dopo i casi drammatici

Piscine, arriva la stretta: chiusura per i bocchettoni fuori norma e cuffia obbligatoria fino a 16 anni

La Camera approva con 244 voti favorevoli le nuove misure inserite nel decreto Sport: controlli sui sistemi di aspirazione, stop immediato agli impianti pericolosi e un fondo da 4,7 milioni di euro

Piscine, arriva la stretta: chiusura per i bocchettoni fuori norma e cuffia obbligatoria fino a 16 anni

La sicurezza delle piscine entra con urgenza nel decreto Sport, dopo una sequenza di incidenti drammatici che nelle ultime settimane hanno coinvolto soprattutto bambini.

L’Aula della Camera ha approvato con 244 voti favorevoli un emendamento sostenuto da maggioranza e opposizioni. Le nuove disposizioni riguardano piscine pubbliche, strutture private aperte al pubblico e impianti a uso collettivo, come quelli presenti in hotel, stabilimenti balneari, residence, campeggi e circoli sportivi.

Non è ancora una legge definitivamente operativa: l’emendamento è stato inserito nel disegno di legge di conversione del decreto n. 108 del 26 giugno 2026, che dovrà completare il percorso parlamentare. Il decreto deve essere convertito entro il 25 agosto 2026.

Chiusura immediata per gli impianti non sicuri

La misura più importante riguarda i sistemi di ricircolo dell’acqua e le prese di aspirazione: bocchettoni, griglie di fondo e altri dispositivi dovranno essere progettati e mantenuti in modo da impedire il cosiddetto effetto ventosa.

Quando una parte del corpo, i capelli o un indumento ostruiscono completamente una presa, la pompa può creare una depressione capace di trattenere il bagnante sott’acqua. La forza generata può rendere estremamente difficile liberarlo senza spegnere l’impianto o ristabilire il passaggio dell’acqua.

Se le prese di aspirazione non rispetteranno gli standard di sicurezza, scatterà la chiusura immediata della piscina fino all’avvenuto adeguamento. Non sarà quindi sufficiente transennare informalmente la zona o limitarsi a esporre un avviso: l’impianto non conforme non potrà restare in funzione.

Nei vecchi impianti l’adeguamento può richiedere interventi strutturali costosi, con nuove tubazioni e lavori sul fondo della vasca. Ma il principio introdotto è netto: se una fontana, un idromassaggio o un gioco d’acqua non possono essere messi in sicurezza, devono essere disattivati.

Cuffia obbligatoria per gli under 16

L’emendamento introduce anche l’obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni nelle piscine interessate dalla nuova disciplina.

La cuffia non sostituisce la sicurezza dell’impianto e non può trasformare un bocchettone pericoloso in uno conforme. Serve però a ridurre il rischio che i capelli lunghi vengano aspirati, agganciati da viti o avvolti attorno alle componenti della presa.

La scelta è direttamente collegata alla morte di Alice Ferrari, l’undicenne rimasta intrappolata nella piscina di uno stabilimento di Sestri Levante. Il provvedimento non trasferisce la responsabilità sul bambino: il primo obbligo resta quello di progettare, controllare e mantenere correttamente l’impianto.

Un fondo da 4,7 milioni per le piscine pubbliche

Per sostenere gli adeguamenti viene istituito un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026, destinato alle piscine pubbliche.

Le risorse serviranno soprattutto agli enti che devono modificare impianti datati, sostituire griglie, intervenire sulle tubazioni o installare sistemi capaci di interrompere automaticamente l’aspirazione.

La cifra rappresenta un primo intervento, ma potrebbe risultare limitata rispetto al numero di strutture pubbliche presenti sul territorio e ai costi degli adeguamenti più complessi. La sostituzione di una semplice griglia può costare poche decine di euro; rifare un sistema di aspirazione può invece richiedere decine di migliaia di euro e, nei casi più impegnativi, superare i 100.000 euro.

Il caso di cronaca che hanno accelerato la stretta

Il caso che ha inciso più direttamente sul contenuto della norma è avvenuto il 15 luglio nella piscina dei Bagni Segesta di Sestri Levante. Alice Ferrari, 11 anni, è rimasta sott’acqua dopo che i capelli sono stati aspirati da un bocchettone. A dare l’allarme è stato un altro bambino. Il titolare dello stabilimento si è immerso e ha reciso i capelli con un coltello, ma la piccola è morta il 17 luglio all’ospedale Gaslini di Genova.

La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ha iscritto nel registro degli indagati il titolare e il legale rappresentante della società che gestisce la piscina. L’iscrizione non implica responsabilità accertate, ma consente agli interessati di partecipare con i propri consulenti agli esami tecnici e all’autopsia.

Settantacinque morti dal 2022 secondo la Sima

Secondo un’elaborazione della Società italiana di medicina ambientale, tra il 1° gennaio 2022 e il 16 luglio 2026 nelle piscine italiane sono morte 75 persone, considerando impianti pubblici, privati, strutture ricettive e parchi termali. Più della metà delle vittime censite avrebbe meno di 12 anni.

Il dato non significa che tutti i decessi derivino da carenze strutturali: tra le cause rientrano malori, mancata sorveglianza, incapacità di nuotare, accessi non autorizzati e incidenti impiantistici. La successione degli ultimi casi ha però evidenziato la necessità di uno standard nazionale più uniforme.

Musumeci: “Sicurezza senza se e senza ma”

Dopo la morte di Alice, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci aveva chiesto di mettere in sicurezza le piscine pubbliche e private “senza se e senza ma”.

“Serve una disciplina severa ma anche maggiore prudenza nel non lasciare mai da soli i bimbi in acqua”, aveva dichiarato il ministro, ricordando che negli ultimi tre mesi erano morti cinque minori.

L’approvazione bipartisan dell’emendamento offre una risposta immediata sui sistemi di aspirazione. Non conclude però il lavoro legislativo.

Parallelamente al decreto Sport, la Camera sta esaminando il disegno di legge n. 2576, presentato da Musumeci insieme al ministro della Salute Orazio Schillaci.

La futura legge quadro ha un perimetro molto più ampio: requisiti impiantistici e igienico-sanitari, sorveglianza, gestione delle acque, primo soccorso, controlli, sanzioni e dispositivi destinati anche alle piscine domestiche. Il testo punta a superare l’attuale frammentazione tra discipline regionali differenti.