STALLO DIPLOMATICO

Trump annuncia: “Bombarderemo l’Oman se si intromette su Hormuz”

Una nave mercantile colpita da un proiettile ancora non identificato nello stretto

Trump annuncia: “Bombarderemo l’Oman se si intromette su Hormuz”

Donald Trump ha minacciato un’azione militare diretta contro il Sultanato dell’Oman se il governo locale dovesse ostacolare il blocco navale imposto dalle forze armate americane verso l’Iran. Nel corso di un intervento telefonico rilasciato alla rete televisiva Fox News, il leader della Casa Bianca ha dichiarato la volontà di colpire il Paese arabo in caso di ingerenza nella strategia navale dell’amministrazione. La presa di posizione giunge in un momento di forte tensione attorno allo Stretto di Hormuz, dove si concentrano i flussi commerciali di petrolio e materie prime.

Il rappresentante del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, ha annunciato il raggiungimento di un’intesa preliminare con la diplomazia di Mascate per definire una mappa di transito marittimo. Secondo le informazioni filtrate dalle trattative, il progetto prevedrebbe la riapertura della navigazione con rotta di ingresso controllata dalle autorità iraniane e canale di uscita in prossimità della costa olandese-omanita. La formalizzazione dell’accordo resta subordinata all’espletamento degli ultimi passaggi tecnici tra le parti.

Lo stallo negoziale e il prolungamento delle ostilità

Il confronto armato tra la coalizione guidata dagli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran ha superato la durata di sei mesi, dopo le prime operazioni condotte a febbraio. Nonostante le previsioni iniziali della dirigenza americana ipotizzassero una conclusione del conflitto nell’arco di poche settimane, il testo del memorandum d’intesa concordato a giugno è decaduto per insanabili divergenze sull’interpretazione delle clausole. La scadenza del periodo di tregua comporta l’adozione di nuove misure sanzionatorie da parte di Washington, mentre la guida del Pentagono Pete Hegseth ha confermato la capacità di mantenere il presidio navale a tempo indeterminato.

Mascate, membro del Consiglio di Cooperazione del Golfo insieme ad Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein e Qatar, mantiene storicamente un ruolo di intermediario diplomatico tra le diplomazie occidentale e iraniana. I vertici dell’Oman cercano di favorire un canale di dialogo per limitare l’impatto economico della crisi, che influisce sui prezzi del petrolio WTI e del gas naturale in vista dell’appuntamento con le elezioni di metà mandato previste per il mese di novembre.

Tensioni parallele e smentite sulle trattative riservate

Durante la medesima intervista tv, il presidente americano ha sostenuto l’esistenza di un canale di comunicazione diretto con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. La notizia è stata smentita dall’agenzia di stampa Tasnim News, che ha riportato le dichiarazioni del portavoce dei pasdaran Hussein Mohbi. Il portavoce militare ha qualificato come priva di fondamento l’ipotesi di contatti riservati con la dirigenza di Washington.

I velivoli senza pilota lanciati dal territorio iraniano hanno colpito la sede operativa del Primo Ministro del Kurdistan iracheno, Masrour Barzani, indicato da diverse fonti di intelligence come figura coinvolta nei tentativi di mediazione. Attraverso la piattaforma Truth Social, il vertice statunitense ha ribadito che la priorità strategica resta la neutralizzazione del programma nucleare di Teheran, escludendo scadenze temporali per la conclusione delle operazioni militari.