Sabato 5 settembre 2026, alle 10.50, la Casa Parolini-Vanin-Costenaro, in Val Lavello sopra Cismon del Grappa, ospiterà l’incontro “Conoscere, condividere e conservare: l’eredità scientifica di Alberto Parolini”. L’appuntamento sarà dedicato alla figura del botanico bassanese e al valore del suo patrimonio scientifico e culturale.
La struttura, composta da una casera e da un fienile con stalla restaurati, è stata riconosciuta come luogo appartenuto ad Alberto Parolini grazie agli studi dello storico Angelo Chemin. Proprio da questo legame storico nasce l’occasione per ripercorrere la vita e l’attività dello studioso.
Il progetto di Parolini
A raccontare l’eredità del botanico saranno Mara Filippi ed Enrica Martin, che approfondiranno una figura capace di andare oltre la semplice passione per la botanica ottocentesca.
Parolini trasformò infatti la curiosità scientifica in un progetto innovativo per il suo tempo. A Bassano del Grappa realizzò il proprio Giardino botanico, concependolo come uno spazio nel quale natura, ricerca e conoscenza potessero convivere. Non si trattava soltanto di una raccolta ornamentale, ma di un luogo destinato all’osservazione, alla sperimentazione e al confronto.
Una rete internazionale
L’attività di Parolini si sviluppò anche attraverso una rete internazionale di studiosi e botanici. La corrispondenza, lo scambio di semi e piante e l’interesse per specie provenienti da diverse parti del mondo contribuirono a trasformare il suo giardino in un luogo di circolazione del sapere scientifico.
Nel corso della sua attività arrivò a raccogliere circa 3.000 specie vegetali, facendo di Bassano del Grappa un punto di riferimento significativo per la botanica dell’epoca.
Un’eredità ancora attuale
L’esperienza di Parolini viene riletta anche alla luce di temi oggi centrali come biodiversità, sostenibilità, tutela del paesaggio e rapporto tra uomo e ambiente.
“Parolini, in un contesto storico completamente diverso, aveva già sviluppato una concezione nella quale la natura non era soltanto qualcosa da contemplare, ma una realtà da conoscere, sperimentare e preservare”, si legge nella presentazione dell’incontro.
La sua attività non si limitò inoltre al Giardino botanico: Parolini fu anche consulente e progettista per numerosi proprietari di ville e parchi nel Veneto.
Un metodo da riscoprire
Secondo la prospettiva proposta dall’incontro, l’eredità di Parolini va quindi oltre le singole piante e le collezioni naturalistiche. Il botanico ha lasciato soprattutto un metodo fondato sull’osservazione della natura, sulla curiosità scientifica, sulla capacità di mettere in relazione conoscenze diverse e sulla condivisione del sapere.
Una concezione che considera il territorio come un patrimonio da comprendere, conservare e trasmettere e che rende ancora attuale la figura dello studioso bassanese.
La visita alla casera
Dopo il talk scientifico è prevista una visita guidata alla storica struttura di Casa Parolini-Vanin-Costenaro. L’itinerario permetterà di conoscere la casera, la stalla e il suggestivo fienile gotico, indicato come luogo nel quale il botanico svolse parte della propria attività di studio.
La visita sarà accompagnata dal professor Angelo Chemin e da Ivano Costenaro, offrendo ai partecipanti l’occasione di collegare il racconto storico e scientifico agli spazi nei quali è maturata questa parte dell’eredità di Parolini.
Il buffet finale
L’appuntamento si concluderà con un buffet dedicato alle specialità del Grappa, momento di convivialità al termine della visita guidata.
La partecipazione all’iniziativa è gratuita, ma i posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione obbligatoria fino a esaurimento disponibilità. Per raggiungere la Casa Parolini-Vanin-Costenaro è possibile arrivare a piedi o in bicicletta partendo da Cismon del Grappa, oppure in auto e moto dal Monte Grappa.
Le informazioni per le prenotazioni sono disponibili sul sito della Collezione Costenaro.