C’è un gesto che in Italia accompagna da generazioni le pause, gli incontri e le conversazioni: ordinare e bere un caffè espresso. Un’abitudine talmente radicata nella vita quotidiana da essere diventata parte dell’identità culturale del Paese. Ed è proprio il valore di questo rito a essere al centro del percorso che punta al riconoscimento come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco.
Un rito che va oltre la tazzina
Il tema è stato affrontato a Roma durante l’incontro «Il Rito del Caffè Espresso», promosso da Fipe. L’appuntamento ha rappresentato un’occasione per approfondire la candidatura non soltanto dal punto di vista gastronomico, ma soprattutto per il significato sociale e culturale che questa consuetudine ha assunto nel tempo. A rendere particolare l’espresso italiano, infatti, non è soltanto ciò che viene servito nella tazzina. Attorno al caffè esiste un sistema fatto di persone, professioni, luoghi e consuetudini: dal barista al bar, dal rapporto con il cliente fino alla pausa condivisa con amici, colleghi o familiari.
Una tradizione che cambia
Durante l’incontro si è discusso anche di come il rito del caffè si sia trasformato insieme alla società italiana. Sono cambiate le abitudini, i luoghi di consumo e le modalità con cui le nuove generazioni si avvicinano a questa tradizione, ma il momento del caffè continua a conservare una forte dimensione di socialità. Tra gli aspetti affrontati anche il ruolo delle professioni legate al settore e quello delle comunità che custodiscono e tramandano il rito. Il confronto ha coinvolto studiosi ed esperti, con l’obiettivo di raccontare una tradizione quotidiana nella sua complessità, senza ridurla alla sola preparazione della bevanda.
Anche la solidarietà entra nel progetto
Alla riflessione culturale si è aggiunto un momento dedicato alla solidarietà. L’iniziativa ha infatti previsto una raccolta fondi a favore della Fondazione Telethon, affiancando così il percorso legato alla candidatura a un’azione concreta di sostegno alla ricerca. Il riconoscimento Unesco, se arriverà, riguarderebbe quindi una pratica quotidiana capace di raccontare una parte dell’Italia attraverso la sua dimensione più semplice e condivisa. Perché il caffè espresso non è soltanto una bevanda: è anche un momento della giornata, un’abitudine sociale e un modo di stare insieme che continua a rinnovarsi senza perdere il proprio legame con la tradizione.