Con l’autunno alle porte torna l’influenza stagionale e si avvicina anche il momento della vaccinazione. In Italia la campagna antinfluenzale 2026-2027 partirà da ottobre 2026, mentre gli esperti – guardando all’emisfero australe – iniziano a delineare cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi.
Secondo Fabrizio Pregliasco, professore associato dell’Università Statale di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi-Sant’Ambrogio, la previsione resta di 12-14 milioni di infezioni respiratorie complessive nel corso della stagione.
“La previsione è sempre su almeno 12-14 milioni di casi attesi”, ha spiegato.

Non significa 14 milioni di casi di influenza vera e propria. La stima comprende l’insieme delle infezioni respiratorie stagionali, quindi influenza, Covid, virus respiratorio sinciziale e altri virus.
Cosa ci dice l’Australia
Per provare ad anticipare quello che potrebbe accadere in Europa, ogni anno gli epidemiologi guardano all’emisfero australe, dove l’inverno sta terminando. In Australia la stagione 2026 è stata nel complesso meno pesante rispetto al 2025, ma ha mostrato una particolarità: una circolazione influenzale prolungata e una ripresa tardiva dei casi tra agosto e settembre.
I dati dell’Australian Centre for Disease Control confermano che l’attività influenzale è rimasta significativa anche nelle ultime settimane dell’inverno australe. Non è quindi detto che una stagione meno intensa significhi necessariamente una stagione breve.
H3N2 tra i virus osservati speciali
Fra i ceppi circolati maggiormente c’è A/H3N2, insieme ad A/H1N1 e al lignaggio B/Victoria. Proprio questi virus sono alla base della composizione del nuovo vaccino. Per la stagione 2026-2027 l’Organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato un vaccino trivalente contro A/H1N1pdm09, A/H3N2 e B/Victoria, indicazione recepita anche dal Ministero della Salute.
In Europa, al momento, la situazione resta tranquilla: a fine settembre la circolazione influenzale è ancora bassa, secondo i dati dell’Ecdc. Il vero aumento è atteso con l’avanzare dell’autunno.
Quando parte la vaccinazione
Il Ministero della Salute raccomanda di iniziare la campagna vaccinale all’inizio di ottobre, continuando comunque a offrire il vaccino anche durante la stagione influenzale a chi non abbia potuto farlo nelle prime settimane.
La vaccinazione è indicata dai 6 mesi di età ed è raccomandata soprattutto per over 60, bambini tra 6 mesi e 6 anni, donne in gravidanza, operatori sanitari e persone con patologie croniche o maggior rischio di complicanze. Il vaccino di quest’anno è formulato contro i principali ceppi attesi, tra cui A/H1N1, A/H3N2 e B/Victoria.
Influenza, Covid e altri virus insieme
Anche quest’anno difficilmente circolerà un solo virus. Accanto all’influenza continueranno infatti a essere presenti Covid, virus respiratorio sinciziale, rhinovirus e metapneumovirus. Per questo il sistema italiano RespiVirNet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, monitora ormai l’insieme delle infezioni respiratorie acute.
L’influenza classica tende comunque ad avere caratteristiche abbastanza riconoscibili: febbre improvvisa sopra i 38 gradi, tosse, dolori muscolari e articolari, mal di testa, stanchezza intensa e mal di gola.
Il vero test arriverà tra ottobre e novembre
Quanto sarà pesante la stagione 2026-2027 è ancora presto per dirlo. Molto dipenderà dalle temperature, dalla diffusione dei diversi ceppi virali e dalla copertura vaccinale. Secondo Pregliasco, un inverno particolarmente freddo potrebbe favorire maggiormente l’influenza classica, mentre continui sbalzi termici possono facilitare la circolazione contemporanea di numerosi virus respiratori.
Il primo vero banco di prova arriverà quindi tra ottobre e novembre, quando l’aumento della permanenza negli ambienti chiusi e il calo delle temperature inizieranno a spingere verso l’alto la curva dei contagi.