A un mese e mezzo dalla crisi migratoria di Ceuta, enclave spagnola situata in Nord Africa e circondata dal Marocco, che lo scorso 30 luglio 2026 ha visto quasi 50mila persone entrare nel suo territorio via terra e a nuoto (circostanza che ha provocato anche 141 vittime), Spagna e Italia vivono ancora rapporti di tensione.
🔴 #URGENTE | INVASIÓN EN CEUTA
Avalanchas de marroquíes saltan la valla de Ceuta y entran ilegalmente en territorio español sin ningún control. pic.twitter.com/KQQYrnCKSO
— Vito Quiles 🇪🇸 (@vitoquiles) July 30, 2026
Il giorno successivo ai fatti di Ceuta, il Governo Meloni ha infatti deciso di sospendere per un mese il regime di libera circolazione previsto dall’accordo di Schengen nei confronti della Spagna. Una misura che, anche dopo la scadenza, è proseguita con proroghe successive (di 15 giorni) e che anche ieri, martedì 15 settembre 2026, l’Esecutivo ha voluto estendere fino alla fine del mese.
Nuovo stop di 15 giorni a Schengen con la Spagna
Il Viminale ha infatti prorogato di altri 15 giorni i controlli di frontiera “mirati e selettivi” nei porti e negli aeroporti italiani sui cittadini di Paesi extraeuropei provenienti dalla penisola iberica. La comunicazione è stata data dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con una nota indirizzata alla Commissione europea e ai suoi omologhi dell’Unione.
“Rimangono elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche” ha informato il Viminale, ritenendo “necessario” il nuovo provvedimento, alla luce delle verifiche del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere.

Dura reazione di Madrid
Fin dalla prima sospensione temporanea di Schengen con la Spagna, da Madrid erano giunte reazioni durissime. Il Premier Pedro Sanchez, ad esempio, aveva criticato la decisione del Governo Meloni citando i dati di Frontex relativi al periodo compreso tra il 2021 e il 2026: 478.600 ingressi irregolari sarebbero stati registrati attraverso l’Italia, mentre 234.760 lungo la rotta spagnola.
“La solidarietà e l’empatia sono facoltative. Il rispetto dei Trattati europei e dei dati non lo è” ha riferito il primo ministro spagnolo.
Anche oggi, con la nuova proroga di 15 giorni allo stop di Schengen, il ministro degli Esteri di Madrid José Manuel Albares ha dichiarato:
“È assurdo, è inutile ed è una vergogna perché mina lo spirito, la filosofia di ciò che significa essere partner europei”.

Il rappresentante del Governo spagnolo ha poi aggiunto che la decisione di Meloni è stata presa per ragioni di “politica interna” e che né lei, né il ministro Tajani si stiano comportando da “leader europei all’altezza della situazione“. A sua volta, Albares ha riferito che la nostra Penisola ha “il doppio degli ingressi irregolari rispetto alla Spagna“.
Tajani replica
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani non ha esitato a controbattere sul suo profilo X:
“L’Italia applica le regole e i Trattati europei con l’unico obiettivo di difendere la sicurezza delle frontiere e dei propri cittadini. La reazione del governo spagnolo alla decisione italiana di proseguire con la sospensione di Schengen appare quindi fuori luogo, inappropriata e inutilmente aggressiva”.

Possibili contromosse della Spagna
L’agenzia Efe ha infine rivelato che la Spagna è pronta a contromosse nei confronti dell’Italia. Dallo scorso 8 agosto, infatti, erano stati introdotti controlli sui viaggiatori italiani, una misura che potrebbe essere estesa fino al prossimo 8 ottobre.
Madrid, tuttavia, si riserva la possibilità di modificare questa scadenza nel caso in cui cambino le “circostanze” che hanno portato ad adottare il provvedimento.