Mentre in Italia è in corso la discussione sul “Ddl antisemitismo”, per il quale la Camera, dopo l’approvazione del Senato, si pronuncerà questa settimana, nel Regno Unito è esploso un caso che ha al centro il partito dei Verdi, guidato da Zack Polanski (in copertina).
Domenica 4 ottobre 2026, infatti, il “Green Party”, formazione politica di sinistra che ha cinque deputati alla Camera dei Comuni, ha approvato una mozione interna che equipara il sionismo a “una forma di razzismo”.
Il sì alla mozione è arrivato durante il congresso del partito a Brighton con 1.022 voti favorevoli e 813 contrari (sul quale quindi si sono espressi appena 1.835 delegati, frazione minima rispetto agli oltre 200mila iscritti al movimento ecologista).
End the genocide. Drop the charges. De-proscribe Palestine Action. https://t.co/euAsvgbyRv
— The Green Party (@TheGreenParty) October 4, 2026
Secondo i sostenitori della mozione, “il sionismo favorirebbe un gruppo etnico a scapito della sottomissione di altri“. Ma oltre a ciò, il “Green Party” è a favore della “creazione di un unico Stato democratico palestinese sull’intera Palestina storica“.
Questa mozione, che come anticipato è stata votata da un numero ristrettissimo di aderenti al partito, ha creato frizioni all’interno dei Verdi. Parte della sua leadership, infatti, si è detta contraria e non ha preso parte al voto, giudicando la mozione problematica. A spingere per questa linea politica è stato lo stesso Polanksi, il quale però, negli ultimi mesi, ha perso popolarità, come evidenziato dai sondaggi, a seguito di alcuni passi falsi.
Dura contestazione
La mozione del partito dei Verdi ha suscitato grandi contestazioni sia all’interno del Regno Unito, sia in Israele.
In Gran Bretagna è arrivata la condanna da parte di tre organizzazioni della comunità ebraica, che hanno scritto al “Green Party” prima del voto:
“Questa mozione renderebbe il Partito Verde la prima forza politica britannica di rilievo elettorale, a memoria d’uomo, ad adottare quella che appare come una piattaforma politica palesemente antisemita” hanno riferito.
Anche il Parlamento e il Governo, a maggioranza Partito Laburista, si è opposto a questa mozione dei Verdi.
In Israele, invece, il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha definito la risoluzione “un chiaro testo antisemita” e ha annunciato il divieto per il leader dei Verdi Polanski a entrare nello Stato ebraico.