L’AI sceglie la vacanza! Prima si cercava una destinazione sulle guide, poi sono arrivati blog, social network e piattaforme di recensioni. Ora, sempre più spesso, a suggerire dove andare può essere direttamente l’intelligenza artificiale. Un nuovo dato proveniente dalla Corea del Sud fotografa quanto rapidamente stia cambiando il modo di organizzare un viaggio: il 69,9% dei turisti stranieri intervistati ha dichiarato di utilizzare l’AI nella preparazione della propria vacanza e quasi la metà ha affermato di aver visitato luoghi suggeriti proprio da questi strumenti.
La ricerca comincia con una domanda
La novità rispetto ai tradizionali motori di ricerca è soprattutto nel modo in cui vengono formulate le richieste. Non si cerca necessariamente “cosa vedere a Seoul”, ma si può chiedere all’AI di costruire un itinerario sulla base di interessi, tempo disponibile, budget o preferenze personali. Il sistema può così proporre una combinazione di attrazioni, ristoranti e attività, modificando il percorso in base alle indicazioni ricevute dall’utente.
Il 45% segue i suggerimenti
Il dato più significativo riguarda proprio il passaggio dalla ricerca all’azione. Secondo i risultati presentati, il 45% dei visitatori stranieri ha seguito raccomandazioni dell’AI arrivando effettivamente nei luoghi suggeriti. Questo significa che l’intelligenza artificiale non si limita più a fornire informazioni preliminari. Può contribuire direttamente a determinare le tappe di un viaggio.
I giovani sono i più digitali
L’utilizzo varia sensibilmente anche in base all’età. Tra i turisti ventenni, l’uso dell’AI durante la preparazione del viaggio arriva all’83,1%. La percentuale scende invece al 49,6% tra le persone sulla sessantina. La differenza mostra quanto le nuove generazioni stiano integrando rapidamente questi strumenti nelle normali attività di ricerca e organizzazione. Per chi è abituato a utilizzare assistenti digitali nella vita quotidiana, rivolgersi a un sistema di AI per costruire un itinerario diventa una scelta naturale.
Non tutti i turisti si comportano allo stesso modo
Anche la nazionalità sembra avere un peso. L’indagine sudcoreana ha rilevato percentuali di utilizzo superiori al 90% tra i visitatori provenienti da Arabia Saudita e Vietnam, mentre tra i turisti giapponesi la quota si è fermata al 34,2%. Questi ultimi hanno mostrato una maggiore propensione a utilizzare canali più tradizionali, tra cui social media e YouTube. Il dato dimostra che non esiste ancora un unico modo di utilizzare la tecnologia quando si organizza un viaggio.
Dalla destinazione all’itinerario
L’aspetto più interessante è però il possibile cambiamento del processo decisionale. Un tempo il viaggiatore sceglieva prima la destinazione e successivamente cercava cosa fare. Con l’AI può avvenire anche il contrario. Una persona potrebbe partire dai propri interessi – per esempio gastronomia, architettura, musica o natura – e chiedere al sistema di individuare la destinazione più adatta. La tecnologia diventa così una sorta di filtro attraverso il quale guardare il mondo del turismo.
Il consiglio resta da verificare
L’affidamento all’intelligenza artificiale presenta però anche un limite importante: una risposta convincente non equivale automaticamente a un’informazione corretta o aggiornata. Orari, prezzi, collegamenti e condizioni di accesso possono cambiare e devono essere verificati attraverso le fonti ufficiali. L’AI può quindi diventare un ottimo punto di partenza, ma non necessariamente l’unico strumento con cui organizzare un viaggio.