Nello stretto di Hormuz

Si riaccende la guerra fra Stati Uniti e Iran: attacco USA sull’isola di Larak, missili di Teheran contro la Giordania

Non succedeva da fine luglio, una petroliera in fiamme a causa di una mina

Si riaccende la guerra fra Stati Uniti e Iran: attacco USA sull’isola di Larak, missili di Teheran contro la Giordania

La guerra in Medio Oriente torna a infiammarsi. Domenica 30 agosto 2026, infatti, è ripartito il fuoco incrociato tra Stati Uniti e Iran, con gli USA che hanno ripreso a bombardare il nemico dopo un mese di stop.

Obiettivo americano è stato l’isola di Larak, colpendo (così riferisce Washington) lanciatori che minacciavano lo stretto di Hormuz mentre dall’altra parte Teheran ha risposto con attacchi contro sedi statunitensi in Giordania. Alle prime ore di lunedì 31 agosto 2026, attraverso un comunicato stampa, la Marina dei Pasdaran ha fatto sapere che “una superpetroliera ha preso fuoco dopo aver urtato due mine“.

L’attacco USA sull’isola di Larak

Sono questi gli ultimi pesanti sviluppi del conflitto mediorientale, una situazione che ha riacceso le tensioni, andando nuovamente a incidere sui mercati energetici internazionali e sul prezzo del petrolio.

Nel dettaglio, un funzionario USA ha spiegato ad Axios che il raid degli Stati Uniti sull’isola di Larak è scattato dopo “erano state osservate forze dei pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali verso lo stretto di Hormuz“. Si tratta del primo attacco statunitense dallo scorso 29 luglio, un mese senza offensiva che aveva fatto ben sperare per le sorti della guerra.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, invece, come riportato dall’agenzia Tasnim, hanno riferito:

“In un atto di aggressione, gli Stati Uniti hanno attaccato l’isola di Larak, causando il martirio e le ferite di alcuni dei nostri combattenti e cittadini. Questa azione sarà punita e porterà alla punizione dell’aggressore”.

La controffensiva iraniana in Giordania

Dalle parole si è passati così ai fatti: come affermato dall’agenzia iraniana Fars, con un’offensiva di Teheran verso Aqaba e la base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dove sono ospitate forze dell’esercito americane.

Come riferito da Fox News, che ha sentito un funzionario americano, tutti i missili lanciati dall’Iran in Giordania sono stati intercettati. In un comunicato, l’esercito giordano ha precisato di aver “distrutto con successo” otto missili, di cui non ha precisato l’origine, che avevano penetrato lo spazio aereo del Paese.

Masoud Pezeshkian, Presidente dell’Iran, citato dall’Irna, ha dichiarato:

Non stiamo cercando la guerra e questo è il chiaro messaggio che abbiamo trasmesso al mondo finora, ma non rimarremo mai calmi di fronte a qualsiasi aggressione e daremo una risposta decisiva agli aggressori. L’instabilità nella regione non è nell’interesse di nessun paese e costituirà una sfida per tutti”.

Il Centcom, Comando centrale degli Stati Uniti, in una nota stampa ha riferito che l’attacco americano contro l’Iran non ha riguardato un atto di aggressione, come avevano scritto le agenzie iraniane, bensì “un’azione limitata e precisa contro unità dei Guardiani della rivoluzione impegnate nella posa di mine e che rappresentavano una minaccia imminente nello Stretto di Hormuz“.

Il Presidente USA Donald Trump, invece, sul suo social Truth ha postato un video generato con l’intelligenza artificiale che mostra un ipotetico bombardamento dell’isola iraniana di Kharg (prima dell’inizio della guerra gestiva la maggior parte delle esportazioni petrolifere iraniane, rappresentando quindi un nodo strategico per l’economia di Teheran).

“Kharg Island ridotta in mille pezzi!” viene riportato nel post.