In Piemonte

Ladri nel cortile di casa, lui spara e ne uccide uno. Salvini: “Abbraccio chi si difende”

E' successo nella notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre 2026 a Baldissero d'Alba, nel Cuneese, stessa provincia dove nel 2021 sono avvenuti i fatti del gioielliere Mario Roggero

Ladri nel cortile di casa, lui spara e ne uccide uno. Salvini: “Abbraccio chi si difende”

Ha visto un gruppo di ladri nel cortile di casa, ha sparato colpendone uno, che poi ha perso la vita.

Ancora una volta in provincia di Cuneo (Piemonte), a distanza di alcuni anni dalla vicenda del gioielliere Mario Roggero, si è verificato un altro caso di un cittadino che ha aperto il fuoco nelle circostanze di una rapina. L’episodio è avvenuto a Baldissero d’Alba, nella notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre 2026, in una cascina in ristrutturazione di via Roma (in copertina: immagine da Google street view).

Sui fatti sono in corso le indagini da parte delle forze dell’ordine, che stanno ricostruendo con esattezza la dinamica dell’accaduto. Un caso che ha visto la morte di Gjovalin Lazri, 36enne di origini albanesi, colpito dai colpi sparati da Roberto Mollo, autotrasportatore di 35 anni, ora finito sotto indagine per omicidio volontario, un atto dovuto per svolgere autopsia e accertamenti balistici.

Ladri nel cortile di casa, lui spara e ne uccide uno

Una primissima ricostruzione racconta di momenti concitati nei quali, a seguito di forti rumori sentiti nel cuore della notte, Mollo ha intravisto le sagome di alcune persone nel cortile, aprendo successivamente il fuoco con un’arma regolarmente detenuta (anche se avrebbe dovuta tenerla all’interno della sua abitazione vicina al casolare). Lazri è stato raggiunto da due proiettili, mentre gli altri componenti della banda sono fuggiti. A chiamare il 112 è stato lo stesso autotrasportatore 35enne che ha sparato.

Come riportato dal Corriere della Sera, Roberto Mollo ha raccontato ai familiari di aver aperto il fuoco con lo scopo di spaventare gli intrusi arrivati improvvisamente davanti al casolare dove si è consumato il dramma. Il 35enne, infatti, sostiene di aver sbagliato a sparare, sottolineando però di essersi trovato nel panico. Ora teme di finire in carcere.

“È distrutto. La magistratura farà il suo lavoro, poi faremo delle valutazioni. Non è un pistolero, è molto spaventato. Ha bisogno di tempo, anche per lui è stato uno choc” ha dichiarato il suo legale Pier Mario Morra.

La vittima, invece, gestiva un bar a Torino insieme alla compagna e aveva precedenti per reati contro il patrimonio. L’avvocata della famiglia ha dichiarato che Lazri lavorava regolarmente e “stava cercando in ogni modo di reintegrarsi”.

Dai primi accertamenti delle indagini, il 36enne si trovava a Baldissero d’Alba insieme a un gruppo di complici per un raid mirato a razziare tegole, cemento e ponteggi. Mollo, invece, stava dormendo nel casolare in ristrutturazione proprio per vigilare sul materiale edile accatastato nella struttura.

Nel piccolo Comune cuneese, di mille abitanti, i compaesani fanno scudo attorno attorno a lui, uniti dall’esasperazione per una serie di furti che si erano verificati in paese, uno addirittura a poche ore di distanza dalla tragedia.

Salvini: “Abbraccio chi si difende”

“Il nostro abbraccio a chi è stato aggredito e si è difeso a casa sua”.

Queste sono state le parole del vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, pronunciate sul palco di Pontida a commento del caso di Baldissero d’Alba.

Una vicenda avvenuta a circa una ventina di chilometri di distanza da Grinzane Cavour, luogo dove nel 2021 il gioielliere Mario Roggero ha sparato e ucciso due rapinatori, ferendone un terzo, a seguito di una rapina avvenuta nel suo negozio.

Dopo tre gradi di giudizio, la Cassazione ha condannato in via definita il 72enne a 14 anni e 9 mesi di carcere. Recentemente, il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile l’istanza di differimento pena, legata alla richiesta di grazia.

Stefano Marcolini, avvocato del gioielliere, al termine dell’udienza davanti al Tribunale della Sorveglianza di Milano, ha dichiarato.

“Mario Roggero sta prendendo coscienza di quanto è accaduto. Dopo due mesi di carcere ha avuto tempo per pensare e per iniziare una rivalutazione critica di quanto accaduto. Per Roggero ogni vita merita rispetto e quindi quel fatidico giorno avrebbe potuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo. Pentimento e scuse sono parole che Roggero non ha pronunciato, siamo all’inizio di un percorso di revisione critica”.

Sui fatti di Grinzane Cavour, in questi anni, è esploso un vero e proprio caso mediatico, con la vicenda di Mario Roggero che è stata ripresa in lungo e in largo non solo da programmi tv, giornali, contenuti social, ma anche dalla politica, con tutti che hanno riportato al centro il tema della “legittima difesa“.

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