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Mattarella da Cernobbio: “Preoccupante il ritorno delle politiche di potenza. Europa prenda iniziative”

Il messaggio del Presidente della Repubblica: il nuovo equilibrio mondiale non può nascere dalla forza

Mattarella da Cernobbio: “Preoccupante il ritorno delle politiche di potenza. Europa prenda iniziative”

È un messaggio dai toni netti quello inviato da Sergio Mattarella alla 52ª edizione del Forum Ambrosetti, aperta oggi – 4 settembre 2026 – a Cernobbio, sul lago di Como. Nel suo intervento il Presidente della Repubblica ha descritto un mondo attraversato da una fase di profonda transizione, nella quale il vecchio equilibrio internazionale appare sempre più fragile mentre il nuovo non è ancora stato costruito.

Ed è proprio in questo vuoto che, secondo Mattarella, emerge un rischio preciso: il ritorno della logica della forza nei rapporti tra gli Stati. Il Capo dello Stato parla di una “preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza”, accompagnata dalla minaccia, e in alcuni casi dall’uso, della forza per sostenere le proprie pretese nelle controversie internazionali.

Più cooperazione, non meno

Il paradosso evidenziato dal Presidente è che proprio mentre aumentano le grandi sfide globali, la risposta internazionale rischia di diventare più frammentata.

Cambiamento climatico, crisi sanitarie, sicurezza energetica, disponibilità di risorse alimentari e idriche e sviluppo dell’Intelligenza artificiale sono problemi che, per loro natura, non possono essere affrontati efficacemente da singoli Paesi. Richiedono invece maggiore cooperazione e strumenti comuni.

Al contrario, osserva Mattarella, si sta riaffacciando una concezione dell’interdipendenza fondata sulla pressione e sulla forza. Una dinamica nella quale la sicurezza di alcuni rischia di essere perseguita “a spese di quella di altri”, con un modello che il Presidente considera un arretramento rispetto ai risultati raggiunti dalla comunità internazionale nel secondo dopoguerra.

Il rischio di perdere le conquiste del dopoguerra

Nel messaggio inviato al Forum, Mattarella difende il valore dell’ordine multilaterale costruito dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale.

Quel sistema, pur con tutti i suoi limiti, ha contribuito secondo il Presidente alla pacificazione, all’indipendenza e all’emancipazione economica e sociale di vaste aree del mondo. Oggi, però, le sue regole e le sue prassi sono sottoposte a pressioni crescenti.

Mattarella invita quindi a non sottovalutare i costi del disordine internazionale: quelli umani, ma anche politici, economici e sociali. Da qui la sua critica alle politiche di potenza, considerate incapaci di produrre un autentico vantaggio stabile per chi le esercita così come per chi ne subisce gli effetti.

“L’attuale contesto internazionale non ammette indugi”

Per il Presidente non basta difendere l’assetto esistente. Occorre aggiornarlo alle condizioni del presente.

Mattarella chiede un rapido esame delle riforme necessarie per rendere l’ordine internazionale “più adeguato ed efficace”, alla luce di una realtà profondamente diversa da quella degli anni immediatamente successivi alla guerra.

Il passaggio più significativo arriva verso la conclusione del messaggio:

“L’attuale contesto internazionale non ammette indugi”.

La direzione indicata è quella di un percorso capace di riportare al centro modalità di convivenza pacifica tra gli Stati, all’interno di un quadro giuridico e istituzionale condiviso e rispettato.

Il ruolo dell’Europa

Una parte importante dell’intervento è dedicata all’Unione europea, che Mattarella considera uno dei principali esempi esistenti di condivisione della sovranità tra Stati.

Il Presidente rivendica il valore del progetto europeo, nato per superare secoli di conflitti tra Paesi del continente e fondato su pace, diritti e prosperità. Per Mattarella l’Europa deve continuare a rappresentare un modello di cooperazione internazionale basato sul reciproco beneficio e non sulla legge del più forte.

Ma proprio per poter svolgere questo ruolo, l’UE deve cambiare. Mattarella indica come necessarie modifiche al funzionamento delle istituzioni, alla capacità di assumere decisioni tempestive, alla loro composizione e alle priorità politiche.

L’Europa, dunque, non dovrebbe limitarsi a reagire agli eventi internazionali: deve essere in grado di assumere iniziative e contribuire alla costruzione di un ordine internazionale più equo e condiviso.

Cernobbio, tre giorni tra economia e geopolitica

Il messaggio di Mattarella apre idealmente il confronto della 52ª edizione del Forum di Cernobbio, organizzato da The European House – Ambrosetti dal 4 al 6 settembre 2026 a Villa d’Este.

Il programma riunisce esponenti della politica, dell’economia, della finanza e della diplomazia internazionale. Sono rappresentati diversi governi, istituzioni europee e il mondo imprenditoriale. I lavori affrontano i grandi nodi dello scenario globale, dalla geopolitica alla competitività, dalla sicurezza energetica alla difesa, fino al futuro dell’Europa.

La giornata di sabato sarà dedicata soprattutto all’Europa, mentre domenica il focus si sposterà sull’Italia, con la partecipazione di esponenti della maggioranza, dell’opposizione e del mondo economico. Tra gli appuntamenti più discussi c’è anche il confronto sull’integrazione europea con Roberto Vannacci e Mario Monti.