Preoccupazione diffusa

Timore dei servizi segreti tedeschi: “Rischio di conflitto violento con Russia”. Il FT: “Estonia truppe sul confine”

L'intelligence della Germania non ha rilevato indicazioni di un attacco russo su larga scala ai territori Nato, ma riferisce della possibilità di "attività militari di basso livello" soprattutto negli Stati baltici

Timore dei servizi segreti tedeschi: “Rischio di conflitto violento con Russia”. Il FT: “Estonia truppe sul confine”

Il giorno seguente alla visita a sorpresa del Cancelliere Friedrich Merz a Kiev (in copertina), dalla Germania giungono nuove preoccupazioni circa un possibile attacco della Russia ai territori UE e Nato.

Timore dei servizi segreti tedeschi: “Rischio di conflitto violento con Russia”

A parlarne è stato Martin Jaeger, capo dei servizi di sicurezza esterni tedeschi (cioè il Bundesnachrichtendienst), durante l’audizione annuale dei vertici dell’intelligence davanti alla Commissione parlamentare di controllo del Bundestag.

Sebbene lo spionaggio tedesco non abbia rilevato indicazioni circa un’offensiva russa su larga scala contro i territori Nato, è stato riferito della possibilità di “attività militari” di Mosca “di basso livello”, in particolare negli Stati baltici.

Il capo degli 007, tuttavia, ha manifestato un timore più diffuso:

“Il conflitto in cui ci troviamo con la Russia ha assunto una nuova, più pericolosa dimensione: la Germania rischia di finire in un conflitto violento con la Russia“.

Oltre a ciò, Jaeger ha aggiunto che già ora Mosca starebbe attuando una “guerra ombra“ contro Berlino:

“Questa guerra non dichiarata non può essere inquadrata nelle tradizionali categorie militari o giuridiche – Citando poi il tentato attentato di Lipsia, cioè quello dei droni trovati all’aeroporto, il capo dell’intelligence tedesca ha aggiunto – Il pericolo di attentati contro obiettivi in Germania rimane reale e imminente. Dobbiamo opporci a questo”.

FT: “Estonia truppe sul confine”

Ma i timori degli 007 tedeschi non si fermano qui. Secondo Jaeger, “l’impostazione revisionista di Mosca va oltre l’Ucraina“, cioè che sarebbe “un’illusione pensare che con la fine della guerra in Ucraina finirà anche lo scontro con la Russia“.

“Il sostegno dell’Ucraina è un interesse centrale della Germania. E questo vale anche per l’Europa, e per i partner della Nato – e nel caso di una sconfitta dell’Ucraina – le conseguenze per l’architettura della sicurezza dell’Europa e dei Paesi Nato sarebbero molto gravi”.

Ma una possibile offensiva della Russia verso i territori Nato è una preoccupazione che coinvolge anche altri Paesi. Un’esclusiva del Financial Times, infatti, riferisce che l’Estonia starebbe spostando permanentemente le truppe più vicino al confine con lo Stato russo, dotandosi inoltre di armamenti in grado di colpire in profondità il territorio confinante.

Su questo aspetto, tuttavia, viene detto che l’intelligence e i vertici militari estoni escludono una guerra su vasta scala con la Nato nei prossimi due anni, ma temono che i russi si stiano preparando per un potenziale conflitto con lo Stato baltico.

A proposito, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha commentato la notizia con queste parole:

“Non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che il nostro ministero della Difesa e le altre agenzie competenti possiedano il potenziale di intelligence necessario per monitorare e valutare adeguatamente la situazione lungo i nostri confini“.

Putin: “Mosca non ha intenzione di attaccare nessuno”

Tornando al discorso di un possibile attacco della Russia all’Europa e ai territori Nato, lo scorso giovedì 1 ottobre 2026 è intervenuto lo stesso Presidente Vladimir Putin, parlando alla sessione plenaria del 23° incontro annuale del Valdai International Discussion Club:

Mosca “non ha intenzione di attaccare nessuno, né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050″ ha detto Putin. Tuttavia “in caso di attacco diretto al territorio russo, Mosca risponderà con tutti i mezzi a sua disposizione”.

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Vladimir Putin

Continuano i bombardamenti tra Russia e Ucraina

Nel frattempo, continuano i bombardamenti reciproci tra Russia e Ucraina.

