Caso Ranucci, le indagini proseguono. Giovedì 27 agosto 2026 è stata un’altra giornata importante in merito agli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato esplosivo al giornalista di Report, avvenuto il 16 ottobre 2025.
Nel carcere di Rebibbia (Roma), sono stati interrogati per ore Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, indagati per essere i presunti esecutori. A Duala, in Camerun, Gomes Clesio Tavares, intermediario che avrebbe assoldato i bombaroli a nome del mandante Walter Lavitola, è stato invece intervistato da Leonardo Zellino, giornalista del TG1.
Ranucci, interrogati in carcere gli esecutori
D’Avino e Passariello, ascoltati dal pm Edoardo De Santis, hanno fatto il punto sulle istruzioni ricevute in merito all’attentato a Ranucci.
“Era nu’ cinema” hanno riferito, nel senso che il mandato era quello di fare un atto eclatante, ma solo dimostrativo, senza che qualcuno si facesse del male. L’obiettivo era di far saltare in aria un’auto del giornalista di Report, ma senza produrre effetti collaterali.
Oltre a ciò, i due membri del “commando”, ingaggiato dall’intermediario Gomes Clesio Tavares, hanno aggiunto di non sapere altro, né chi fosse la vittima, né chi il mandante, cioè Ranucci e Lavitola.
Assistiti dagli avvocati Pagliarulo e Falconieri, si ipotizza che i due presunti bombaroli stiano cercando di alleggerire la loro posizione. La tesi della “sceneggiata senza conseguenze”, infatti, collimerebbe con quanto dichiarato sin qui da Lavitola e ciò potrebbe aiutare D’Avino e Passariello a ottenere la scarcerazione e gli arresti domiciliari.
Tavares intervistato in Africa: “Se volessi scappare, andrei in Russia”
Nel frattempo, un’altra figura finita al centro del caso Ranucci ha parlato. Gomes Clesio Tavares, infatti, non è stato ascoltato dagli inquirenti, ma bensì intervistato da un giornalista del TG1, inviato in Camerun, dove si trova attualmente colui che è considerato factotum del faccendiere Walter Lavitola.
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“Io non sono latitante – ha dichiarato – Se lo fossi, andrei in Russia, dove l’Europa non può chiedere un’estradizione. Là tengo qualcuno che mi può accogliere”.
Tavares, atleta MMA ed ex pugile, è stato trovato al termine di una ricerca tra le palestre della città di Duala. Di rientro dall’Etiopia, ha accettato l’intervista in un ristorante, a patto che si parlasse solo del suo lavoro.
Quando gli viene chiesto di Lavitola, lui risponde “non voglio parlare del dottore, perché ognuno è responsabile di quello che fa e di quello che dice“. Anche sugli esecutori dell’attentato, Tavares aggiunge “Non ne parliamo, ma non ho mai negato di conoscere qualcuno tra di loro“.
Il factotum di Lavitola poi dichiara:
“Io so che sarò un uomo libero, serve solo il tempo di verificare che non c’entro niente in tante cose”.

In Camerun, Lavitola e Gomes gestirebbero una società attraverso cui intendono portare avanti la decarbonizzazione del Paese.
“Sì, siamo soci – afferma, aggiungendo poi un messaggio diretto a Lavitola – Fatti forza ed esci dalla galera, è tutto quello che posso dire”.
In merito alla foto con Ranucci, Tavares dice:
“Non l’ho mai conosciuto, se l’ho incontrato sarà stato a Cefalù”.
Il factotum di Lavitola infine sottolinea che tornerà a breve in Italia.
“Con il mio legale stiamo decidendo la data”.