Il voto di domenica 6 settembre 2026 segna una svolta politica per la Germania. In Sassonia-Anhalt, l’Alternative für Deutschland ha conquistato il primo posto con il 44,2% dei consensi secondo le proiezioni serali, spinta anche da un’affluenza record per il piccolo Land dell’est.
Il risultato porta alla ribalta Ulrich Siegmund, 35 anni, esponente dell’AfD che puntava a guidare un esecutivo monocolore. Il suo programma di estrema destra ha raccolto consensi anche tra i giovani.
“Non so ancora se sarò ministro presidente, ma abbiamo già scritto la storia”, ha dichiarato Siegmund commentando il risultato.
Crolla la Cdu
Il dato più pesante riguarda però la Cdu, che precipita al 18%, dimezzando le preferenze rispetto alle precedenti elezioni. A Magdeburgo, durante il party elettorale dei cristiano-democratici, il governatore uscente Sven Schulze ha riconosciuto la portata della sconfitta.
“Sono loro il partito più forte. Dobbiamo affrontare la situazione. Questa è la democrazia, la gente è andata a votare in massa, come mai prima”, ha affermato Schulze.
Le sue parole aprono una riflessione interna alla Cdu di Friedrich Merz, soprattutto sulla tenuta della cosiddetta “Brandmauer”, il cordone sanitario che impedisce collaborazioni politiche con l’estrema destra.
Il dilemma di Merz
Il risultato in Sassonia-Anhalt rappresenta un problema anche per il cancelliere Friedrich Merz, che aveva promesso di dimezzare i consensi dell’AfD. L’obiettivo non è stato raggiunto e il voto regionale rischia di alimentare le critiche sulla strategia adottata dalla Cdu.
Dalla capitale, Verdi e Linke hanno ribadito la necessità di mantenere la “Brandmauer”: “nessuna collaborazione con un partito di estrema destra”.
Il risultato potrebbe quindi avere conseguenze anche sulla politica nazionale e sulla leadership di Merz, già sottoposta a nuove pressioni dopo il risultato del Land orientale.
L’incognita BSW
A determinare gli equilibri per la formazione del prossimo governo potrebbe essere il Bündnis Sahra Wagenknecht, il partito fondato dall’ex esponente della Linke.
Le proiezioni non sono ancora definitive: quelle di Ard assegnano al BSW il 5,1%, mentre quelle di Zdf lo collocano al 4,8%, appena sotto la soglia necessaria per entrare nel parlamento regionale.
La differenza è decisiva. Se riuscisse a superare la soglia, il partito di Sahra Wagenknecht potrebbe diventare determinante nella formazione della maggioranza. La stessa Wagenknecht ha già lasciato intendere la disponibilità a sostenere Siegmund.
Le aperture dell’AfD
L’AfD considera il risultato un’affermazione storica. La copresidente federale Alice Weidel ha definito il voto “storico, sensazionale” e ha affermato di poter immaginare “una collaborazione con la Cdu o con parti della Cdu”.
Weidel ha inoltre attribuito il crollo dei cristiano-democratici proprio alla strategia della “Brandmauer”: “Il risultato disastroso della Cdu si deve al Brandmauer. La gente non ha più fiducia nel partito. Se Merz va avanti così non governeranno mai più da nessuna parte a livello federale”.
L’eventuale collaborazione tra i due partiti resta però uno dei principali nodi politici aperti dopo il voto.
Il segnale per Berlino
Il risultato della Sassonia-Anhalt viene interpretato come un avvertimento anche per il governo federale. Il vicecancelliere socialdemocratico Lars Klingbeil ha definito il voto “un segnale per Berlino”, sottolineando la necessità di tenerne conto e di modificare il corso della politica nazionale.
La Spd ha ottenuto circa il 9%, un risultato negativo ma considerato meno pesante rispetto alle previsioni della vigilia.
Il capogruppo parlamentare della Cdu Thorsten Frei ha parlato di una “cesura nella storia del Paese”, mentre il risultato dell’AfD alimenta preoccupazione e tensione all’interno dei principali partiti tedeschi.
Linke e Verdi all’attacco
La Linke ha chiuso al terzo posto nel Land con il 9%. La leader nazionale del partito, Heidi Reichinnek, ha cercato di rassicurare gli elettori: “Alla gente voglio dire di non aver paura, non siete soli!”.
Dal partito è arrivata anche una dura critica nei confronti di Merz e della strategia della Cdu. Secondo la Linke, il cancelliere avrebbe sbagliato approccio nei confronti degli elettori e il suo progetto di riforme sarebbe ormai arrivato a un punto morto.
Anche dai Verdi non sono mancate le critiche. Franziska Brandt ha attaccato direttamente il cancelliere: “Merz avrebbe fatto meglio a restarsene in vacanza”.
Una maggioranza complicata
La formazione di un governo regionale appare tutt’altro che semplice. L’AfD non ha infatti raggiunto la maggioranza assoluta e, per evitare un suo esecutivo, potrebbe essere necessaria una coalizione a quattro tra forze politiche con posizioni molto differenti.
Molto dipenderà quindi dalla soglia di ingresso del BSW e dalle eventuali aperture degli altri partiti. Una collaborazione tra Cdu e AfD, al momento, metterebbe invece direttamente in discussione il principio della “Brandmauer”.
Il programma di Siegmund
In caso di arrivo al governo, Siegmund dovrebbe affrontare l’attuazione di un programma fortemente caratterizzato dalle posizioni dell’estrema destra.
Tra le proposte figurano lo stop all’obbligo scolastico, classi separate per bambini con disabilità e migranti, la riduzione dei finanziamenti al servizio radiotelevisivo pubblico e il taglio dei fondi destinati alle Chiese.
Sono proprio alcune di queste posizioni ad aver alimentato le proteste che, alla vigilia del voto, hanno portato circa 15mila persone in piazza Duomo contro l’avanzata dell’AfD.
Berlino guarda al voto
Il risultato della Sassonia-Anhalt arriva in un momento delicato per la politica tedesca e potrebbe avere ripercussioni sul governo federale. La prossima tappa sarà il 20 settembre, quando sono previste le elezioni a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore.
Il successo dell’AfD nell’est della Germania e il crollo della Cdu rendono quindi il voto del 6 settembre una possibile cesura negli equilibri politici del Paese. La partita per il governo regionale è appena iniziata, ma le conseguenze potrebbero arrivare fino alla capitale.