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Imu e Tari, nuove regole per milioni di contribuenti: cosa cambia dal 2027

La riforma della fiscalità locale introduce nuove regole per proprietari, inquilini e contribuenti

Imu e Tari, nuove regole per milioni di contribuenti: cosa cambia dal 2027

Cambiano alcuni degli adempimenti legati a Imu e Tari, le due principali imposte locali che riguardano immobili e gestione dei rifiuti. Le novità sono contenute soprattutto nel decreto legislativo 147 del 7 agosto 2026, entrato in vigore il 12 agosto e successivamente ripubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 settembre. L’obiettivo dichiarato della riforma è uniformare le procedure, digitalizzare gli adempimenti e rendere più proporzionato il sistema delle sanzioni.

Non cambia invece la struttura fondamentale delle due imposte: l’Imu continua a riguardare principalmente seconde case, immobili di lusso e altri immobili soggetti al tributo, mentre la Tari resta dovuta da chi possiede o utilizza locali in grado di produrre rifiuti.

Imu, la dichiarazione diventa telematica

La novità più evidente per l’Imu riguarda la dichiarazione. Il decreto stabilisce che dovrà essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso le modalità che saranno definite dal Ministero dell’Economia. L’obiettivo è avere un sistema unico nazionale e superare progressivamente la gestione di modulistica e procedure differenti tra i Comuni.

Non tutti i proprietari devono però presentare ogni anno la dichiarazione Imu. La scadenza resta fissata al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile oppure si è verificata una variazione rilevante per il calcolo dell’imposta. Una volta presentata, la dichiarazione continua a valere anche negli anni successivi finché non cambiano gli elementi che determinano l’importo da pagare.

Tari, cambia invece la scadenza: solo 90 giorni

La modifica più importante per la Tari riguarda i tempi. In caso di inizio dell’occupazione di un immobile o di una variazione che modifica il tributo, la comunicazione deve essere presentata entro 90 giorni dall’evento.

Il nuovo termine riguarda, per esempio, chi compra una casa, prende un appartamento in affitto, lascia un immobile oppure registra una variazione rilevante dell’utenza. In precedenza la disciplina nazionale lasciava molto più tempo, anche se numerosi Comuni avevano già adottato termini più brevi nei propri regolamenti. Per gli eventi avvenuti dal 12 agosto 2026, quindi, conviene non aspettare l’anno successivo: il conto dei 90 giorni parte dalla data dell’occupazione o della variazione.

Uno sconto sulla Tari per chi fa il compost

Arriva anche una novità per chi gestisce autonomamente parte dei propri rifiuti organici. La legge prevede una riduzione della Tari per le utenze domestiche che effettuano compostaggio aerobico individuale dei rifiuti di cucina, degli sfalci e delle potature del giardino. Il decreto non stabilisce però una percentuale nazionale unica: l’entità concreta della riduzione dovrà quindi essere verificata sulla base delle modalità applicate localmente. La possibilità riguarda anche alcune utenze non domestiche, in particolare attività agricole e vivaistiche che effettuano il compostaggio di residui naturali non pericolosi.

Dal 2027 cambiano le multe

La riforma modifica anche il sistema delle sanzioni, con decorrenza dal 1° gennaio 2027. In caso di omessa dichiarazione Imu, la sanzione sarà pari al 100% dell’imposta non versata. Oggi la misura può oscillare tra il 100 e il 200%. Per una dichiarazione infedele, invece, la sanzione scenderà al 40% del tributo non versato, rispetto all’attuale intervallo tra il 50 e il 100%. Le stesse percentuali saranno applicate anche alla Tari. La riforma quindi non cancella le sanzioni, ma elimina le ampie forbici attuali e introduce percentuali definite. Le nuove misure non sono retroattive: le violazioni commesse prima del 2027 continueranno a seguire la disciplina precedente.

Cambia anche il ravvedimento operoso, lo strumento che permette al contribuente di correggere spontaneamente omissioni e pagamenti insufficienti beneficiando di sanzioni ridotte. La possibilità di ravvedersi viene estesa anche quando la violazione è già stata constatata oppure sono iniziati controlli e verifiche. Il limite arriva quando vengono notificati gli atti di accertamento o di pagamento. Diventa inoltre possibile il ravvedimento frazionato, regolarizzando progressivamente parti del debito.

Imu e rendita catastale contestata

La riforma interviene anche sui contenziosi relativi alla rendita catastale, cioè uno degli elementi fondamentali utilizzati per calcolare l’Imu. Se il proprietario contesta davanti al giudice la rendita attribuita dall’Agenzia delle Entrate, durante la causa l’imposta continua a essere calcolata sulla rendita in quel momento efficace.

Se la sentenza definitiva darà ragione al contribuente, potrà essere recuperata l’Imu pagata in eccesso; se invece la decisione porterà a una rendita superiore, sarà possibile recuperare dal contribuente la maggiore imposta, con gli interessi ma secondo le nuove regole senza applicare automaticamente sanzioni sulla differenza derivante dalla decisione giudiziaria.

Tari, c’è anche il nuovo bonus del 25%

Accanto alla riforma c’è un’altra novità importante già operativa nel 2026: il bonus sociale rifiuti. Consiste in uno sconto del 25% sulla Tari o sulla tariffa corrispettiva e viene riconosciuto automaticamente alle famiglie con Isee entro 9.796 euro. La soglia sale a 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico.

Non serve presentare una domanda specifica al Comune: è necessario avere presentato la Dichiarazione sostitutiva unica all’Inps per ottenere l’Isee, dopodiché lo scambio dei dati consente l’attribuzione automatica dell’agevolazione. Per il solo 2026 ARERA ha previsto procedure e tempi transitori che consentono in alcuni casi l’erogazione del bonus fino al 30 settembre.