Un attacco informatico di vaste proporzioni ha colpito i sistemi del Manchester Airports Group (MAG), società che gestisce alcuni importanti scali del Regno Unito. La violazione, resa nota giovedì 27 agosto, ha permesso agli hacker di accedere a banche dati contenenti informazioni personali riconducibili a circa 8,7 milioni di viaggiatori.
L’incursione ha interessato tre aeroporti: Manchester, Londra Stansted ed East Midlands. Secondo le informazioni diffuse, l’attacco sarebbe riconducibile a hacker russi (in copertina: immagine di repertorio creata con l’intelligenza artificiale).
Quali dati sono stati rubati
La compromissione ha riguardato piattaforme digitali utilizzate per la prenotazione e la gestione di servizi accessori agli aeroporti. Tra le informazioni sottratte figurano indirizzi e-mail, numeri di telefono, targhe automobilistiche e codici postali.
La maggior parte dei dati coinvolti riguarda utenti che si erano registrati alla rete Wi-Fi gratuita disponibile nei terminal. Altri archivi interessati dall’attacco sono quelli relativi alle prenotazioni dei parcheggi, al servizio Fast Track e alle sale VIP.
Nessun dato bancario
Il Manchester Airports Group ha precisato che l’attacco non ha coinvolto i dati finanziari dei clienti. Le informazioni relative a conti bancari e carte di credito, infatti, non erano conservate sui server interessati dalla violazione.
Non risultano inoltre conseguenze sull’operatività degli aeroporti o sulla sicurezza dei voli. “Abbiamo immediatamente contenuto il rischio e stiamo collaborando con consulenti specializzati, adottando le misure appropriate per proteggere i nostri clienti e i nostri sistemi”, ha dichiarato un portavoce del gruppo.
L’attenzione dell’ACN
La vicenda è seguita anche dalle autorità italiane. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), attraverso lo CSIRT Italia, sta monitorando l’evoluzione delle minacce informatiche riconducibili a soggetti e gruppi considerati sofisticati e potenzialmente interessati alla compromissione di infrastrutture pubbliche e private.
Sulla base delle informazioni disponibili, non emergono al momento evidenze di incidenti in corso negli aeroporti italiani. L’Agenzia sta comunque verificando eventuali ricadute sul contesto nazionale e seguendo anche possibili fenomeni di disinformazione collegati alla vicenda.
Possibili dati italiani
L’ACN sottolinea che non può essere escluso che tra le informazioni acquisite dagli autori dell’attacco ci siano anche dati personali riferibili a cittadini italiani transitati negli aeroporti coinvolti.
Per questo motivo, le persone che hanno utilizzato i servizi interessati sono invitate a prestare particolare attenzione nelle prossime settimane a comunicazioni inattese o anomale.
Attenzione a messaggi sospetti
L’Agenzia raccomanda di prestare cautela soprattutto nei confronti di e-mail, SMS e telefonate sospette. È importante non aprire allegati provenienti da mittenti dubbi e non cliccare sui link contenuti in comunicazioni inattese.
I dati sottratti potrebbero infatti essere utilizzati per tentativi di phishing o altre forme di frode informatica, attraverso messaggi costruiti per apparire credibili e indurre le vittime a fornire ulteriori informazioni personali o credenziali.
I rischi del Wi-Fi pubblico
L’ACN ha inoltre richiamato l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo delle reti Wi-Fi pubbliche, comprese quelle disponibili negli aeroporti. Si tratta di servizi che, per loro natura, possono offrire livelli di sicurezza inferiori rispetto alle reti private.
L’Agenzia invita quindi a usare la massima cautela quando attraverso queste connessioni si accede a servizi che richiedono dati personali o credenziali. In particolare, è sconsigliato effettuare operazioni bancarie o amministrative tramite Wi-Fi pubblico. Quando necessario, l’ACN raccomanda di utilizzare una VPN prima di collegarsi a servizi sensibili.