Non servono necessariamente grandi città, monumenti famosi o spiagge affollate per costruire un viaggio. C’è chi, sempre più spesso, sceglie una destinazione anche in base a quello che offre dopo il tramonto. È l’astroturismo, una forma di viaggio legata alla scoperta delle stelle, della Via Lattea e dei fenomeni astronomici, che porta i viaggiatori alla ricerca di luoghi dove l’inquinamento luminoso è ridotto al minimo. Il fenomeno si inserisce in una più ampia attenzione verso le esperienze notturne e verso territori nei quali il buio naturale viene considerato una vera risorsa turistica. DarkSky International, organizzazione impegnata nella tutela del cielo notturno, sottolinea proprio la necessità di sviluppare forme di turismo capaci di proteggere l’oscurità naturale e, allo stesso tempo, di valorizzare le comunità e i territori che la custodiscono.
Alla ricerca del buio naturale
Il punto di partenza di questo tipo di viaggio è semplice: allontanarsi dalle aree maggiormente illuminate. Le luci delle città rendono infatti più difficile distinguere le stelle e gli altri oggetti celesti. Per questo negli ultimi anni sono aumentate le destinazioni che valorizzano la qualità del proprio cielo notturno. In Europa esistono diverse aree riconosciute per la qualità del cielo e per le condizioni favorevoli all’astronomia. Tra queste ci sono riserve e parchi situati in Francia, Regno Unito, Irlanda, Portogallo e Spagna. Le certificazioni Dark Sky vengono assegnate a territori che adottano specifiche misure per preservare l’oscurità naturale e limitare l’illuminazione artificiale.
Non serve essere astronomi
L’astroturismo non è necessariamente riservato agli appassionati di astronomia. Un viaggio può prevedere semplicemente una serata sotto le stelle, una passeggiata notturna oppure un incontro con una guida specializzata. In altri casi entrano in gioco telescopi, osservatori e attività dedicate alla fotografia astronomica. La stessa destinazione può quindi essere vissuta in modi diversi: durante il giorno attraverso paesaggi, borghi e percorsi nella natura, e dopo il tramonto lasciando spazio alla scoperta di un cielo che in città rimane spesso quasi completamente nascosto.
Dalle Canarie alla Scozia
Tra le destinazioni europee più note per questo tipo di esperienza ci sono le Isole Canarie, dove la presenza di aree montuose e la particolare attenzione alla protezione del cielo hanno favorito lo sviluppo dell’astronomia. Anche l’Irlanda e la Scozia offrono territori caratterizzati da livelli contenuti di illuminazione artificiale, mentre il Portogallo ospita alcune delle aree europee maggiormente conosciute dagli appassionati. Tra i luoghi segnalati per la qualità del cielo ci sono, per esempio, la Kerry International Dark Sky Reserve in Irlanda e diverse località britanniche.
Anche l’Italia può contare su territori interessanti per chi cerca cieli più bui. Secondo dati diffusi da Airbnb nel 2026, tra le destinazioni italiane associate alla crescita dell’interesse per lo stargazing figurano Siena, Terni e Aosta, accomunate dalla possibilità di abbinare la scoperta del cielo a quella del territorio.
Il viaggio continua dopo il tramonto
La particolarità dell’astroturismo è proprio questa: la notte non rappresenta più semplicemente il momento in cui la giornata turistica finisce, ma diventa parte dell’esperienza. Una cena, una passeggiata o una visita possono lasciare spazio alla contemplazione del cielo, trasformando il buio in un elemento centrale del viaggio.
È un modo diverso di costruire un itinerario, nel quale la destinazione non viene scelta soltanto per ciò che offre alla luce del giorno. E proprio la ricerca di luoghi meno illuminati può condurre verso aree rurali, montagne e territori lontani dai circuiti turistici più affollati.