Donald Trump ha accolto Xi Jinping alla Casa Bianca nella giornata del 24 settembre 2026, dando il via alla visita di Stato del presidente cinese negli Stati Uniti, la prima di questo livello da oltre dieci anni. Il leader cinese è arrivato a Washington con l’obiettivo di stabilizzare il rapporto con l’amministrazione americana, mentre Trump punta a ottenere concessioni economiche e strategiche da Pechino.
President Xi and President Trump
What a historical meeting
I wish best of luck, with many great deals 🥂
Peace and prosperity for the US and China. pic.twitter.com/bW7BSnyfQb
— Seth (@seth_fin) September 23, 2026
Xi ha parlato della necessità che Stati Uniti e Cina siano “partner e non avversari”, ma il vertice arriva in una fase segnata da una rivalità sempre più profonda: due economie che continuano a dipendere l’una dall’altra, ma che competono per il controllo delle tecnologie e delle filiere strategiche del futuro.
La tregua commerciale e il nodo dei dazi
Il primo dossier sul tavolo è quello commerciale. Dopo anni di tensioni e aumenti tariffari, Washington e Pechino cercano di evitare una nuova escalation. Gli Stati Uniti chiedono maggiore apertura del mercato cinese, il rispetto degli accordi commerciali e garanzie sugli acquisti di prodotti americani.
La Cina, invece, punta a evitare nuove restrizioni sulle proprie aziende e nuove barriere alle esportazioni. Il problema va oltre il semplice commercio bilaterale: una nuova guerra dei dazi tra le due principali economie mondiali avrebbe conseguenze sulle catene globali di approvvigionamento, dall’elettronica all’automotive, fino ai beni di consumo.
Terre rare, la nuova arma strategica
Uno dei temi più delicati riguarda le terre rare, minerali fondamentali per batterie, auto elettriche, semiconduttori e tecnologie militari.
La Cina controlla una quota dominante della filiera mondiale, soprattutto nella raffinazione e nella produzione dei magneti necessari all’industria avanzata. Per Washington ridurre questa dipendenza è diventata una priorità di sicurezza nazionale.
Pechino, dal canto suo, considera il controllo delle terre rare uno degli strumenti più importanti nella competizione con gli Stati Uniti e negli ultimi mesi ha utilizzato le esportazioni di questi materiali come leva negoziale.
L’intelligenza artificiale al centro della nuova sfida
Un altro capitolo decisivo è quello dell’intelligenza artificiale. Stati Uniti e Cina sono i due principali concorrenti nello sviluppo dell’IA, ma Washington cerca di mantenere il vantaggio soprattutto attraverso il controllo dei semiconduttori più avanzati, limitando l’accesso cinese alle tecnologie considerate strategiche.
Pechino contesta queste restrizioni e punta invece a rafforzare la propria autonomia tecnologica. La competizione non riguarda soltanto il mercato: l’IA è ormai considerata un settore chiave per industria, sicurezza informatica e difesa.
Taiwan resta il punto più rischioso
Dietro economia e tecnologia resta il dossier più sensibile: Taiwan. La Cina considera l’isola parte del proprio territorio e non esclude l’uso della forza per impedirne un’indipendenza formale. Gli Stati Uniti, pur non riconoscendo Taiwan come Stato indipendente, continuano a sostenerne la capacità di autodifesa.
Ogni riferimento alla presenza militare americana nell’area o alle forniture di armi a Taipei viene quindi osservato con estrema attenzione da Pechino.
Ucraina e scenari globali
Sul tavolo potrebbero entrare anche i principali dossier internazionali, dalla guerra in Ucraina ai rapporti con l’Iran.
La Cina ha mantenuto una posizione autonoma sul conflitto ucraino, continuando ad avere rapporti economici con la Russia e respingendo la linea delle sanzioni occidentali più dure.
Washington vorrebbe invece limitare il sostegno economico e tecnologico indiretto che Pechino garantisce a Mosca.
Una stretta di mano senza vera tregua
Nonostante il valore simbolico della visita, difficilmente il vertice produrrà una svolta nei rapporti tra le due potenze. ’obiettivo più realistico è evitare una nuova crisi commerciale e mantenere aperti i canali di dialogo.
President Donald J. Trump and First Lady Melania Trump greet President Xi Jinping of China and Madame Peng Liyuan upon their arrival in Washington, D.C., ahead of the state visit at the White House. pic.twitter.com/nm2vGonChM
— The White House (@WhiteHouse) September 24, 2026
La fotografia del vertice è quindi quella di due leader che mostrano collaborazione davanti alle telecamere, mentre dietro le quinte si confrontano sulla partita più importante del XXI secolo: il controllo delle tecnologie, delle risorse strategiche e delle catene produttive globali.