Sale la tensione tra Italia e Spagna dopo la decisione del Governo italiano di reintrodurre, dallo scorso 1 agosto 2026, i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna in seguito alla crisi migratoria a Ceuta.
Madrid ha chiesto a Roma di revocare il provvedimento entro domenica 9 agosto 2026, avvertendo che, in caso contrario, potrebbe adottare “misure di risposta proporzionali“.
In una nota ufficiale, il Governo spagnolo ha definito la decisione italiana “ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola“. Secondo l’esecutivo iberico, i controlli sarebbero stati introdotti “senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità“.
L’allerta per agosto
Nel frattempo resta alta l’attenzione per un possibile nuovo tentativo di ingresso di massa verso Ceuta, previsto secondo alcune segnalazioni per il prossimo Ferragosto, anche se non viene esclusa un’azione anticipata.
A destare preoccupazione sono soprattutto i messaggi diffusi sui social network, dove negli ultimi giorni sono circolate indicazioni su punti di ritrovo, percorsi e modalità per raggiungere la frontiera tra Marocco e l’exclave spagnola.
Gli analisti del Centro nazionale d’intelligence spagnolo considerano il fenomeno “pienamente credibile” e non escludono che la data del 15 agosto 2026 possa essere utilizzata come diversivo per sorprendere le autorità.
Anche Bruxelles monitora la situazione. Un portavoce della Commissione europea ha spiegato che “l’attenzione resta davvero molto alta prima, durante e dopo il 15 agosto“, sottolineando il controllo costante dello spazio informativo insieme alle piattaforme digitali.
Il ruolo dei social
Secondo l’Unione europea, la crisi di Ceuta sarebbe stata amplificata anche da campagne di disinformazione online. In particolare, Bruxelles ha denunciato che alcuni canali legati alla propaganda russa avrebbero contribuito a diffondere narrazioni polarizzanti e ad alimentare tensioni sociali.
La fondazione spagnola di fact-checking Maldita ha inoltre segnalato attività della rete Pravda Spagna, collegata al Cremlino, che attraverso Telegram avrebbe promosso contenuti di estrema destra sulla gestione della crisi migratoria.
Morto un migrante
Intanto continuano i tentativi di raggiungere Ceuta. Nella giornata odierna un giovane migrante di origini subsahariane è morto mentre cercava di arrivare all’exclave spagnola utilizzando un parapendio.
Secondo fonti della Guardia Civil citate dall’agenzia Efe, il giovane era partito dalla zona di Benzù, sulle colline del Marocco che si affacciano sulla baia settentrionale di Ceuta.
Per cause ancora da chiarire avrebbe perso il controllo del parapendio, precipitando in acqua poco prima dell’arrivo. Quando è stato soccorso dalla Guardia Civil, intorno alle 8, era già privo di vita.
Minori sotto assistenza
La crisi ha coinvolto anche numerosi minori arrivati a Ceuta. La ministra spagnola per la Gioventù e l’Infanzia, Sira Rego, ha comunicato che sono attualmente 1.342 i bambini e ragazzi registrati nel sistema di accoglienza dell’exclave.
“Continua il processo” di identificazione e localizzazione, ha spiegato la ministra, precisando che le autorità stanno dando priorità ai profili più vulnerabili, in particolare ai minori sotto i 13 anni.
Rego ha sottolineato che “saranno assistiti tutti i minori” e che saranno predisposte procedure per permettere anche a chi si nasconde ancora nella città autonoma di emergere e ricevere protezione.
L’obiettivo, ha aggiunto, sarà garantire il rispetto delle tutele previste e, quando possibile, favorire il ricongiungimento familiare nei Paesi d’origine.