Frizioni e problemi

Per la terza volta Camera USA impone a Trump stop a guerra in Iran. Il Congresso: “Conflitto già costato 38 miliardi”

Il Pentagono ammette inoltre che esiste il problema della carenza di munizioni. La CBS mostra immagini esclusive dei danni alle basi statunitensi in Medio Oriente

Per la terza volta Camera USA impone a Trump stop a guerra in Iran. Il Congresso: “Conflitto già costato 38 miliardi”

Ancora nessuna buona notizia sul fronte della guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran. Sul cessate il fuoco la diplomazia sta provando a fare il suo lavoro, ma mentre nello stretto di Hormuz (tra Golfo Persico e Golfo dell’Oman) la situazione non si è sbloccata, a preoccupare è anche lo stato dello stretto di Bab el Mandeb (tra Mar Rosso e Golfo di Aden), messo sotto scacco dagli Houthi in Yemen.

A soffrire per primo, sui mercati finanziari dell’energia, è ovviamente il prezzo del petrolio, che segna di nuovo forti rialzi: il greggio Wti è arrivato a quota 105,50 dollari al barile (+4%), mentre il Brent si attesta a 108,50 dollari al barile. Uno scenario che inevitabilmente impatta anche sul costo dei carburanti alla pompa: nonostante il taglio delle accise di 17 centesimi, in Italia il gasolio ha toccato mediamente i 2,231 euro al litro sulla rete urbana nazionale (la benzina mediamente sta a 2,120 euro al litro).

Tornando al conflitto, in attesa di uno sviluppo in positivo, che consenta di raggiungere la pace e un ridimensionamento dei costi energetici e dei carburanti, mentre il Presidente USA Donald Trump è intenzionato a proseguire nella guerra, su diversi fronti interni sta riscontrando delle “frizioni“.

Per la terza volta Camera USA impone a Trump stop a guerra in Iran

Innanzitutto, la Camera degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana (partito di Trump), ha approvato per la terza volta un provvedimento che impone al capo della Casa Bianca di mettere fine al conflitto con l’Iran o richiedere l’autorizzazione del Congresso.

Una decisione arrivata al termine della votazione, che ha visto sette deputati repubblicani esprimersi allo stesso modo degli avversari democratici. L’esito è stato 220 voti a favore della risoluzione contro 204 contrari.

C’è da dire, tuttavia, che anche a luglio era successa una cosa simile, solo che il Senato americano non ha ancora preso in considerazione quella risoluzione. A 49 giorni dalle elezioni di metà mandato (fondamentali per capire se Trump avrà ancora pieno sostegno), non è chiaro se il Senato valuterà questa nuova misura della Camera sulla guerra prima di novembre.

Il Congresso: “Conflitto già costato 38 miliardi”

In queste ore, poi, sempre il Congresso degli Stati Uniti, tramite il Congressional Budget Office (CBO), suo organismo indipendente, ha pubblicato online un documento nel quale ha rivelato che la guerra in Iran è già costata 38 miliardi di dollari (stima dall’inizio del conflitto ad agosto).

Questa valutazione ha considerato i costi sostenuti dal Dipartimento della Difesa, gli effetti economici e di bilancio del conflitto. Il CBO ha aggiunto che se la guerra andrà avanti e si intensificherà, ogni mese potrebbero sommarsi tre miliardi di costi.

E le munizioni scarseggiano davvero

Dei costi sostenuti, dal 28 febbraio ad agosto, quello per sostituire le munizioni ha toccato la cifra di 21,7 miliardi di dollari. Proprio su questo tema, è arrivata un’altra stoccata per il Presidente Trump.

Il Pentagono, infatti, ha messo nero su bianco che esiste un problema di carenza di munizioni per la guerra in Medio Oriente, circostanza che l’Amministrazione USA aveva spesso negato.

Il rapporto dell’ispettore generale del Pentagono ha infatti evidenziato che, fino al 30 giugno, l’operazione “Epic Fury” contro l’Iran è costata 33,4 miliardi di dollari, di cui 22,3 miliardi spesi per le munizioni. Una situazione che ha provocato “carenze nelle scorte strategiche” e rivelando “colli di bottiglia all’interno delle industrie di rifornimento“.

CBS: “Immagini esclusive dei danni alle basi USA”

Il conflitto, inoltre, ha causato danni alla flotta e a centinaia di edifici e strutture nelle basi americane in Medio Oriente (quattro F-15 distrutti, oltre 30 droni MQ-9 Reaper in pezzi, un F-35 e sette aerei cisterna KC-135 danneggiati).

A questo proposito, la CBS è venuta in possesso di nuove ed esclusive immagini che testimoniano la distruzione di edifici e veicoli nei quartier generali statunitensi mediorientali, provocati dagli attacchi di droni e missili iraniani.

“Siamo qui in piedi, con gli occhi chiusi, prendendo pugni in faccia – ha dichiarato alla CBS un militare in missione – Si tratta di danni ingenti alle nostre basi che non sono stati comunicati al pubblico americano“.