pronto soccorso e gli interventi indifferibili. Questo non significa però che tutte le attività ospedaliere si svolgeranno regolarmente: le prestazioni non urgenti potrebbero subire rinvii o rallentamenti.

Chi ha un appuntamento per una visita, un esame diagnostico o una pratica sanitaria dovrebbe quindi verificare preventivamente le comunicazioni della propria ASST, ATS o struttura ospedaliera.

Lo sciopero potrà avere conseguenze anche sulla pubblica amministrazione, con possibili riduzioni delle attività negli uffici comunali, negli sportelli anagrafici e negli altri servizi amministrativi. Le eventuali chiusure dipenderanno dal numero di lavoratori aderenti alla protesta e dall’organizzazione delle singole sedi.

Cortei e manifestazioni: una giornata di protesta che va oltre i disagi

La mobilitazione di venerdì non si limita alle astensioni dal lavoro. USB e le altre organizzazioni promotrici intendono portare nelle piazze le richieste di aumenti salariali, tutela delle pensioni, maggiori investimenti pubblici e opposizione alle spese militari.

Sono previste iniziative sindacali in diverse città, con possibili ripercussioni sulla circolazione nelle zone interessate dalle manifestazioni. Percorsi, orari ed eventuali modifiche al traffico dovranno essere verificati attraverso le comunicazioni delle autorità locali.