Nella giornata di mercoledì 26 agosto 2026, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo provvedimento governativo sui carburanti, disponendo la proroga dello sconto sul gasolio fino al 5 settembre. L’intervento da centotrenta milioni di euro rappresenta una misura temporanea per fare fronte ai rialzi che hanno registrato picchi di tre euro al litro nelle stazioni autostradali. La copertura finanziaria poggia su un anticipo fiscale a carico delle grandi società energetiche, ma la decisione ha riacceso le divergenze ideologiche tra la formazione leghista e il partito azzurro sulle modalità di reperimento delle risorse economiche.
Le posizioni del Carroccio per il prelievo sui dividendi degli istituti di credito
Il partito guidato da Matteo Salvini rivendica la necessità di introdurre un contributo straordinario sui ricavi del settore bancario per finanziare una riduzione più ampia dei tributi sul carburante. Il parlamentare della Lega Claudio Borghi Aquilini ha sollecitato una presa di posizione chiara, sostenendo la necessità di scegliere se attingere dai cittadini oppure dai profitti maturati dagli istituti di credito. In alternativa a questo prelievo, la componente leghista ha ipotizzato lo sforamento del patto di stabilità europeo per ricorrere a un maggiore scostamento di bilancio.
La ferma opposizione azzurra contro ogni ipotesi di nuova tassazione
La risposta della compagine guidata dal segretario Antonio Tajani è rimasta improntata alla totale chiusura verso qualsiasi forma di imposta patrimoniale. Il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, ha confermato la linea contraria a misure che ricalchino modelli fiscali punitivi per il mercato, definendo prioritario il dialogo con le imprese private. Secondo la rappresentanza azzurra, l’introduzione di nuovi balzelli rischierebbe di provocare la fuga dei capitali, rimandando il confronto complessivo sulla sostenibilità economica alla riapertura dei lavori parlamentari di settembre.