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Dove si lavora meglio in Italia? Le 100 aziende più apprezzate dai dipendenti

La risposta arriva dalla nuova edizione di Italy's Best Employers 2027

Dove si lavora meglio in Italia? Le 100 aziende più apprezzate dai dipendenti

La nuova edizione di Italy’s Best Employers 2027 – classifica realizzata da Statista in collaborazione con il Corriere della Sera – mette a confronto le aziende sulla base soprattutto del giudizio di chi ci lavora. In cima c’è una conferma: Lavazza conquista per il secondo anno consecutivo il primo posto con il punteggio massimo di 10. Ma subito dietro arrivano De Cecco e FinecoBank, entrambe a 9,68, mentre nelle prime posizioni compaiono realtà molto diverse tra loro: ospedali, università, istituzioni pubbliche, aziende industriali e grandi gruppi internazionali.

Non vince lo stipendio

Prima di leggere i nomi, bisogna capire cosa misura davvero questa graduatoria. Non è una classifica degli stipendi più alti, non premia necessariamente le aziende con il maggior numero di benefit e non ordina i gruppi in base a fatturato o dimensioni. Il progetto ha raccolto circa 300mila risposte attraverso un’indagine online, coinvolgendo 20mila dipendenti. Sono state analizzate circa 5mila aziende, mentre la graduatoria finale comprende 450 datori di lavoro. Per entrare nella ricerca, le aziende devono avere almeno 250 dipendenti in Italia.

A pesare maggiormente è il giudizio diretto dei lavoratori sulla propria azienda: fra le domande fondamentali c’è quella sulla disponibilità a raccomandare il proprio datore di lavoro. I partecipanti esprimono inoltre valutazioni sulle altre aziende del proprio settore, contribuendo a costruire un secondo livello di giudizio.

Lavazza resta davanti a tutti

La conferma di Lavazza è il dato più netto della classifica. Il gruppo torinese, attivo nel settore del caffè, ottiene ancora una volta 10 punti su 10. Alle sue spalle si trovano De Cecco e FinecoBank, appaiate a 9,68. Al quarto posto c’è la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, con 9,60, seguita da Gabetti e dall’Accademia delle Belle Arti di Napoli, entrambe a 9,55. La settima posizione è della Banca d’Italia, con 9,52, l’ottava di Roche, con 9,51. Chiudono la top ten Thales Alenia Space e Google, entrambe con 9,47.

Le grandi aziende non sono necessariamente in cima

È uno degli aspetti più curiosi della graduatoria. La notorietà del marchio non coincide necessariamente con il giudizio dei lavoratori. Google è decima, mentre altri colossi internazionali si trovano molto più indietro. Nella top 100 compaiono comunque numerosi grandi nomi dell’industria, della finanza, della tecnologia e dell’energia: Leonardo, Stellantis, Bayer, Pfizer, Cisco, Generali, Intesa Sanpaolo, Enel, Siemens, Bosch e Coca-Cola.

Fra i primi dieci figurano una banca centrale, un grande istituto oncologico e un’accademia di belle arti. Nei primi 20 entrano inoltre ASL Novara e Università degli Studi di Salerno. È una fotografia piuttosto diversa dalla tradizionale classifica delle aziende più grandi. Qui il settore conta, ma non basta: a fare la differenza è soprattutto la reputazione del posto di lavoro presso chi lo conosce dall’interno.

Il lavoro cambia e l’AI entra nella classifica

L’indagine arriva inoltre in un momento nel quale il rapporto tra lavoratori e aziende sta cambiando rapidamente. Tra i temi che emergono dal quadro del 2026 ci sono formazione, sviluppo professionale, clima aziendale, equilibrio tra vita privata e lavoro e capacità delle imprese di accompagnare i dipendenti nell’introduzione dell’intelligenza artificiale.

È una trasformazione che porta il concetto di “posto di lavoro migliore” lontano dalla sola busta paga: contano sempre di più ambiente, fiducia, prospettive e organizzazione.

La top 100 delle aziende migliori dove lavorare

Dopo Lavazza, De Cecco e FinecoBank, la graduatoria prosegue con Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Gabetti, Accademia delle Belle Arti di Napoli, Banca d’Italia, Roche, Thales Alenia Space e Google nelle prime dieci posizioni.

Dall’11° al 20° posto troviamo Hitachi Rail, Bialetti, Avio Aero, Finder, Coesia, Baker Hughes, Italgas, Menarini Group, ASL Novara e Università degli Studi di Salerno.

Tra il 21° e il 30° posto si collocano Banca Ifis, Novartis, Rhiag, Fileni, Granarolo, Ignazio Messina, Cdp, Barilla, Coldiretti e Würth Italia.

Dal 31° al 40° posto ci sono Sky, Prysmian Group, Trentino Trasporti, DiaSorin, Automobili Lamborghini, Esprinet, Zalando, Maiora, Dolomiti Energia e Indel B.

La fascia dal 41° al 50° comprende Kos, Tetra Pak, Runner Marketing, Sorgenia, Ingersoll Rand, Stellantis, Leonardo, Gruppo Megamark, Multiservizi e DS Smith.

Dal 51° al 60° troviamo Monge, Gattinoni Travel, Bayer, Webuild, Ospedale Policlinico San Martino, Cisco, Autostrade per l’Italia, Cassina, OMRON Italia e O-I.

Nella parte successiva della graduatoria compaiono Chiesi, Pfizer, AP Commerciale (Sole365 e La Speseria), Reale Mutua, Mutti, Banca Mediolanum, PHOENIX Pharma Italia, Dolce & Gabbana, Bofrost e Generali Italia, rispettivamente dal 61° al 70° posto.

Dal 71° all’80° posto si trovano Abiogen Pharma, Foot Locker, Intesa Sanpaolo, MTA, CGT, Brembo, Ferrovie dello Stato Italiane, I.M.A., Save e Honeywell.

Chiudono la top 100 Marcegaglia, Engie, Enea, CLF – Costruzioni Linee Ferroviarie, Cassa Padana Banca di Credito Cooperativo, Enav, Alpitour, Coca-Cola HBC, Siemens, LyondellBasell, Bosch, Scavolini, Guala Closures, Enel, Horizon Service, Benelli Armi, Valeo, Ermenegildo Zegna Group e Michelin Pfe, con le posizioni dal 81° al 100°.