C’è chi ha partecipato praticamente a ogni votazione e chi, al contrario, nell’aula parlamentare si è visto molto poco. Con l’inizio della pausa estiva, i dati sulle presenze di deputati e senatori offrono una fotografia interessante della XIX legislatura, mettendo insieme migliaia di votazioni elettroniche registrate dall’insediamento delle Camere nell’ottobre 2022 fino all’estate 2026.
Le classifiche diffuse in questi giorni vengono presentate come un aggiornamento del 2026, ma i valori percentuali e il numero complessivo delle votazioni sono sostanzialmente cumulativi dall’inizio della legislatura, non riferiti soltanto agli ultimi sette mesi. Openparlamento conta ormai circa 18.800 votazioni alla Camera e quasi 7.900 al Senato.
E soprattutto “assenza” non significa automaticamente che un parlamentare non stesse lavorando. Il sistema distingue infatti tra presenza, assenza e missione, cioè l’assenza riconosciuta perché legata a un altro incarico istituzionale. Inoltre i dati riguardano le votazioni elettroniche in aula e non misurano, per esempio, la partecipazione alle commissioni parlamentari.
Alla Camera il record resta di Antonio Angelucci
Il dato più netto riguarda ancora Antonio Angelucci, deputato della Lega, imprenditore della sanità privata ed editore. Il suo tasso di assenza raggiunge il 99,39%, senza missioni registrate.

Openparlamento, che aggiorna continuamente i dati, lo colloca attualmente intorno al 99,4% di assenze su oltre 18.700 votazioni. In pratica, Angelucci ha partecipato a poco più di un centinaio di voti in quasi quattro anni di legislatura. C’è comunque una differenza rispetto al passato: nell’ultimo aggiornamento le votazioni alle quali ha preso parte sono salite da 13 a 112.
Dopo la morte di Umberto Bossi, le cui numerose assenze erano legate alle gravi condizioni di salute, Angelucci è diventato quindi il caso più evidente di scarsa partecipazione alle votazioni di Montecitorio.
Marta Fascina resta tra i grandi assenti
Al secondo posto compare nuovamente Marta Fascina, deputata di Forza Italia. Il suo tasso di assenza raggiunge l’87,77%, pari a quasi 16.000 votazioni saltate, senza assenze classificate come missioni istituzionali.
I dati di Openparlamento, soggetti ad aggiornamento dopo ogni nuova seduta, la collocano comunque stabilmente intorno all’87% di assenze, confermandola ampiamente al secondo posto della graduatoria della Camera.

Il distacco rispetto alla maggior parte dei deputati è notevole: la percentuale complessiva di assenze registrata attualmente a Montecitorio è del 33,5%.
Battilocchio praticamente sempre presente
All’estremo opposto della graduatoria c’è Alessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia, che conferma un livello di partecipazione quasi assoluto: 99,96% delle votazioni, con oltre 18.200 presenze e senza ricorrere alle missioni per giustificare le mancate partecipazioni.

Subito dietro si trova Marco Grimaldi, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, con il 99,88% delle votazioni effettuate e nessuna assenza giustificata.
Un dato particolarmente significativo riguarda poi Irene Gori, entrata alla Camera soltanto il 3 dicembre 2025: dalla sua proclamazione la deputata di Fratelli d’Italia ha mantenuto una partecipazione del 99,60%.
Al Senato le assenze sono molto più basse
A Palazzo Madama il quadro cambia sensibilmente. Il tasso complessivo di assenza calcolato da Openparlamento è del 23,8%, quasi dieci punti inferiore rispetto alla Camera.
Fra i più presenti domina soprattutto Fratelli d’Italia: cinque dei primi dieci senatori per partecipazione appartengono al partito della presidente del Consiglio. Tra loro figurano Paola Ambrogio, Gianni Berrino, Elena Leonardi, Costanzo Della Porta ed Etelwardo Sigismondo, tutti con percentuali prossime al 100%.
Il primato assoluto indicato nella rilevazione va però al leghista Giorgio Maria Bergesio, con una partecipazione del 99,99% e praticamente nessuna missione o congedo. Gli ultimi dati Openparlamento lo arrotondano addirittura al 100% di presenze.
Floridia prima tra gli assenti a Palazzo Madama
Le percentuali dei più assenti al Senato rimangono molto lontane dai casi estremi della Camera.
Escludendo dal confronto i senatori a vita, il livello più elevato è quello della senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia, con circa il 39% di votazioni mancate. Su questo numero pesa però il suo incarico di presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, che comporta attività istituzionali ulteriori rispetto ai lavori dell’aula.

Seguono Giusy Versace, oggi nel gruppo di Noi Moderati, intorno al 36%, e l’ex presidente del Senato Marcello Pera, di Fratelli d’Italia, poco sotto quella soglia.
La distanza con la Camera è evidente: a Montecitorio i primi due assenti superano rispettivamente il 99 e l’87%, mentre a Palazzo Madama il parlamentare eletto più assente rimane sotto il 40%.
Tra i leader Conte e Schlein sono i meno presenti
Un altro confronto interessante riguarda i segretari e presidenti di partito che non ricoprono incarichi di governo.
Il dato più basso è quello del presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha saltato circa l’83% delle votazioni della Camera. Poco distante si trova la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, con una percentuale di assenze intorno all’81%. Openparlamento conferma entrambi i valori anche nell’aggiornamento più recente.

I co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra hanno una partecipazione maggiore: Angelo Bonelli risulta presente nel 67,39% delle votazioni e Nicola Fratoianni nel 58,73% nella rilevazione citata.
Sul versante del centrodestra il confronto è limitato dal fatto che Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani ricoprono incarichi di governo e non sono quindi direttamente comparabili. Fra i leader senza ruolo nell’esecutivo, Maurizio Lupi raggiunge il 92,63%, ma il risultato è influenzato anche da un numero elevato di missioni riconosciute dalla presidenza della Camera.
Renzi e Calenda
Anche il confronto tra Matteo Renzi e Carlo Calenda mostra perché leggere soltanto la percentuale di assenza può essere fuorviante.
Renzi risulta assente nel 31,80% delle votazioni del Senato, mentre Calenda si ferma al 16,88%. A prima vista il leader di Azione sembrerebbe quindi molto più presente. Ma Calenda registra ben 3.185 missioni, quasi 2.000 in più dell’ex presidente del Consiglio. Di conseguenza Renzi ha materialmente partecipato a un numero maggiore di votazioni: 4.157 contro 3.484.
Il caso mostra bene la differenza tra assenza e mancata presenza fisica al voto: una missione non viene conteggiata come assenza perché presuppone un altro impegno istituzionale autorizzato.
Presenza in aula non significa automaticamente produttività
Openpolis ricorda che la presenza viene rilevata attraverso le singole votazioni elettroniche, non attraverso l’intera giornata di lavoro. Un deputato che partecipa a cento votazioni svolte nella stessa seduta accumula cento presenze; chi manca quella seduta accumula cento assenze. Inoltre non vengono conteggiate le sedute prive di votazioni elettroniche e soprattutto non è possibile misurare con lo stesso metodo la presenza nelle commissioni parlamentari, dove si svolge una parte essenziale dell’attività legislativa.