Diverse Regioni del Sud-Italia sono attraversate da fine settembre da un’ondata di proteste e mobilitazioni. Protagonisti delle contestazioni sono autotrasportatori, agricoltori e ovicoltori, che, a causa del caro-carburanti e della crisi dell’energia, non riescono a sostenere più attivamente le imprese o svolgere regolarmente le loro attività, colpiti dagli alti costi del gasolio. Blocchi dei camion e della circolazione stradale che, come diretta conseguenza, stanno mettendo in serio pericolo le forniture verso il resto della Penisola, in particolare quelle ortofrutticole.
Da giorni in Calabria i trattori stanno occupando lo svincolo di Falerna e l’accesso all’A2 dalla Statale 18. A Castrovillari, invece, camion e trattori sono fermi sullo snodo di contrada Bianchino.
In Puglia, invece, nella provincia di Foggia, ai caselli di Poggio Imperiale e Cerignola, sulla Statale 17 e nelle aree di servizio lungo la Statale 16, i tir sono fermi dall’11 ottobre. Addirittura, lunedì 12 ottobre, la Prefettura di Campobasso ha dovuto chiudere in via cautelativa l’A14 tra Termoli e Poggio Imperiale a causa dei mezzi pesanti in sosta e dei materiali sulla carreggiata.
Camionisti e autotrasportatori denunciano aumenti nei costi dei rifornimenti che sono diventati insostenibili: in Puglia, nel brindisino, si parla di mille euro in più ogni quattro giorni di lavoro, mentre in Sicilia le perdite sono stimate tra settecento e novecento euro al giorno per ogni mezzo. Per questo motivo, tra le richieste c’è l’introduzione di un tetto al prezzo del gasolio riservato alla categoria o l’abbassamento dei pedaggi.
Sul fronte del lavoro agricolo, i contadini riferiscono di costi insostenibili per concimi ed energia, unito a una concorrenza sfavorevole dei prodotti importati dall’estero.
Nei prossimi giorni le proteste proseguiranno: dal 16 al 20 ottobre 2026 si fermeranno gli autotrasportatori aderenti alla Fedralog. In Sicilia i camion saranno messi nei piazzali, mentre in Calabria sono pronti a bloccare parzialmente la Statale 18.
Le risposte del Governo per contrastare la crisi, al momento, sono ritenute insufficienti, considerando anche la scadenza del taglio delle accise. Eni, invece, ha applicato uno sconto del 20% anche al gasolio agricolo e per la pesca venduto all’ingrosso, misura che però ha lasciato fuori i camionisti.