Bruciore, sensazione di sabbia negli occhi, arrossamento e bisogno di sbattere frequentemente le palpebre. Sono disturbi che possono comparire o diventare più evidenti durante l’estate, quando gli occhi sono esposti a vento, ambienti secchi e aria condizionata. La secchezza oculare si verifica quando le lacrime non sono sufficienti oppure non riescono a mantenere adeguatamente umida la superficie dell’occhio.
Il ruolo dell’ambiente
Non è soltanto il caldo a influire sul benessere degli occhi. Secondo l’American Academy of Ophthalmology, anche vento, fumo e ambienti molto secchi possono contribuire ai sintomi della secchezza oculare. L’aria condizionata può quindi diventare un fattore da considerare soprattutto quando si trascorrono molte ore in ambienti climatizzati.
Anche gli schermi possono incidere
Computer, smartphone e tablet fanno ormai parte della quotidianità e possono contribuire al fastidio oculare, soprattutto quando vengono utilizzati per periodi prolungati. Davanti a uno schermo si tende infatti a sbattere meno frequentemente le palpebre, favorendo l’evaporazione del film lacrimale. Il problema può diventare più evidente al rientro dalle ferie, quando alle ore davanti ai dispositivi si aggiunge il passaggio improvviso a una routine lavorativa più intensa.
I segnali da non ignorare
La secchezza può manifestarsi con bruciore, irritazione, sensazione di corpo estraneo, arrossamento e affaticamento degli occhi. Non sempre, inoltre, la sensazione è semplicemente quella di avere gli occhi asciutti: alcune persone possono sperimentare anche una maggiore lacrimazione come risposta all’irritazione. Quando i disturbi persistono o interferiscono con le normali attività, è consigliabile chiedere una valutazione a un oculista.
Piccoli accorgimenti quotidiani
Una prima attenzione riguarda l’ambiente. Evitare, quando possibile, che il getto dell’aria condizionata sia diretto verso il viso può contribuire a ridurre l’esposizione a un flusso d’aria che favorisce l’evaporazione delle lacrime. Anche fare pause regolari durante l’uso prolungato degli schermi può essere utile per ridurre l’affaticamento visivo. L’obiettivo è interrompere per qualche momento la concentrazione ravvicinata e permettere agli occhi di riposare.
Attenzione anche all’idratazione dell’occhio
Per alcuni casi di secchezza temporanea possono essere utilizzate lacrime artificiali, cioè colliri lubrificanti destinati a fornire umidità e sollievo. L’American Academy of Ophthalmology le indica tra le possibilità per alleviare i sintomi della secchezza oculare legata, per esempio, alla stanchezza o ad ambienti secchi. In presenza di disturbi frequenti o persistenti, però, è meglio non affidarsi esclusivamente a soluzioni fai-da-te: un professionista può individuare la causa del problema e indicare il trattamento più appropriato.
Dalle vacanze alla routine
La fine dell’estate rappresenta quindi un buon momento per prestare maggiore attenzione anche al benessere degli occhi. Dopo settimane trascorse tra sole, vento, aria condizionata e dispositivi utilizzati in modo diverso dal solito, il ritorno alla routine può essere accompagnato da qualche semplice accorgimento. Ridurre l’esposizione diretta all’aria condizionata, fare pause dagli schermi e non trascurare sintomi persistenti sono piccoli gesti che possono aiutare a mantenere gli occhi più confortevoli anche durante il rientro alla quotidianità.