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Sempre più italiani indebitati per le ferie: 225 milioni di euro richiesti in sei mesi

Piani di rimborso che possono durare oltre quattro anni

Sempre più italiani indebitati per le ferie: 225 milioni di euro richiesti in sei mesi

Le valigie vengono disfatte al ritorno. Le rate, invece, possono continuare fino al 2030. È l’immagine forse più efficace per raccontare il fenomeno delle cosiddette “ferie a debito”, tornato sotto i riflettori nell’estate 2026. Secondo i dati elaborati da Facile.it, nei primi sei mesi dell’anno sono stati erogati circa 225 milioni di euro di finanziamenti destinati a viaggi e vacanze.

Chi ha chiesto un prestito ha puntato in media a 5.239 euro, da restituire attraverso circa 50 rate mensili da 128 euro. Un impegno che, in termini temporali, supera i quattro anni. La vacanza diventa così un bene consumato immediatamente ma pagato molto tempo dopo.

Vacanze sempre più costose

A spingere verso la rateizzazione è innanzitutto il costo del viaggio. Per l’estate 2026 la spesa media stimata per gli italiani è di circa 939 euro a persona soltanto per trasporto e alloggio, senza quindi considerare ristoranti, stabilimenti balneari, escursioni, noleggi e altre spese sostenute durante il soggiorno.

Per una famiglia la cifra può quindi salire rapidamente a diverse migliaia di euro. Eppure la voglia di partire rimane forte. Un’indagine Confesercenti-Ipsos mostra che il 54,8% dei lavoratori che ricevono la quattordicesima intende destinarne almeno una parte proprio a viaggi e vacanze, contro il 48% dell’anno precedente. La mensilità aggiuntiva distribuita nel 2026 vale complessivamente circa 12,4 miliardi di euro.

Allo stesso tempo cresce però anche la quota di chi utilizza quei soldi per risparmiare o pagare bollette e rate arretrate: un segnale di bilanci familiari che restano sotto pressione.

A chiedere i prestiti sono soprattutto i giovani

Il ricorso al credito per viaggiare ha anche un identikit preciso. Oltre il 20% delle richieste arriva da persone tra 25 e 30 anni, mentre l’età media di chi finanzia una vacanza è di circa 38 anni, sensibilmente inferiore ai 46 anni registrati mediamente tra chi richiede un prestito personale per altre finalità.

Il fenomeno non rappresenta ancora una quota enorme del mercato del credito: i prestiti destinati esplicitamente alle vacanze valgono circa l’1% delle richieste di prestiti personali. Ma rispetto al 2019 il loro utilizzo è cresciuto del 42%.

Ed è proprio questa evoluzione a rendere il fenomeno interessante: indebitarsi non soltanto per la casa o l’automobile, ma anche per acquistare esperienze e tempo libero.

Dal prestito al “compra ora, paga dopo”

Negli ultimi anni è esploso anche in Italia il Buy Now Pay Later (BNPL), il “compra ora, paga dopo” che permette di dividere una spesa in poche rate direttamente al momento dell’acquisto, spesso con procedure molto rapide.

I numeri della Banca d’Italia sono impressionanti: nel 2022 dichiarava di utilizzare strumenti BNPL circa il 4% delle famiglie italiane. Nel 2025 la quota era salita al 30%, anche se circa due terzi degli utilizzatori dichiaravano di servirsene soltanto occasionalmente.

La rateizzazione è entrata così nella quotidianità: non più soltanto auto, elettrodomestici o grandi acquisti, ma anche vestiti, biglietti aerei, soggiorni e servizi.

Il rischio della “piccola rata”

Una rata da 100 o 130 euro al mese può apparire perfettamente sostenibile. Il problema nasce quando si somma ad altre rate: smartphone, automobile, acquisti online, carta revolving, BNPL e magari un altro prestito già in corso.

La Banca d’Italia sottolinea che gli utilizzatori del Buy Now Pay Later tendono a essere più presenti tra i nuclei con redditi medio-bassi, patrimonio limitato e altri debiti già esistenti. Il ricorso allo strumento risulta inoltre più frequente tra chi ha già mostrato difficoltà o ritardi nei rimborsi.

È su questo rischio che interviene anche il Codacons, mettendo in guardia dai costi nascosti dietro l’apparente leggerezza delle rate e dalla possibilità che “una spesa di pochi giorni” si trasformi in un impegno finanziario di lunga durata.

Il credito al consumo continua a crescere

La Banca d’Italia segnala che nel 2026 i prestiti alle famiglie continuano a mostrare una dinamica positiva.

In diverse aree del Paese il credito al consumo continua a crescere a ritmi sostenuti, soprattutto attraverso prestiti personali e finanziamenti finalizzati. Allo stesso tempo, il costo del credito rimane relativamente elevato rispetto agli standard storici.

E nell’area euro le banche stanno diventando più prudenti: nell’indagine sul credito pubblicata dalla Banca Centrale Europea ad aprile 2026, il 15% netto degli istituti segnalava un irrigidimento dei criteri per concedere credito al consumo, con un ulteriore restringimento previsto per i mesi successivi.

Da novembre più tutele per chi paga a rate

Anche Bruxelles ha deciso di intervenire. Da novembre 2026 la nuova normativa europea sul credito ai consumatori estenderà gran parte delle tutele previste per i prestiti tradizionali anche a molte formule Buy Now Pay Later.

Fra gli obblighi ci saranno una maggiore trasparenza sulle condizioni contrattuali e controlli più rigorosi sulla capacità del cliente di rimborsare il debito. L’obiettivo dichiarato è ridurre il rischio di sovraindebitamento e di accumulo inconsapevole di più finanziamenti.

Partire a rate non è necessariamente sbagliato

Finanziare una vacanza non significa automaticamente trovarsi in difficoltà economica. Una famiglia può decidere consapevolmente di non intaccare la propria liquidità, distribuendo nel tempo una spesa che sarebbe comunque in grado di sostenere. Il problema nasce quando il prestito serve invece a finanziare un tenore di vita che il reddito corrente non consentirebbe.

Prima di sottoscrivere un finanziamento, la Banca d’Italia raccomanda di guardare non soltanto alla rata mensile, ma soprattutto al TAEG, che comprende interessi e principali costi del credito, e all’importo complessivo che dovrà essere restituito. Perché una rata piccola può rendere leggero il presente semplicemente spostando il peso nel futuro.

Ed è forse questo il vero paradosso delle ferie a debito: partire per staccare dai problemi quotidiani e ritrovarsi, mesi dopo, a pagare ancora il conto di una vacanza che è ormai soltanto una fotografia sul telefono (a rate).