GUERRA FREDDA

Trump: “Ho parlato con Putin, non attaccherà nessun Paese della NATO”

Il Washington Post: "Mosca considera gli USA indeboliti dal conflitto in Iran"

Trump: “Ho parlato con Putin, non attaccherà nessun Paese della NATO”

Da una parte l’Iran, dall’altra la Russia. Gli Stati Uniti si dividono sui due principali fronti di guerra a livello internazionale, con il Presidente Donald Trump che quotidianamente viene interpellato sull’evoluzione dei conflitti.

Nella giornata di giovedì 27 agosto 2026, durante un punto stampa nello studio ovale, il capo della Casa Bianca ha risposto a una domanda sul fronte Ucraina-Russia, in riferimento a un’eventuale offensiva di Mosca contro i territori dell’alleanza atlantica NATO:

“Ho avuto una buona conversazione con Putin. Non attaccherà” ha riferito Trump.

Oltre a ciò, ha aggiunto una considerazione in merito ai rapporti tra Russia e Iran:

“Finora penso che i russi si siano comportati abbastanza bene per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz”.

Direttore CIA in visita segreta a Mosca

Nelle ultime ore, tuttavia, è stata resa pubblica la notizia che John Ratcliffe, direttore della CIA,  si è recato in visita segreta a Mosca.

Il New York Times, che ha sentito funzionari attuali ed ex dell’intelligence americana, ha riferito che Ratcliffe avrebbe condiviso la sua cupa valutazione dello stato della guerra contro l’Ucraina e per esortare i russi a raggiungere un accordo prima che la loro situazione militare ed economica peggiori.

Il messaggio è stato recapitato ad Aleksandr Bortnikov, capo del servizio di intelligence russo FSB. Tra USA e Russia sono attivi da tempo canali di comunicazione tra intelligence, paralleli a quelli intrattenuti da Steve Witkoff e Jared Kushner con i funzionari di Mosca.

Washington Post: “Mosca considera gli USA indeboliti dal conflitto in Iran”

Prima di questo viaggio di Ratcliffe a Mosca, nuove informazioni dall’intelligence USA, come riportato dal Washington Post che cita due fonti a conoscenza dei fatti, hanno riferito che il Cremlino consideri gli Stati Uniti indeboliti dalla guerra con l’Iran. Situazione che offrirebbe alla Russia l’opportunità di intensificare le azioni contro gli interessi e gli alleati americani in Europa.

Queste voci giungono dopo le segnalazioni di una ridotta prontezza operativa delle truppe statunitensi e di carenza di munizioni, conseguenze del prolungarsi del conflitto con Teheran.