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Indice criminalità “Il Sole 24 Ore”, reati in calo in Italia: meno furti e rapine, ma più frodi informatiche. Calano gli omicidi

Nel 2025 le denunce sono state 2,36 milioni, l'1,8% in meno rispetto all'anno precedente. Incremento delle segnalazioni che riguardano minorenni

Indice criminalità “Il Sole 24 Ore”, reati in calo in Italia: meno furti e rapine, ma più frodi informatiche. Calano gli omicidi

Nel 2025 in Italia sono stati denunciati circa 2,36 milioni di reati, 42.242 in meno rispetto al 2024, con una flessione dell’1,8%. È quanto emerge dall’ultima edizione dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, che analizza i dati del Viminale (Ministero dell’Interno) sulle denunce rapportandoli alla popolazione residente nelle diverse province italiane (in copertina: immagine di repertorio).

A determinare soprattutto la diminuzione è il calo dei furti, che nel corso dell’anno sono scesi di circa 62mila casi. Il quadro, tuttavia, non è uniforme: accanto alla riduzione di diverse tipologie di reato, si registrano aumenti per le truffe e le frodi informatiche, i danneggiamenti, le percosse e gli incendi.

 

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Milano in testa alla classifica

Le grandi città concentrano oltre il 47% dei reati denunciati a livello nazionale. In cima alla classifica dell’indice si trova Milano, dove nel 2025 sono state registrate 228.287 denunce, con un aumento dello 0,6% rispetto all’anno precedente e un’incidenza di circa 7.071 denunce ogni 100mila abitanti.

Seguono Firenze, con 63.010 denunce, in diminuzione del 2,9%, e Roma, che registra 257.483 denunce, il 5,3% in meno rispetto al 2024. A Bologna i casi sono stati 62.058, in calo dello 0,3%, mentre Torino ha registrato 123.815 denunce, con una flessione del 4,3%.

Nella top 10 figurano anche Rimini, Genova, Prato, Venezia e Livorno. L’incremento percentuale più marcato si registra ad Aosta, dove le denunce sono aumentate del 15,1%, raggiungendo un’incidenza di 3.306 casi ogni 100mila abitanti.

Le città con meno reati

All’estremo opposto della graduatoria si trovano Pordenone, Benevento, Enna, Potenza e Oristano, indicate tra le città con il minor numero di reati nell’indice.

La Lombardia mostra invece una tendenza in crescita in diverse province, oltre al dato di Milano. Lodi registra un aumento del 12,1% su base annua, seguita da Varese con il 6,2%, Sondrio con il 5,6%, Mantova con il 4,7%, Pavia con il 3,4% e Bergamo con il 3,1%.

Reati in diminuzione al Sud

La flessione delle denunce interessa buona parte del Mezzogiorno. In Sicilia il calo riguarda otto province su nove, con le diminuzioni più significative a Ragusa (-11,3%), Catania (-10,5%) e Palermo (-9,2%). Secondo i dati riportati nell’indice, in tutte le province siciliane i volumi risultano inferiori ai livelli del 2019.

La diminuzione riguarda anche la Campania, da Caserta (-4,8%) a Napoli (-1,6%), oltre a quattro delle sei province pugliesi e quattro delle cinque calabresi. Fanno eccezione Brindisi, dove le denunce aumentano dello 0,4%, e Cosenza, con una crescita del 2,3%.

Furti sotto il milione

Il calo complessivo dei reati è legato soprattutto alla diminuzione dei furti, scesi per la prima volta dal 2022 sotto la soglia del milione. Nel 2025 ne sono stati denunciati 992.660, il 5,9% in meno rispetto all’anno precedente.

Questa categoria rappresenta comunque il 42,1% di tutti i reati denunciati. Tra le tipologie in diminuzione figurano i furti su auto in sosta (-16%), quelli nelle abitazioni (-8,7%), i furti con destrezza (-6%) e quelli con strappo (-3%). In lieve aumento, invece, i furti di motocicli, con una crescita dello 0,2%.

Anche le rapine risultano in diminuzione: quelle generiche calano del 3,6%, mentre quelle commesse in pubblica via registrano una flessione del 7,7%.

Omicidi ai minimi

Nel 2025 gli omicidi volontari sono scesi da 326 a 289, con una riduzione dell’11,3%. Si tratta del valore più basso della serie storica avviata nel 1950, pari soltanto a quello registrato nel 2020, durante la pandemia.

In diminuzione anche i tentati omicidi, che si attestano a 993 casi, il 13,1% in meno rispetto al 2024.

Violenza sessuale e denunce

Le denunce per violenza sessuale risultano in calo del 2,8%. Il dato va tuttavia interpretato tenendo conto della metodologia dell’indice, che prende in considerazione esclusivamente i reati denunciati alle autorità.

Per questo tipo di violenza, come per altri reati che possono rimanere sommersi, il numero delle denunce non coincide necessariamente con quello degli episodi effettivamente avvenuti: non tutte le vittime, infatti, denunciano.

Truffe e frodi informatiche

Non tutte le categorie seguono la tendenza generale al ribasso. Nel 2025 le truffe e le frodi informatiche sono aumentate del 4,4%, raggiungendo quota 298.651 denunce, 12.565 in più rispetto all’anno precedente.

Crescono anche i danneggiamenti, arrivati a 288.938 casi con un incremento del 3,9%, pari a 10.954 denunce aggiuntive. In aumento le percosse (+3,4%) e le estorsioni (+1,4%).

Tra le variazioni più marcate segnalate dall’indice figurano gli incendi, cresciuti del 18,7%.

Aumentano le segnalazioni minorili

Nel 2025 le segnalazioni relative a minorenni denunciati o arrestati sono state 39.600, contro le 38.247 del 2024. Il dato è superiore del 34% rispetto al 2019 e rappresenta il 4,7% del totale delle segnalazioni riferite a persone.

La presenza di minorenni risulta particolarmente significativa per le rapine in pubblica via: in questa categoria la loro quota raggiunge il 25,8%. A livello territoriale, Sondrio registra l’incidenza più elevata di segnalazioni minorili sul totale provinciale, pari al 9,7%, seguita da Modena con l’8,3%.

Le denunce che riguardano stranieri

L’indice riporta anche i dati relativi ai cittadini stranieri denunciati o arrestati: nel 2025 le segnalazioni sono state 292.820, pari al 35,1% del totale, rispetto al 34,7% del 2024.

Milano, Roma, Torino e Bologna concentrano insieme il 25% delle segnalazioni relative a cittadini stranieri. A Prato, invece, la quota raggiunge circa il 60% del totale provinciale.

Questi dati riguardano le segnalazioni di persone denunciate o arrestate e non costituiscono, di per sé, una misura del numero di condanne o della responsabilità penale accertata.