Il mese di settembre 2026 si apre con un rinnovato livello di alta tensione in Medio Oriente. Gli ultimi due giorni di agosto, infatti, sono terminati con una ripresa degli attacchi incrociati da parte di Stati Uniti e Iran.
I primi hanno bombardato l’isola di Larak, mentre i secondi hanno replicato con un’offensiva contro basi USA in Giordania. Nello stretto di Hormuz, invece, una nave petroliera ha preso fuoco dopo aver urtato due mine, mentre un’altra, come riferito dall’agenzia marittima britannica UKMTO, è stata colpita da tre “proiettili non identificati” a 31 km a Est di Khasab, in Oman.
Insomma, un’escalation di eventi che potrebbe allontanare gli sforzi diplomatici fatti nell’ultimo periodo, al fine di giungere a negoziati che portino a un cessate il fuoco definitivo.
Trump: “Iran Paese fallito”
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dallo Studio Ovale, è tornato a parlare del conflitto alla stampa, evidenziando che l’Iran sia un Paese “fallito” e che non si doterà mai dell’arma nucleare:
“Ha un’inflazione al 350% e non paga i suoi soldati, questo non vuol dire che li prenderemo a schiaffi ma vedremo cosa succede – Il Capo della Casa Bianca, sottolineando che da Hormuz ogni notte ora stanno transitando circa 30 navi in media, ha poi aggiunto – L’Iran non sa chi è il suo leader”.
Sostegno UE alle sanzioni contro Teheran
Ma gli Stati Uniti, oltre agli attacchi sul campo, stanno cercando di indebolire l’Iran anche sul piano economico-commerciale. Dal G20 Finanze di Asheville (Carolina del Nord, USA), il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha ringraziato l’Europa per il “forte sostegno” alle sanzioni contro Teheran. Questo supporto è stato confermato anche da una nota di Bruxelles:
“L’UE rimane pronta ad adottare ulteriori misure, ove necessario”, verso l’Iran “per salvaguardare la propria sicurezza e i suoi interessi, inclusa la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz”.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha definito questo sostegno dell’Unione Europea alle sanzioni USA “in contrasto con il diritto internazionale e con la propria legislazione”.
“Bruxelles starebbe cedendo la propria sovranità, le proprie leggi e i propri valori alla coercizione americana”. Nelle sue parole è stato poi richiamato il “Blocking Statue” dell’UE che non riconosce l’applicazione extraterritoriale di leggi adottate da Paesi terzi.
Pezeshkian: “Se USA rispettano obblighi, l’Iran ricambierà”
Sul lato dei negoziati, invece, Trump insiste sul fatto che l’Iran “desidera incontrarsi a tutti i costi”.
“Non so se si possa contare su un accordo con loro. Le sanzioni stanno avendo un impatto davvero forte”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, durante il vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai a Bishkek (Kirghizistan), come riferito dall’agenzia Isna, avrebbe aperto alla possibilità di nuove trattative tra le parti:
“Ovviamente, la violazione degli obblighi degli Stati Uniti ha suscitato una risposta proporzionata da parte dell’Iran, ma se gli Stati Uniti torneranno a rispettare i propri obblighi previsti dal memorandum d’intesa (quello siglato il 17 giugno, ma scaduto il 17 agosto e che puntava a favorire negoziati di pace e ad aprire Hormuz), l’Iran ricambierà immediatamente“.

Moderazione e ritorno alla diplomazia che sono stati esortati anche da Antonio Guterres, Segretario generale dell’ONU, che ha definito deplorevole lo scambio di attacchi avvenuto tra USA e Iran. Il segretario generale della Lega araba, Nabil Fahmy, ha invece condannato l’offensiva di Teheran contro Emirati Arabi Uniti e Giordania, invitando l’Iran a “cessare di utilizzare falsi pretesti per minacciare la sicurezza e la stabilità nella regione“.
“Il mantenimento della sicurezza e della stabilità della regione – ha concluso rivolgendosi a Teheran – richiede il rispetto dei principi del diritto internazionale, la priorità del dialogo e della responsabilità, e l’astensione da qualsiasi azione che possa acuire le tensioni o compromettere la sicurezza della regione e gli interessi dei suoi popoli”.
Il segretario all’esercito USA si dimette
In conclusione, mentre i generali hanno scritto al capo del Pentagono che un prolungarsi del confitto in Medio Oriente avrà pesanti ricadute sulle fila militari USA, segnaliamo che il segretario all’esercito Dan Driscoll ha presentato le sue dimissioni e lascerà il suo incarico nei prossimi giorni.

La CNN, che riporta le parole di un funzionario militare, ha riferito che Driscoll è arrivato a questa decisione dopo aver parlato con il presidente della situazione attuale dell’esercito. Le sue dimissioni giungono dopo mesi di tensioni con il segretario alla Difesa Pete Hegseth.
“Il segretario Driscoll si è dimostrato estremamente efficace nel promuovere l’agenda del presidente Trump per ‘Rendere l’America di nuovo forte’, fornendo una leadership eccezionale durante operazioni storiche militari, ripristinando l’enfasi sulla prontezza operativa e sulla letalità, assistendo nei negoziati tra Russia e Ucraina e altro ancora” ha riferito la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly.