È ancora l’University of Oxford l’università meglio classificata al mondo nel Times Higher Education World University Rankings 2027. L’ateneo britannico mantiene il primo posto per l’undicesimo anno consecutivo, davanti al Massachusetts Institute of Technology (MIT).

Il distacco tra le prime due università è però minimo. Oxford continua a beneficiare di risultati molto forti nella ricerca, nella collaborazione internazionale e nel rapporto tra dottorandi e personale, mentre il MIT presenta valori superiori in altri indicatori, tra cui rapporto studenti-docenti, impatto delle citazioni e forza della ricerca.
La top 10 mondiale
La parte alta della graduatoria resta dominata da Stati Uniti e Regno Unito, ma alcuni cambiamenti mostrano il progressivo riequilibrio del sistema universitario internazionale.
La top 10 del ranking 2027:
- University of Oxford – Regno Unito
- Massachusetts Institute of Technology – Stati Uniti
- Princeton University – Stati Uniti, ex aequo
- Stanford University – Stati Uniti, ex aequo
- University of Cambridge – Regno Unito
- Harvard University – Stati Uniti
- California Institute of Technology – Stati Uniti
- Imperial College London – Regno Unito
- University of California, Berkeley – Stati Uniti, ex aequo
- Yale University – Stati Uniti, ex aequo
Gli Stati Uniti occupano quindi sette dei primi dieci posti, mentre il Regno Unito ne conta tre.
La Cina supera l’Europa continentale
Uno dei dati più importanti della nuova classifica riguarda però le posizioni immediatamente successive alla top 10. La Tsinghua University sale all’11° posto mondiale, superando l’ETH di Zurigo, che rappresentava la prima università dell’Europa continentale. Per la prima volta, la migliore università asiatica risulta davanti alla migliore università dell’Europa continentale nella graduatoria THE.

Anche la Peking University, al 13° posto, consolida la presenza cinese ai vertici. La National University of Singapore, invece, sale al 15° posto. Il risultato complessivo è ancora più evidente osservando la presenza nelle prime 200 posizioni: le università asiatiche passano da 35 a 40, mentre quelle europee scendono da 90 a 85, secondo i dati del Times Higher Education.
Le università asiatiche continuano a crescere
Il ranking 2027 fotografa quindi un cambiamento più ampio nel panorama mondiale dell’istruzione superiore. La crescita riguarda soprattutto Asia orientale e Sud-Est asiatico, con miglioramenti legati in particolare alla qualità e alla forza della ricerca. La Cina porta quest’anno 17 università nelle prime 200 posizioni, contro le 13 delle precedenti tre edizioni. Il Singapore conferma la propria posizione di primo piano, con la NUS al 15° posto e la Nanyang Technological University al 28°.
Sale anche la Malesia, che entra per la prima volta nella fascia delle prime 200 università.
Si registra un progressivo spostamento degli equilibri: le università statunitensi e britanniche continuano a dominare la parte alta della graduatoria grazie soprattutto alla loro reputazione internazionale, ma diversi sistemi universitari asiatici stanno aumentando più rapidamente i propri punteggi.
Stati Uniti e Regno Unito restano ai vertici
Il sorpasso dell’Asia in alcuni indicatori non significa però un ribaltamento della classifica mondiale.
Stati Uniti e Regno Unito continuano infatti a occupare le prime posizioni. Gli USA hanno 53 università nelle prime 200, anche se due in meno rispetto all’edizione precedente.
Il Regno Unito ne conta invece 25, una in meno rispetto allo scorso anno. Molte università anglosassoni continuano a essere sostenute da livelli elevati di reputazione accademica, mentre mostrano segnali più deboli in altri indicatori, compresi alcuni legati alla ricerca e ai finanziamenti.
L’Europa perde terreno nelle prime 200
Il quadro europeo è meno uniforme. La Francia, per esempio, vede scendere le sue quattro università meglio posizionate. Anche alcune grandi istituzioni nate da fusioni universitarie non hanno registrato, almeno nel breve periodo, il salto atteso in graduatoria. La Germania, al contrario, registra un risultato positivo con la Technical University of Munich, che entra per la prima volta nella top 25.
L’Europa rimane comunque ampiamente rappresentata: sono 710 le università europee presenti nel ranking, dieci in più rispetto all’edizione precedente.
Italia, 58 università nel ranking
Anche l’Italia migliora la propria presenza complessiva. Sono 58 gli atenei italiani inseriti nel World University Rankings 2027, quattro in più rispetto all’anno precedente. L’Italia è così tra i Paesi europei con il maggior numero di università presenti nella graduatoria.
Sono inoltre quattro gli atenei italiani nelle prime 200 posizioni, uno in più rispetto alla precedente edizione.
La prima università italiana è l’Università di Bologna, che sale dal 130° all’111° posto mondiale. Al secondo posto nazionale c’è la Sapienza Università di Roma, che passa al 147° posto, mentre il Politecnico di Milano entra per la prima volta nella top 200, al 157° posto. Complessivamente sono 27 le università italiane nelle prime 500 posizioni, due in più rispetto all’anno scorso.
Come viene costruita la classifica
Il Times Higher Education World University Rankings non si basa su un singolo parametro.
La metodologia considera le prestazioni degli atenei attraverso 18 indicatori, organizzati in cinque grandi aree: didattica, ambiente della ricerca, qualità della ricerca, internazionalizzazione e rapporti con l’industria.
Nel calcolo entrano, tra gli altri elementi, la reputazione accademica, il volume e i finanziamenti della ricerca, l’impatto delle pubblicazioni scientifiche, le citazioni, la presenza internazionale di studenti e docenti e i rapporti con il mondo produttivo. I dati bibliometrici vengono elaborati anche attraverso Scopus, il database scientifico di Elsevier.
Per questo motivo la graduatoria non rappresenta semplicemente una classifica della qualità della didattica: misura la performance complessiva degli atenei soprattutto in relazione alla loro attività di ricerca, internazionalizzazione e capacità di trasferire conoscenza.
La classifica fotografa un sistema universitario in trasformazione
L’edizione 2027 comprende 2.297 università di 118 Paesi e territori, contro le 2.191 dell’edizione precedente. Sono quindi 106 gli atenei in più valutati quest’anno.
Il dato più rilevante non riguarda dunque soltanto il primo posto di Oxford o la presenza italiana, ma il cambiamento degli equilibri alle spalle dei grandi atenei anglosassoni.
USA e Regno Unito restano dominanti nelle prime posizioni, ma la crescita di Cina, Singapore e degli altri sistemi universitari asiatici sta modificando progressivamente la geografia mondiale della ricerca e dell’alta formazione.
In questo quadro, l’Italia aumenta la propria presenza nella graduatoria e porta quattro università nella top 200 mondiale. Un risultato che si inserisce però in una competizione internazionale sempre più ampia, con un numero crescente di atenei e sistemi universitari in grado di scalare le classifiche.