Tensione

Navi colpite nel Mar Nero: prima denuncia la Romania, poi la Bulgaria. Von der Leyen: “Situazione preoccupante”

Il premier bulgaro Rumen Radev convoca un vertice con Difesa, Interno, Trasporti, Ambiente e servizi di sicurezza.

Navi colpite nel Mar Nero: prima denuncia la Romania, poi la Bulgaria. Von der Leyen: “Situazione preoccupante”

Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha convocato una riunione d’emergenza martedì 6 ottobre 2026, dopo che due navi sono state colpite da droni nella zona economica della Bulgaria nel Mar Nero. Lo ha riferito il governo di Sofia, citato dall’agenzia di stampa statale bulgara Bta.

Alla riunione partecipano rappresentanti dei ministeri della Difesa, dell’Interno, dei Trasporti e dell’Ambiente, oltre a esponenti della Presidenza della Repubblica e dei servizi di sicurezza. Radev è atteso per una dichiarazione ai media all’inizio dell’incontro, convocato alle 11.15 ora locale, le 10.15 in Italia.

“La situazione nel Mar Nero è sempre più preoccupante – ha scritto sui suoi canali social la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen – Navi mercantili – e equipaggi innocenti – sono presi di mira, e si sono già registrate perdite di vite umane in mare. Oggi, due navi mercantili sono state colpite nella zona economica esclusiva bulgara nel Mar Nero. Questo accade appena un giorno dopo che una nave turca che trasportava grano ucraino è stata colpita e affondata al largo delle coste rumene. Mentre le circostanze esatte di questi incidenti sono ancora in fase di accertamento, gli sviluppi sono molto preoccupanti. Gli attacchi contro navi mercantili civili sono inaccettabili. Siamo pienamente solidali con i nostri Stati membri sul fianco orientale”.

Le due navi colpite

Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato bulgara, le imbarcazioni coinvolte sono la Alfa Watan, cargo battente bandiera del Togo, e la Able, registrata sotto la bandiera di Palau.

L’Alfa Watan sarebbe affondata al largo della costa bulgara dopo essere stata colpita. Sulla Able, invece, sarebbe divampato un grave incendio. I 18 membri dell’equipaggio presenti a bordo saranno trasferiti negli ospedali di Varna per ricevere assistenza medica.

Le informazioni sull’origine dei droni e sulle responsabilità dell’attacco non sono state chiarite nel comunicato.

Un altro affondamento

L’episodio in Bulgaria arriva dopo un altro incidente che ha coinvolto una nave mercantile nel Mar Nero. Lunedì 5 ottobre 2026 un’imbarcazione è affondata al di fuori delle acque territoriali romene dopo lo scoppio di un incendio a bordo.

Il ministero dell’Interno della Romania ha riferito della morte di due membri dell’equipaggio e del salvataggio di altre 11 persone (in copertina: immagine diffusa dal ministero dell’Interno della Romania). La nave apparteneva a una compagnia turca e, secondo i media romeni, trasportava un carico di cereali.

L’imbarcazione si trovava a circa 30 miglia nautiche, equivalenti a circa 55 chilometri, a sud del porto romeno di Sfântu Gheorghe, nel delta del Danubio.

Le accuse di Zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di aver provocato l’incendio con un attacco effettuato attraverso droni. La Romania, tuttavia, non ha confermato al momento questa ricostruzione.

Non è inoltre chiara l’esatta posizione della nave quando è iniziato l’incendio, mentre restano da accertare le circostanze che hanno portato al suo affondamento.

Rotte commerciali a rischio

La guerra in Ucraina ha avuto conseguenze anche sulla sicurezza delle rotte commerciali del Mar Nero, dove negli ultimi mesi si sono verificati diversi episodi legati all’impiego di droni marittimi.

Ad agosto la Romania aveva intercettato e distrutto un drone esplosivo marittimo a poche centinaia di metri da Neptun Deep, un importante impianto per l’estrazione di gas naturale ancora in costruzione. In quell’occasione il presidente romeno Nicușor Dan aveva accusato la Russia.

A giugno, invece, nei pressi del porto di Costanza era esploso un drone marittimo ucraino. Le forze ucraine avevano spiegato di averne perso il controllo a causa di un’interferenza russa.

Gli ultimi episodi riaccendono quindi l’attenzione sulla sicurezza della navigazione nel Mar Nero, mentre le autorità bulgare sono chiamate a chiarire la dinamica dell’attacco che ha coinvolto le due imbarcazioni nella propria zona economica.