Passaggio formale

Lega, Salvini si dimette da segretario: pronto a ricandidarsi al Congresso del 24 e 25 ottobre 2026

Il leader del Carroccio intende ricompattare il partito in vista delle elezioni politiche del 2027. La sua rielezione è data per scontata, ma la linea politica del partito potrebbe modificarsi

Lega, Salvini si dimette da segretario: pronto a ricandidarsi al Congresso del 24 e 25 ottobre 2026

Mentre Roberto Vannacci, intervistato su YouTube da Fabrizio Corona nel suo format “Falsissimo“, ha detto che “la Lega ha perso la sua anima“, motivo che lo ha spinto a separarsi dal partito e fondare Futuro Nazionale, il Carroccio sta attraversando giorni che potrebbero condurlo a un cambiamento rispetto al recente passato.

Nella giornata di lunedì 12 ottobre 2026, infatti, il segretario Matteo Salvini si è dimesso dall’incarico. Non una notizia arrivata all’improvviso, ma un semplice passaggio formale: secondo il regolamento, Salvini ha dovuto dimettersi per potersi ricandidare in vista del Congresso straordinario che si svolgerà il 24 e 25 ottobre 2026.

“Saranno due giorni di confronto, di ragionamento, di idee in un mondo che cambia” ha affermato il ministro ai Trasporti alla stampa.

Insieme a lui si sono dimessi anche i vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani. In queste due settimane prima del Congresso, il tesoriere Alberto Di Rubba è stato nominato vicesegretario vicario, col compito di amministrare la Lega fino a quando non sarà nominato un nuovo segretario.

Il Congresso straordinario

Anche a seguito delle spinte portate nei mesi scorsi dalla componente nordista della Lega, in aperta frizione con il segretario, Salvini ha deciso di indire il Congresso. Con questa mossa, unita alla sua ricandidatura a segretario, il leader del Carroccio intende rafforzare la sua leadership, cercando di ricompattare il partito sotto la sua figura, anche in vista delle elezioni politiche del 2027.

Al Congresso partecipano dirigenti, amministratori locali, parlamentari e delegati (cioè i rappresentanti degli iscritti). Tecnicamente si svolgerebbe ogni quattro anni (l’ultimo è stato lo scorso anno a Firenze con la conferma di Salvini per la terza volta consecutiva), ma considerata la situazione di tensione interna al partito, quella dei prossimi 24 e 25 ottobre sarà una riunione straordinaria.

L’ultimo Congresso straordinario avvenne nel 2013, quando la Lega era in crisi, data al 3%/4% nei sondaggi: in quell’occasione vinse Salvini, che divenne segretario. Da “Lega Nord” si passò appunto a “Lega per Salvini Premier”: negli anni successivi il partito raggiunse il picco di preferenze nelle elezioni europee del 2019 ottenendo il 34,3% dei voti. Da quel momento a oggi, invece, la curva è andata scendendo, tanto che ora i sondaggi danno il partito al 5%, con i consensi dell’elettorato di Centrodestra che sono passati a Fratelli d’Italia e ora si starebbero spostando verso Futuro Nazionale di Vannacci.

La “segreteria politica” e il cambio simbolo se Salvini riconfermato

Salvini, sempre alla stampa, ha aggiunto che, qualora venisse confermato, intende istituire una “segreteria politica” del partito e di voler cambiare il simbolo: la segreteria politica dovrebbe essere un piccolo gruppo di dirigenti del partito a cui verrà dato un certo peso nelle decisioni, e dovrebbe essere un modo per dare maggiore importanza soprattutto ai presidenti di regione.

Al momento non si sa come verrà cambiato il simbolo, che attualmente si contraddistingue per la formula “Lega – Salvini Premier“. Tra le ipotesi ci sarebbe quella che questa dicitura venga rimossa, al fine di ridimensionare la centralità di Salvini nel partito e dare maggior peso a più componenti del Carroccio.

Rielezione di Salvini data per scontata

Con molta probabilità, Salvini verrà riconfermato come segretario della Lega.

Le possibilità che venga insidiato da un altro nome sono infatti minime, anche se l’opposizione interna dei “dissidenti” e della corrente del Nord si sta organizzando.

Più che proporre un nome alternativo al ruolo di leader della Lega, il loro obiettivo è quello di influenzare la linea politica del partito, al fine di riportarlo su contenuti e valori originari, con al centro la “questione settentrionale” e una riforma federalista del Carroccio.