Il risultato delle elezioni in Sassonia-Anhalt non è soltanto una vittoria dell’AfD. È soprattutto una pesantissima sconfitta per la CDU di Friedrich Merz.
Il partito del cancelliere è sceso intorno al 17%, dopo aver ottenuto il 37,1% nel 2021. L’AfD ha invece superato il 43%, confermandosi di gran lunga la prima forza politica del Land. Il divario tra i due partiti è superiore ai 25 punti percentuali.
La CDU governava la Sassonia-Anhalt dal 2002. Il voto mette fine, almeno sul piano elettorale, a una lunga fase di predominio dei cristiano-democratici nel Land.
La promessa di Merz di fermare l’AfD
La sconfitta assume un peso ancora maggiore alla luce della strategia adottata da Friedrich Merz. Il cancelliere aveva puntato sulla capacità della CDU di recuperare consensi a destra, soprattutto sui temi dell’immigrazione, della sicurezza e dell’ordine pubblico. L’obiettivo politico era ridurre lo spazio elettorale dell’AfD senza rompere il principio di esclusione delle alleanze con il partito di estrema destra.
Il voto in Sassonia-Anhalt mostra però che questa strategia non è riuscita a impedire l’avanzata dell’AfD. La formazione guidata localmente da Ulrich Siegmund ha infatti ottenuto il suo miglior risultato regionale di sempre, mentre la CDU è crollata quasi della metà rispetto al 2021.

Il problema non è soltanto la Sassonia-Anhalt
Per Merz, il rischio principale è che il risultato venga letto come un referendum sulla sua leadership nazionale. La Sassonia-Anhalt conta poco più di due milioni di abitanti e non determina da sola gli equilibri federali. Ma il voto ha un enorme valore politico perché arriva in un momento nel quale l’AfD sta consolidando la propria presenza nell’Est e cercando di espandersi anche oltre i suoi tradizionali bastioni.
Alle elezioni federali del 2025, l’AfD aveva già ottenuto in Sassonia-Anhalt il 38,8% dei voti di lista, mentre la CDU si era fermata al 23,5%. Il risultato regionale conferma una tendenza già evidente: nell’Est tedesco l’AfD non è più semplicemente una forza di protesta. È diventata il principale punto di riferimento elettorale per una parte consistente della popolazione.
La CDU deve scegliere la propria strada
Il risultato costringe ora la CDU a una riflessione strategica. Una prima possibilità consiste nel mantenere il cordone sanitario, continuando a escludere qualsiasi collaborazione con l’AfD e cercando di recuperare gli elettori attraverso un programma più efficace sui temi economici e sociali.
La seconda strada, molto più controversa, sarebbe quella di aprire a una collaborazione parlamentare su singoli provvedimenti.
Ma è proprio questa la questione più delicata. Una collaborazione con l’AfD rischierebbe di infrangere una delle principali convenzioni della politica tedesca del dopoguerra e di contribuire alla sua normalizzazione istituzionale. Per il momento il problema rimane irrisolto: la CDU deve fermare l’emorragia di voti senza trasformare l’AfD in un interlocutore politico ordinario.
L’AfD è a un passo dal governo regionale
Il paradosso del risultato è che, pur avendo sfiorato il 44%, l’AfD non dispone automaticamente della maggioranza necessaria per governare. Il nuovo Landtag conta 83 seggi e il risultato definitivo attribuisce all’AfD 39 seggi, contro i 15 della CDU. Gli altri partiti dovranno quindi cercare una formula alternativa per impedire all’AfD di arrivare alla guida del governo regionale.
La situazione potrebbe tradursi in trattative complesse e in una maggioranza costruita tra più forze politiche. Ma qualunque sia l’esito, l’AfD ha già ottenuto un risultato politico fondamentale: è riuscita a portare la possibilità di un governo regionale di estrema destra dal terreno delle ipotesi a quello concreto delle trattative.
Il fattore Siegmund
Il successo è legato anche alla figura di Ulrich Siegmund. Il candidato dell’AfD ha costruito una campagna caratterizzata da una comunicazione più rassicurante rispetto alla tradizionale immagine del partito. La sua forte presenza sui social e il rapporto diretto con gli elettori hanno contribuito a trasformarlo nel volto della nuova strategia comunicativa dell’AfD.

Il punto politicamente rilevante è che l’immagine moderata del candidato convive con un programma che prevede trasformazioni radicali in materia di immigrazione, scuola, cultura e politiche sociali.
È questa combinazione, tra comunicazione rassicurante e programma molto più radicale, che rende il modello Siegmund particolarmente interessante per l’AfD nazionale.
Merz sotto pressione
Il cancelliere deve ora affrontare una situazione complicata. La sconfitta della CDU in un Land dove il partito aveva una posizione storicamente dominante alimenta inevitabilmente il dibattito interno sulla strategia nazionale. Il problema non riguarda soltanto la percentuale persa: riguarda la capacità della CDU di tornare a essere il principale punto di riferimento del centrodestra tedesco.
Il successo dell’AfD dimostra inoltre che una parte dell’elettorato conservatore non è stata recuperata dalla CDU attraverso una maggiore durezza sui temi identitari.
Per Merz, la sfida sarà duplice: recuperare consensi e contemporaneamente impedire che la CDU venga trascinata verso una competizione sempre più simile a quella proposta dall’AfD.
Berlino osserva il prossimo voto
Il calendario elettorale offre già un’altra occasione per misurare la forza dell’AfD. Il 20 settembre 2026 si voterà a Berlino per il rinnovo dell’Abgeordnetenhaus e contemporaneamente in Meclemburgo-Pomerania Anteriore per le elezioni regionali. Dopo il terremoto della Sassonia-Anhalt, questi appuntamenti assumono un significato ancora maggiore.
Se l’AfD dovesse confermare la propria forza, la CDU sarebbe costretta a confrontarsi con una realtà difficile da ignorare: il problema non è più soltanto impedire che l’estrema destra conquisti nuovi elettori, ma capire perché una parte crescente dell’elettorato tedesco consideri ormai l’AfD una possibile forza di governo.