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Istat: 1,7 milioni di donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni

In oltre metà dei casi nessuno lo ha saputo

Istat: 1,7 milioni di donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni

Circa 1,7 milioni di donne che vivono in Italia dichiarano di aver subito almeno una forma di violenza sessuale prima di compiere 16 anni. È uno dei dati più pesanti contenuti nel rapporto “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – Anno 2025”, pubblicato dall’Istat il 16 settembre 2026. L’indagine ha coinvolto donne tra i 16 e i 75 anni ed è stata realizzata tra marzo 2025 e gennaio 2026, utilizzando una metodologia armonizzata con quella europea di Eurostat.

Nel dettaglio, hanno riferito violenze sessuali subite prima dei 16 anni l’8,2% delle italiane, poco meno di 1 milione e 650 mila donne, e il 3,4% delle straniere, circa 72.700. Complessivamente siamo quindi nell’ordine di 1,72 milioni di persone.

Non significa che questi episodi siano avvenuti nel 2025: l’indagine raccoglie, nel presente, il racconto di violenze subite dalle intervistate durante la propria infanzia e adolescenza.

La maggior parte degli abusi avviene tra gli 11 e i 16 anni

La fascia nella quale si concentra il maggior numero di episodi è quella compresa tra gli 11 e i 16 anni. Ma per alcune vittime la violenza comincia molto prima: tra le italiane che hanno riferito abusi sessuali nell’infanzia, l’8,2% colloca il primo episodio prima dei 6 anni.

La forma più diffusa è rappresentata dai contatti indesiderati nelle parti intime del corpo, riferiti dal 7,2% delle italiane e dal 2,8% delle straniere. Forme più gravi, come essere costrette a toccare le parti intime di un’altra persona, riguardano il 2,1% delle italiane e l’1,8% delle straniere.

Nella maggior parte dei casi l’autore è una persona conosciuta

Il dato forse più importante per comprendere il fenomeno riguarda chi commette le violenze. L’immagine dello sconosciuto che aggredisce un bambino o un’adolescente rappresenta soltanto una parte minoritaria del problema. Secondo Istat, parenti, amici e amici di famiglia costituiscono la quota maggiore degli autori delle violenze sessuali, che sono quasi tutti uomini.

Considerando insieme violenza fisica e sessuale prima dei 16 anni, il 13,5% delle italiane riferisce di averla subita da almeno una persona conosciuta, mentre soltanto il 2,1% indica uno sconosciuto. Fra gli autori compaiono genitori, altri familiari, amici, conoscenti e, con frequenze più basse, figure come insegnanti, personale sanitario o religiosi.

La violenza sessuale commessa da familiari risulta meno frequente rispetto a quella esercitata complessivamente dalle persone conosciute, ma quando avviene tende a ripetersi più spesso.

Più del 58% da bambina non lo disse a nessuno

C’è poi il dato del silenzio. Più del 58% delle vittime non parlò con nessuno della violenza subita quando era bambina. È una percentuale che aiuta anche a comprendere perché i numeri ricavati dalle denunce penali non possano descrivere, da soli, la reale dimensione degli abusi nell’infanzia. Molte violenze restano infatti sconosciute alle famiglie, ai servizi sociali e alle forze dell’ordine, e possono emergere soltanto molti anni dopo.

Se si aggiunge la violenza fisica, le vittime superano i 3,2 milioni

Il rapporto Istat non considera soltanto gli abusi sessuali. Nel complesso, il 14,9% delle donne tra 16 e 75 anni riferisce di aver subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. Fra le italiane sono circa 3 milioni, pari al 15,3%; tra le straniere oltre 244 mila, l’11,4%.

Le sole violenze fisiche hanno riguardato circa il 9% delle donne: 1,847 milioni di italiane e più di 206 mila straniere. Le forme più comuni sono schiaffi, spinte e strattonamenti; quelle più gravi comprendono calci, percosse con oggetti, ustioni e ferite provocate con armi. In questi casi, sottolinea Istat, gli episodi più gravi sono soprattutto attribuiti ai genitori.

Violenza assistita: una bambina su dieci l’ha vista dentro casa

L’indagine misura anche un’altra forma di esposizione: assistere alla violenza. Il 10,4% delle donne, italiane e straniere, racconta di aver visto da bambina violenze verbali o fisiche tra i genitori oppure umiliazioni e denigrazioni rivolte ai fratelli. Quando violenza fisica e verbale sono presenti contemporaneamente dentro la famiglia, aumenta fortemente anche la probabilità che la bambina sia personalmente vittima di abusi. È uno degli elementi che porta Istat a parlare di trasmissione intergenerazionale della violenza.

Chi subisce violenza da bambina è molto più esposta anche da adulta

Il legame emerge con particolare chiarezza confrontando infanzia ed età adulta. Fra tutte le donne italiane, il 31,9% riferisce almeno una violenza fisica o sessuale subita a partire dai 16 anni. Ma tra quelle che avevano già subito violenza fisica o sessuale da bambine la percentuale sale al 57,2%. Tra le straniere passa dal 27,4% al 56,8%.

Non significa che chi subisce un abuso nell’infanzia sia destinato a subirne altri da adulta. Il dato statistico indica però un rischio molto più elevato, coerente con quanto osservato anche nelle rilevazioni europee.

Un dato migliora: gli abusi sessuali risultano in diminuzione rispetto al 2014

Nel quadro molto duro emerge anche un segnale positivo. Per confrontare correttamente le due rilevazioni, Istat considera le donne tra 16 e 70 anni: in questa fascia, la quota che riferisce violenze sessuali subite prima dei 16 anni è scesa dal 10,6% rilevato nel 2014 al 7,8% nell’indagine più recente. È una diminuzione rilevante, che va registrata, senza però confonderla con la scomparsa del problema.