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Difese immunitarie in autunno, dagli integratori al detox: 8 falsi miti (molto commerciali) da sfatare

A fare davvero la differenza sono sonno, alimentazione equilibrata, movimento, prevenzione e corretta gestione dello stress

Difese immunitarie in autunno, dagli integratori al detox: 8 falsi miti (molto commerciali) da sfatare

Con l’arrivo dell’autunno tornano raffreddori, influenza e infezioni respiratorie. E insieme ai primi malanni ricompaiono anche molti dei rimedi considerati tradizionalmente utili per “rafforzare” il sistema immunitario. Ma il passaggio dall’estate all’autunno non provoca automaticamente un crollo delle difese immunitarie.

A cambiare sono soprattutto le condizioni ambientali e le abitudini quotidiane: diminuiscono le ore di luce, si trascorre più tempo in luoghi chiusi, le temperature scendono e diversi virus respiratori iniziano a circolare con maggiore facilità.

Quest’anno la transizione può essere avvertita maggiormente dopo una lunga estate caratterizzata da temperature elevate. Il caldo intenso può aver favorito disidratazione, disturbi del sonno e affaticamento, mentre l’arrivo dell’autunno obbliga l’organismo ad adattarsi rapidamente a condizioni differenti. È quanto sottolinea MioDottore, piattaforma del gruppo Docplanner, in un approfondimento dedicato ai principali falsi miti sulle difese immunitarie.

“Dopo settimane di temperature molto elevate non dobbiamo pensare che il nostro sistema immunitario sia improvvisamente più debole”, spiega Giorgio Pulvirenti, medico di medicina generale. “È più corretto parlare di una fase di adattamento”.

Vitamina C: più non significa necessariamente meglio

Uno dei miti più resistenti riguarda la vitamina C. È vero che contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario, ma aumentare indiscriminatamente le dosi non significa diventare automaticamente più protetti dal raffreddore. Nelle persone che seguono un’alimentazione equilibrata e non hanno carenze specifiche, quantità supplementari non costituiscono una barriera contro i virus stagionali.

Lo stesso principio vale per i cosiddetti integratori “booster”. Non esiste un prodotto capace di “accendere” il sistema immunitario nel giro di pochi giorni. Gli integratori possono essere utili quando esiste una reale carenza o una necessità individuata da un medico, ma non sostituiscono stili di vita corretti.

Le docce fredde non sono un vaccino

Negli ultimi anni è cresciuta anche la popolarità delle docce fredde, spesso presentate come un sistema per “allenare” le difese. Alcune ricerche hanno studiato gli effetti dell’esposizione al freddo sul benessere generale, sulla risposta allo stress o sulla percezione di energia, ma le prove disponibili non permettono di considerarla una strategia consolidata contro influenza, raffreddore o altre infezioni respiratorie.

In altre parole, una doccia fredda può piacere o dare una sensazione di maggiore vitalità, ma non equivale a una protezione immunitaria.

Stare sempre al chiuso può favorire i contagi

Altro paradosso: quando arriva il freddo tendiamo a chiuderci in casa per “non ammalarci”. Eppure proprio la permanenza prolungata in ambienti chiusi, affollati e poco ventilati può aumentare la possibilità di trasmissione di diversi virus respiratori. Il ricambio dell’aria continua quindi ad avere un ruolo importante anche durante i mesi più freddi.

E non è nemmeno corretto dire che sia semplicemente “il freddo” a provocare il raffreddore. A causarlo sono i virus. Le basse temperature possono però creare condizioni favorevoli alla loro diffusione e rendere le mucose respiratorie più vulnerabili all’aria fredda e secca.

“Non mi ammalo mai, quindi ho difese più forti”: non funziona così

Anche giudicare il proprio sistema immunitario dal numero di raffreddori presi durante l’anno è fuorviante. La frequenza delle infezioni dipende da moltissimi fattori: età, esposizione ai virus, vaccinazioni, condizioni di salute, ambiente e abitudini quotidiane.

“Parlare genericamente di difese alte o basse è una semplificazione”, sottolinea Pulvirenti. Nei bambini il sistema immunitario è ancora in maturazione e la maggiore frequenza delle infezioni dipende anche dall’elevata esposizione in scuole e ambienti condivisi. Negli anziani, invece, la risposta immunitaria cambia fisiologicamente con l’età e possono incidere patologie croniche e terapie.

Bambini e anziani richiedono maggiore attenzione

L’autunno rappresenta una fase particolare soprattutto per le fasce più vulnerabili. Per i bambini, il ritorno a scuola significa più contatti ravvicinati e quindi maggiori occasioni di esposizione ai virus. Negli anziani, invece, la termoregolazione può diventare meno efficiente e il sistema immunitario va incontro a modificazioni fisiologiche legate all’età.

Con le giornate più corte diminuisce anche l’esposizione al sole e, di conseguenza, la sintesi cutanea di vitamina D. Ma la semplice stanchezza stagionale non basta per diagnosticare una carenza: eventuali controlli o supplementazioni devono essere valutati dal medico.

Mal di gola e raffreddore non significano automaticamente antibiotico

Fra i falsi miti più pericolosi c’è quello secondo cui mal di gola, naso che cola o tosse richiedano subito un antibiotico. Molte infezioni respiratorie comuni sono provocate da virus, mentre gli antibiotici agiscono sui batteri.

Prenderli quando non servono non accelera la guarigione e contribuisce all’antibiotico-resistenza, uno dei principali problemi di sanità pubblica. La necessità di una terapia antibiotica deve quindi essere valutata dal medico.

Tisane sì, ma non “detox”

Una bevanda calda può aiutare a idratarsi e dare sollievo in presenza di alcuni disturbi delle vie respiratorie. Diverso è attribuirle capacità detox o preventive contro influenza e raffreddore.

Il nostro organismo dispone già di organi e sistemi che eliminano le sostanze di scarto. Nessuna tisana è in grado di “ripulire” il corpo o garantire che non ci si ammalerà.

Cosa funziona davvero

Le strategie più utili sono molto meno spettacolari dei rimedi miracolosi. Un ruolo importante è svolto dal sonno regolare, perché dormire adeguatamente contribuisce al corretto funzionamento di numerosi processi fisiologici, compresa la risposta immunitaria.

Conta anche l’attività fisica moderata e costante, adattata alle proprie condizioni, così come un’alimentazione varia che garantisca un adeguato apporto di frutta, verdura, proteine e micronutrienti. Non esiste, invece, un singolo “superfood” capace di rafforzare da solo le difese.

Attenzione anche allo stress del rientro

L’autunno coincide spesso con il pieno ritorno alla routine lavorativa e scolastica. Aumentano gli impegni, cambiano gli orari e può peggiorare la qualità del sonno. Anche lo stress, se prolungato, può incidere sul benessere generale.

Per questo, secondo gli specialisti, ristabilire progressivamente ritmi regolari può essere molto più utile della ricerca dell’ennesimo prodotto “booster”. Tra gli strumenti di prevenzione con evidenze consolidate rientra inoltre la vaccinazione antinfluenzale, raccomandata soprattutto per le categorie individuate dalle autorità sanitarie.