Tragica notizia

E’ morta Maricarmen Abascal, dallo sfratto dell’87enne sono iniziate le proteste per la casa in Spagna

Sanchez era arrivato a emanare due decreti per l'emergenza abitativa che però sono stati bocciati dal Parlamento. A quel punto il Premier si è dimesso e ha indetto elezioni anticipate

E’ morta Maricarmen Abascal, dallo sfratto dell’87enne sono iniziate le proteste per la casa in Spagna

In Spagna, nella giornata di mercoledì 7 ottobre 2026, il “Sindicato de Inquilinas” ha dato notizia della morte di Maricarmen Abascal.

L’87enne, con una disabilità riconosciuta del 50%, si è spenta all’ospedale Gregorio Marañon di Madrid, dove si trovava fin dallo scorso 23 settembre 2026, giorno in cui è stata sfrattata dal suo appartamento nel quartiere centrale del Retiro. Maricarmen ha vissuto da sempre in quella casa, restandoci anche da sola dopo la morte dei suoi genitori.

Dal 2020, tuttavia, a seguito dell’acquisto dell’edificio da parte della società “Urbangestion“, il prezzo del suo affitto è schizzato da 500 euro a 2.650 euro. Un canone più che quintuplicato, assolutamente insostenibile per l’anziana, motivo per cui l’appartamento è stato fatto sgomberare.

La notizia, unita alle immagini di lei portata via in barella, è stata la goccia che, in tutta la Spagna, ha scatenato ampie proteste legate al tema dell’emergenza abitativa.

Le tendopoli e il “popolo delle chiavi”

Il cosiddetto “popolo delle chiavi“, il cui tintinnio metallico ha fatto da sottofondo comune alla contestazione, si è organizzato in tendopoli che hanno occupato alcune delle più importanti piazze spagnole, prima tra tutte la Puerta del Sol della Capitale Madrid.

Migliaia di manifestanti che hanno proseguito con le proteste per giorni, senza abbandonare il loro presidio costante, nemmeno di fronte ai richiami da parte delle forze dell’ordine. “Indignados” che si sono uniti anche in corteo, puntando il Congresso dei Deputati, al fine di chiedere un annullamento dello sfratto di Maricarmen, soluzioni legate al problema della casa, del caro-vita e della gentrificazione (cioè la trasformazione di un quartiere popolare o degradato in una zona residenziale di pregio, con un forte aumento dei prezzi degli immobili).

Tende in Puerta del Sol

Qualcosa alla fine si è mosso. Il 29 settembre 2026, infatti, è stato raggiunto un accordo tra la società “Urbangestion“, i familiari dell’87enne e il sindacato: per Maricarmen è stato stipulato un nuovo contratto d’affitto che le avrebbe consentito di tornare nella sua casa, pagando una somma non superiore al 30% del suo reddito.

Purtroppo, però, da quel giorno l’anziana ha continuato a restare in ospedale sotto osservazione: le sue condizioni di salute sono peggiorate fino al tragico decesso del 7 ottobre 2026.

“Dopo la sua partenza, restiamo con il suo esempio di lotta e l’eredità morale che ci ha lasciato” ha scritto il “Sindicato de Inquilinas” nel comunicare la morte di Maricarmen. “Lottate, continuate a lottare per ciò che è vostro” era invece il motto dell’87enne, pronunciato a più riprese ai microfoni della stampa.

Decreti bocciati dal Parlamento: Sanchez si dimette, saranno elezioni anticipate

La grande mobilitazione per la casa (che tuttora chiede un tetto ai prezzi degli affitti, lo stop strutturale agli sfratti e una stretta decisiva sugli alloggi turistici) aveva infatti portato il Premier Pedro Sanchez a emanare due decreti per combattere l’emergenza abitativa.

  • il primo prevede che i contratti di affitto che scadono prima della fine del 2028 vengano prolungati automaticamente per due anni (compresa una sorta di protezione contro gli sfratti per i soggetti più vulnerabili fino alla fine del 2030). Inoltre contiene regole più stringenti per gli affitti brevi e un divieto di acquisto di abitazioni e immobili da parte di fondi di investimento fino alla fine del 2028
  • il secondo prevede un meccanismo di rinnovo automatico degli affitti, che quindi diventerebbero potenzialmente a durata indefinita, con aumenti di prezzo regolati dalla legge, e non da nuove contrattazioni

Due provvedimenti sociali, che però si sono infranti in Parlamento. Il Congresso, infatti, ha bocciato i due decreti: a opporsi alla convalida sono state le destre del Partito Popolare, di Vox (ultradestra) e della catalanista Junts.

Di fronte a questa perdita di maggioranza, il Premier Sanchez, lunedì 5 ottobre 2026, ha annunciato le sue dimissioni e lo scioglimento delle Camere, indicendo elezioni anticipate per il 29 novembre 2026.

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Per lui i lavori da Primo Ministro proseguiranno fino al momento del voto. Per questo motivo ha deciso di approvare due nuovi decreti per lo scudo antisfratti e il rinnovo per due anni dei contratti di affitto. Provvedimenti che la sua coalizione di governo spera di poter convalidare alla Diputazione Permanente del Parlamento, dove non sono necessari i voti di Junts.

Nonostante le mosse di Sanchez, il “popolo delle chiavi” sta proseguendo la sua protesta. Per il prossimo 11 novembre 2026, infatti, è in programma uno sciopero generale di 24 ore a cui aderiranno tutti i sindacati maggioritari. In nome di Maricarmen, anche dopo la sua tragica morte, stanno continuando le proteste di piazza: a Puerta del Sol, insieme agli attivisti accampati, si sono unite altre persone contro “gli sfratti che uccidono” ed accendere candele in memoria dell’anziana sfrattata.

“Tutto il mio affetto alla famiglia e ai cari di Maricarmen. Un abbraccio anche a tutti coloro che oggi sentono questa perdita come se fosse la nostra. Riposa in pace” ha scritto sui suoi canali social il Premier spagnolo Pedro Sanchez.

Nella serata di mercoledì 7 ottobre 2026, migliaia di persone si sono radunate in Carrera de San Jerónimo, dove la polizia ha eretto delle barricate per impedire loro di raggiungere il Congresso dei Deputati.

Uniti nella memoria di Maricarmen, i manifestanti hanno scandito slogan come “assassini”, “vergogna”, “colpevoli” e “terroristi” contro i proprietari immobiliari. Secondo loro la morte dell’87enne sarebbe sopraggiunta per un aggravamento delle sue condizioni di salute dovute anche alla sofferenza per lo sfratto dalla sua casa.

“Era evidente che se fosse stata a casa, ora sarebbe ancora viva. Queste non sono morti, sono omicidi!”, afferma un manifestante a El Pais