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Indice Wef, Giappone in testa, Italia nella top ten

Il Travel & Tourism Development Index 2026 fotografa un settore in espansione, ma alle prese con costi più elevati, carenza di personale e necessità di gestire meglio i flussi

Indice Wef, Giappone in testa, Italia nella top ten

Il Travel & Tourism Development Index 2026 del World Economic Forum fotografa un settore ormai oltre la fase della ripresa post-pandemia. Nel 2025 gli arrivi internazionali hanno raggiunto il record di 1,5 miliardi, mentre il contributo complessivo di viaggi e turismo all’economia mondiale è arrivato a 11.600 miliardi di dollari. Il nuovo rapporto, realizzato in collaborazione con Zurich Insurance Group, mette però in evidenza anche le nuove sfide legate ai costi, alle infrastrutture, alla disponibilità di personale e alla sostenibilità.
Il TTDI non misura direttamente quanti turisti arrivano in un Paese né quanto spendono. L’indice analizza invece le condizioni che permettono al turismo di svilupparsi nel tempo, attraverso 17 indicatori riuniti in cinque grandi aree: ambiente favorevole, politiche e condizioni per il turismo, infrastrutture e servizi, risorse turistiche e sostenibilità.

Giappone in testa, Italia nella top ten

Sono 110 le economie analizzate e 101, pari al 92%, hanno migliorato il proprio punteggio rispetto al 2024. La media dell’indice è cresciuta del 2,1%, il ritmo più veloce dal 2019. In cima alla graduatoria si trova il Giappone, seguito da Stati Uniti, Spagna e Australia. Completano le prime dieci posizioni Francia, Germania, Regno Unito, Cina, Svizzera e Italia.
Il nostro Paese resta dunque tra le principali economie turistiche mondiali, all’interno di un gruppo dominato dai Paesi europei. L’Europa e l’Eurasia risultano infatti la regione con le condizioni complessivamente più favorevoli allo sviluppo del settore, mentre sei dei primi dieci Paesi della graduatoria sono europei.
Il rapporto evidenzia intanto una crescita particolarmente marcata delle risorse culturali, migliorate del 9,6% a livello globale rispetto al 2024, mentre le risorse naturali sono cresciute del 4,1%. Anche infrastrutture e servizi turistici e la connettività aerea hanno registrato progressi.

La nuova sfida è gestire i flussi

La crescita, tuttavia, porta con sé nuove criticità. In tre quarti delle economie considerate la competitività legata ai prezzi è diminuita tra il 2024 e il 2026: viaggiare, soggiornare e operare nel settore è diventato più costoso. Allo stesso tempo, gli investimenti non sempre tengono il passo con l’aumento della domanda e la carenza di personale qualificato continua a rappresentare un problema.
Un altro tema centrale è la gestione dei flussi. L’aumento dei visitatori può accentuare il sovraffollamento delle destinazioni più conosciute e la pressione sulle infrastrutture, sull’ambiente e sulle comunità locali. Per il World Economic Forum, quindi, la prossima fase del turismo non riguarda soltanto la capacità di attirare visitatori, ma quella di distribuire meglio i benefici della crescita e proteggere le risorse sulle quali il settore costruisce il proprio futuro.