e poi?

Diesel, il taglio delle accise slitta al 10 settembre: pronta la nuova proroga del governo

Lo sconto sul gasolio resta in vigore per altri cinque giorni

Diesel, il taglio delle accise slitta al 10 settembre: pronta la nuova proroga del governo

Il taglio delle accise sul diesel, che sarebbe dovuto terminare sabato 5 settembre 2026, sarà prorogato fino a giovedì 10 settembre 2026.

Il nuovo provvedimento del governo è pronto: si tratta di un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, adottato di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Per diventare operativo dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

La riduzione resta quella già applicata nelle ultime settimane: 17 centesimi al litro sul gasolio. Una misura temporanea che il governo ha deciso di prolungare ancora una volta mentre vengono definite le modalità degli interventi successivi contro il caro carburanti.

Quanto vale lo sconto sul diesel

Il taglio riguarda esclusivamente il gasolio e incide sulla componente fiscale del prezzo del carburante. L’attuale riduzione porta l’accisa sul diesel a 532,90 euro per mille litri, rispetto all’aliquota ordinaria di 672,90 euro. La differenza sull’accisa è di 14 centesimi al litro, a cui si aggiunge l’effetto dell’Iva: il beneficio complessivo per il consumatore arriva così a circa 17 centesimi al litro.

Per chi utilizza l’auto quotidianamente, la proroga significa quindi evitare, almeno fino al 10 settembre, il ritorno immediato dell’accisa ordinaria sul gasolio. Il provvedimento riguarda anche alcune tipologie di HVO e biodiesel, alle condizioni previste dalla normativa.

La copertura arriva dalle “accise mobili”

La nuova proroga non nasce da una misura strutturale, ma dall’utilizzo del meccanismo delle cosiddette accise mobili. Il decreto interministeriale utilizzerà, secondo le informazioni disponibili, le maggiori entrate derivanti dall’Iva sui carburanti registrate nel mese di agosto. L’aumento dei prezzi del petrolio e dei carburanti ha prodotto maggiori entrate fiscali che possono essere utilizzate per finanziare temporaneamente la riduzione delle accise.

È lo stesso meccanismo che il governo ha già utilizzato nei precedenti interventi di contenimento del caro carburanti. La proroga al 10 settembre rappresenta quindi soprattutto un ponte in attesa delle decisioni successive.

Perché il governo continua a intervenire sul diesel

La questione nasce dall’impennata dei prezzi dei prodotti petroliferi che ha spinto l’esecutivo a intervenire più volte nel corso dell’estate.

Il precedente provvedimento aveva prorogato lo sconto fino al 5 settembre, con un costo stimato intorno ai 130 milioni di euro per la misura. Il governo aveva contemporaneamente annunciato l’intenzione di studiare strumenti diversi per la fase successiva.

L’obiettivo non sarebbe infatti quello di mantenere indefinitamente uno sconto uguale per tutti, ma di passare a forme di sostegno maggiormente concentrate sulle persone e sulle categorie considerate più esposte al caro carburante.

Dopo il 10 settembre cambia la strategia

La vera partita, quindi, potrebbe iniziare dopo la nuova scadenza. Il governo sta valutando il passaggio da un taglio generalizzato delle accise a misure più mirate, rivolte in particolare alle fasce di reddito più basse e ad alcune categorie professionali maggiormente colpite dall’aumento del costo del carburante.

Uno sconto uguale per tutti riduce il prezzo del diesel per ogni automobilista, indipendentemente dal reddito. Un sistema selettivo permetterebbe invece di concentrare le risorse pubbliche sui nuclei familiari e sui lavoratori che subiscono maggiormente l’aumento dei costi. È proprio su questo passaggio che si concentra ora l’attenzione.

Il nodo dell’autotrasporto

Tra i settori più esposti al prezzo del gasolio c’è naturalmente quello dell’autotrasporto. Per le imprese che utilizzano quotidianamente mezzi pesanti, infatti, il carburante rappresenta una voce di costo significativa. Parallelamente alla proroga dello sconto, il governo ha già previsto interventi specifici a favore del comparto, compreso il credito d’imposta per le imprese di autotrasporto.

Benzina e diesel non sono sulla stessa linea

L’attuale intervento riguarda il gasolio, non la benzina. Il taglio di 17 centesimi è stato introdotto per attenuare l’impatto dell’aumento del prezzo del diesel, particolarmente rilevante per famiglie, trasportatori e attività economiche che dipendono dal carburante per i propri spostamenti.