Continuano i negoziati

Riapertura stretto di Hormuz, Trump: “Accordo possibile oggi o domani”

Washington, Teheran e Oman lavorano a un’intesa temporanea per garantire la navigazione e rilanciare il dialogo sul nucleare

Riapertura stretto di Hormuz, Trump: “Accordo possibile oggi o domani”

Un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe arrivare nelle prossime ore. A indicare una possibile svolta è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui i negoziati hanno registrato “molti progressi” e un’intesa potrebbe essere raggiunta “domani o dopodomani”, vale a dire mercoledì 5 o giovedì 6 agosto.

Le trattative coinvolgono Stati Uniti, Iran e Oman e puntano a definire un meccanismo provvisorio per garantire la sicurezza della navigazione nello stretto. Restano però divergenze tra le parti. Da Teheran accusano gli Stati Uniti di rallentare il negoziato attraverso pressioni e minacce, ribadendo che l’Iran non accetterà accordi imposti con la forza.

Trump: “Molti progressi”

Trump ha parlato della possibile intesa poco prima di salire a bordo dell’Air Force One a Los Angeles, diretto a Las Vegas.

“Sono stati fatti molti progressi” e un accordo “è possibile domani o dopodomani”, ha dichiarato rispondendo a una domanda sull’ipotesi di un’intesa per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Il presidente statunitense ha sostenuto che sarebbe stato l’Iran a chiedere la ripresa dei contatti.

“Mi hanno chiamato e hanno detto: ‘Per favore, parliamone’. Vogliono parlare. La cosa buffa è che non l’avevano mai detto; dicono sempre: ‘Non trattiamo’. Ma poi chiamano, vogliono parlare, stiamo parlando”.

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Lo stretto di Hormuz

L’intesa provvisoria

Secondo Axios, Stati Uniti, Iran e Oman sarebbero vicini a un accordo temporaneo per la gestione e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

L’intesa sarebbe il risultato di negoziati avviati da diverse settimane e potrebbe prevedere un meccanismo della durata iniziale di 60 giorni, con la possibilità di una proroga.

L’accordo preliminare includerebbe alcune richieste avanzate da Teheran sui diritti di controllo del traffico marittimo nello stretto, prerogative che l’Iran non possedeva prima del conflitto.

L’obiettivo sarebbe quello di ripristinare la tregua tra Stati Uniti e Iran e creare le condizioni per la ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano.

Il nuovo corridoio marittimo

Secondo quanto riferito da PressTV, i colloqui tra Teheran e Muscat sarebbero entrati in una nuova fase grazie a una “reciproca intesa”.

Il progetto allo studio prevede la creazione di un corridoio intermedio attraverso lo Stretto di Hormuz, destinato a garantire una navigazione sicura e, allo stesso tempo, a tutelare i diritti dell’Iran come Stato costiero. La nuova rotta dovrebbe sostituire gli attuali corridoi settentrionale e meridionale utilizzati per il transito delle navi.

Teheran accusa Washington

Un funzionario iraniano, citato da Sepah News, ha attribuito il ritardo dell’accordo tra Iran e Oman all’intervento degli Stati Uniti e alle dichiarazioni di Trump.

“La ragione principale del ritardo nell’accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz è l’ingerenza degli Stati Uniti e le minacce del presidente Donald Trump. Finché continueranno queste manovre da parte degli Stati Uniti, l’accordo subirà dei ritardi”.

Il funzionario ha inoltre sottolineato che “Teheran non concluderà alcun accordo sotto la minaccia di tali azioni”.

La minaccia di Trump

In un’intervista a Fox News, Trump ha ribadito che lo Stretto di Hormuz “si aprirà molto presto oppure subiranno un colpo durissimo, e allora lo Stretto si aprirà”.

Il presidente ha anche assicurato che l’Iran “non avrà mai un’arma nucleare, confermando la linea di Washington sul programma atomico di Teheran.

Trump ha però dichiarato di sperare che non sia necessario ricorrere a un’ulteriore escalation.

“Li abbiamo colpiti molto, molto duramente, ma il colpo più duro deve ancora arrivare, e spero che non dovremo usarlo. Spero che non ce ne sarà bisogno. Stiamo avendo ottime discussioni”.

Il presidente americano ha descritto i negoziati con l’Iran come complessi e caratterizzati da dichiarazioni contrastanti.

“Dicono: ‘Non abbiamo parlato, non abbiamo parlato di nucleare’. E di cosa parliamo allora? Ce ne stiamo lì a girarci i pollici?”. Trump ha poi aggiunto: “Sono solo parole. L’unica cosa che conta sono i fatti, e loro vogliono trovare un accordo. Vedremo cosa succederà. Se non trovano un accordo sarà un peccato”.