Sono ore drammatiche quelle che si stanno vivendo nelle campagne della provincia spagnola di Toledo, dove nella mattinata di mercoledì 28 ottobre 2026 due treni ad alta velocità si sono scontrati lungo la linea Madrid-Siviglia.
Proprio come avvenuto dieci mesi prima in un simile incidente ferroviario ad Adamuz (Cordoba), anche questa volta un convoglio Renfe in servizio per l’Ave e un Iryo (compagnia partecipata da Fs Internacional) sono stati protagonisti dell’accaduto. A bordo dei due mezzi si trovavano rispettivamente 397 e 147 persone.
Lo schianto è avvenuto verso le 8,54. Un impatto tale che ha fatto deragliare i due treni fuori dai binari, facendoli finire nelle scarpate laterali. Fin da subito si è attivata sul posto la macchina dei soccorritori, tra vigili del fuoco, ambulanze e personale medico-sanitario.
Il punto su vittime, feriti e italiani coinvolti
Rispetto ai primi dati giunti sull’accaduto, la conta delle vittime, purtroppo, è aumentata: sono 68 in tutto i decessi finora registrati. Sono in corso le operazioni di riconoscimento delle salme. I feriti sarebbero 107, di cui 18 gravi, ma questo bilancio resta provvisorio, dato che è salito a 64 il numero delle denunce di dispersi.
La Farnesina, invece, ha fatto il punto sui nostri connazionali coinvolti nell’incidente: cinque passeggeri italiani sono stati recuperati in condizioni stabili, un sesto si trova ricoverato in ospedale, mentre tre cittadine sono considerate al momento “disperse“.
Una prima ricostruzione dell’accaduto
Ma come hanno fatto i due convogli ferroviari a scontrarsi? Una ricostruzione dell’accaduto è stata data da Oscar Puente, ministro ai Trasporti spagnolo, riportata dall’Ansa.
Un treno, che viaggiava a circa 200 km/h, ha impattato contro l’altro che in quel momento si trovava fermo sui binari a causa di un guasto del sistema di controllo della stazione di Urda.
Al vaglio però i momenti che hanno preceduto lo scontro. Alle 8,30, infatti, si sarebbe verificata un’avaria delle comunicazioni di tra computer della rete, che ha successivamente mandato fuori servizio il sistema di sicurezza Lzb in un tratto di circa 63 km. Anomalia che ha provocato l’arresto automatico di sei treni in circolazione lungo quella tratta, inclusi i due coinvolti nella collisione.
A quel punto, il centro di controllo Adif nella stazione di Atocha avrebbe assunto la gestione del traffico ferroviario. In questa fase, però, come riferito dal ministro, sarebbe avvenuto l’errore umano: al treno Renfe sarebbe stata autorizzata la ripartenza, nonostante l’Iryo fosse fermo sulla linea.
Gli investigatori stanno esaminando le comunicazioni tra il centro operativo e i macchinisti, oltre alle procedure seguite durante il guasto, con l’ipotesi, appunto, di un errore umano al centro degli accertamenti.
“Tutta la Spagna è in lutto – ha affermato il Premier Pedro Sanchez, annunciando tre giorni di lutto nazionale – Non è ammissibile, in un Paese come il nostro, soffrire due incidenti mortali nell’alta velocità in un anno. Se ci sono state negligenze, si saprà”.