negli Usa

Meta patteggia e paga 16,7 miliardi di dollari per la salute mentale dei minori

La società di Mark Zuckerberg chiude il processo federale accettando il maxi risarcimento e introducendo nuovi limiti per gli adolescenti su Facebook e Instagram

Meta patteggia e paga 16,7 miliardi di dollari per la salute mentale dei minori

Un’intesa da 16,7 miliardi di dollari chiude la causa federale incentrata sui rischi legati alla salute mentale dei minori. Nella giornata di mercoledì 26 agosto 2026, la multinazionale guidata da Mark Zuckerberg ha raggiunto un patteggiamento con la coalizione guidata dal procuratore generale della California, Rob Bonta, insieme ai colleghi di Colorado, New Jersey e Kentucky, in rappresentanza di 29 giurisdizioni statali. L’accordo si è concretizzato durante la seconda settimana del dibattimento presso la corte di Oakland, interrompendo l’iter avviato nel 2023. Tra le somme pattuite, una quota pari a 2,2 miliardi di dollari sarà destinata direttamente alla California. L’annuncio della chiusura della lite ha spinto il valore del titolo in rialzo di oltre il 4% nelle contrattazioni premercato.

Meta patteggia e paga 16,7 miliardi di dollari

Le autorità statali accusavano l’azienda di aver progettato la struttura di Facebook e Instagram con funzioni in grado di generare dipendenza negli adolescenti, pur conoscendone la potenziale pericolosità. Tra i rilievi contestati figuravano anche l’acquisizione e lo sfruttamento dei dati personali dei bambini senza la preventiva autorizzazione dei genitori. La prospettiva di una condanna rischiava di imporre sanzioni finanziarie per centinaia di miliardi di dollari, con stime massime ipotizzate dalla difesa fino a 1.400 miliardi. Evitando la pronuncia dei giudici, il gruppo ha scongiurato una sentenza di merito che avrebbe accertato la fondatezza delle responsabilità contestate.

Pur senza ammettere colpevolezze formali, la dirigenza ha accettato di modificare le dinamiche di funzionamento dei propri servizi per gli utenti più giovani. Attraverso una nota pubblicata sul blog aziendale, l’azienda ha espresso l’intenzione di definire un nuovo standard di settore, invitando piattaforme concorrenti come TikTok e YouTube ad adottare cautele analoghe per evitare il semplice spostamento del pubblico verso altre applicazioni. Tra le novità introdotte figurano il limite di utilizzo quotidiano di due ore, modificabile unicamente dai genitori, la sospensione delle notifiche tra le ore 8:00 e le 15:00 con la modalità Scuola e l’oscuramento predefinito del contatore dei reazioni e dei mi piace.

La risoluzione della vertenza non esaurisce i contenziosi legali a carico del colosso tecnologico. La società e gli altri operatori del comparto digitale devono ancora difendersi da migliaia di azioni legali promosse da famiglie, scuole e amministrazioni locali. L’esito del procedimento di Oakland costituisce un precedente negoziale rilevante per le trattative future, pur in assenza di una decisione giudiziale definitiva. L’efficacia delle misure di tutela annunciate e l’estensione dei controlli genitoriali rappresenteranno i parametri di riferimento per i prossimi giudizi dedicati alla protezione della gioventù sulle reti sociali.