Il ministero della Difesa ucraino, anche se non è stato possibile verificare l’affermazione, ha dichiarato che i recenti attacchi alle raffinerie russe a Mosca, Yaroslavl, Ust-Luga, Perm, Saratov e Syzran hanno messo fuori uso il 51% della capacità di raffinazione del petrolio della Russia.

“Il 51% della capacità di raffinazione colpita rappresenta un duro colpo per l’economia del nemico, per la sua capacità di portare avanti l’aggressione e di rifornire i propri raggruppamenti di truppe. I nostri attacchi in profondità continuano a portare la guerra sul territorio russo”.

Putin, sempre dal forum del Club Valdai, ha ammesso che gli attacchi ucraini in Russia avrebbero provocato una perdita pari a 1% del PIL russo:

“Hanno iniziato ad attaccare le raffinerie di petrolio e hanno dichiarato apertamente l’obiettivo di danneggiare la nostra economia. Hanno raggiunto il loro obiettivo? In parte”.

Dall’altra parte, però Mosca ha intensificato gli attacchi missilistici e di droni sull’Ucraina, in particolare anche su Kiev, tanto da avvertire ripetutamente le ambasciate straniere dei rischi legati alla permanenza nella Capitale.

“Il nostro ministero degli Esteri e il ministero della Difesa hanno più volte diffuso gli opportuni avvisi. La decisione spetta ai paesi che hanno proprie rappresentanze diplomatiche a Kiev – ha riferito il portavoce del Cremlino Peskov, che poi ha aggiunto in merito alle operazioni militari russe – Quello che stanno facendo ora le nostre forze armate si chiama rappresaglia. L’Ucraina deve e pagherà ineluttabilmente il prezzo delle sue azioni“.

Non solo la Capitale Kiev (dove domenica mattina, proprio nel giorno della visita di Merz, un missile ha colpito il ponte nord sul Dnipro), ma anche altre grandi città ucraine sono continuamente prese di mira. A Kharkiv, ad esempio, tre attacchi con bombe guidate in pieno giorno hanno colpito palazzi e magazzini: si contano al momento 3 morti e 25 feriti.

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Accordo con Germania per missili intercettori

A proposito di difesa, l'Ucraina ha riferito che il ministero della Difesa ha firmato un "memorandum d'intesa" con l'azienda tedesca Diehl Defence.

Questo documento, che rientra negli accordi di cooperazione siglati durante la visita di Merz in Ucraina, sancisce che Kiev acquisterà migliaia di missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Iris-T. Oltre ai missili, l'intesa prevede l'acquisto di munizioni per artiglieria, sistemi radar e droni intercettori.

"La Germania aiuta l'Ucraina. Ma anche l'Ucraina aiuta noi - ha dichiarato il cancelliere tedesco - Con la sua esperienza, ad esempio nella difesa dai droni, ma anche con commesse miliardarie per l'industria tedesca. Oggi abbiamo firmato accordi in tal senso".

Sul sostegno all'Ucraina, nella giornata di lunedì 5 ottobre 2026, si è espresso anche il Presidente francese Emmanuel Macron.

"Ho appena parlato con il Presidente Zelensky. Ribadiamo la solidarietà e il pieno sostegno della Francia alla difesa dell'Ucraina contro la guerra di aggressione russa. Mentre la Russia è in una situazione di stallo sul fronte, rifiuta ostinatamente ogni appello al cessate il fuoco e compie la scelta irresponsabile di intensificare gli attacchi contro infrastrutture e obiettivi civili, in violazione dei principi più fondamentali del diritto internazionale umanitario.

La Francia e l'Europa continueranno ad assumersi le proprie responsabilità a sostegno dell'Ucraina e a cercare ogni via per risparmiare i civili, ottenere una riduzione delle ostilità e promuovere l'idea di una pace giusta e duratura, nel rispetto dei diritti dell'Ucraina e per rafforzare la sicurezza nel nostro continente. Con il Presidente Zelensky abbiamo valutato il sostegno concreto che possiamo fornire per aiutare l'Ucraina a intercettare i droni e a contrastare l'aggressione russa.

Non cederemo né alle intimidazioni della Russia né alla sua escalation, che non deve essere fraintesa: il tempo gioca a suo sfavore".