“Si son fatte delle eccezioni, che ad esempio possono riguardare il nome che in queste ore è così prepotente: Pep Guardiola. Eccezioni per motivi ovvi che non sto qui a spiegare, ma non è detto che questa cosa vada in porto” ha detto Giovanni Malagò intervistato da Cronache di Spogliatoio.
Il neo-presidente della FIGC è realista, ma comunque tiene viva una speranza. Quella che Pep Guardiola, uno dei più grandi allenatori del calcio mondiale, accetti la proposta di diventare Commissario Tecnico della Nazionale italiana.

Una missione difficile, quasi impossibile verrebbe da dire, ma che il nuovo direttore tecnico Paolo Maldini e il suo collaboratore Leonardo stanno comunque tentando, convinti che l’ex allenatore del Manchester City sia la persona giusta per risollevare gli azzurri dalle macerie di tre Mondiali consecutivi mancati.

Per questo motivo, lo scorso weekend, sono stati a Barcellona per incontrare Guardiola e parlargli faccia a faccia di un progetto che non lo vedrebbe nelle sole vesti di CT, ma che lo coinvolgerebbe a 360° nella filiera dei settori giovanili, al fine di dare spazio e far emergere i talenti che tanto stanno mancando al nostro calcio.
Guardiola CT della Nazionale: gli ostacoli
Una proposta allettante per un allenatore innamorato di questo sport e abituato a mettere tutto sé stesso in quello che fa, che però presenta degli scogli.
Da un lato c’è la questione economica: sebbene Malagò abbia parlato di “eccezioni”, la distanza tra l’offerta della federazione e quanto richiederebbe Guardiola è ampia. Infatti, mentre sul piatto sarebbero stati messi 10 milioni di euro per il ruolo di CT della Nazionale (cifra già importante per questo incarico), l’allenatore spagnolo si aspetterebbe almeno il doppio (una ventina di milioni).
Dall’altro lato, invece, c’è un tema più personale: terminata l’esperienza decennale con il Manchester City in Inghilterra (in cui ha vinto tutto), Guardiola avrebbe promesso alla famiglia di prendersi un anno sabbatico per staccare dallo sport e stare più vicino ai suoi cari.
Gli altri nomi (più realizzabili)
Per queste ragioni, nonostante si stia facendo il possibile, c’è poco ottimismo.
“Credo però sia stato comunque giusto e importante aprire un dialogo e tenerlo vivo, tenerlo caldo – ha aggiunto Malagò a Cronache di Spogliatoio – Non è assolutamente una mancanza di rispetto o di riguardo nei confronti di altri soggetti, perché sugli altri soggetti il confronto è già partito e poi uno può optare su qualcheduno che magari è generazionalmente di una scuola chiamiamola più recente e lì la questione è molto soggettiva”.

Insomma, se Guardiola, che diventerebbe il primo CT straniero sulla panchina dell’Italia, rappresenta il piano A, Maldini e Leonardo hanno comunque ben chiare le alternative.
I nomi che circolano in queste ore sono tre: Andrea Pirlo, Roberto Mancini e Antonio Conte.
Il primo sembrerebbe il favorito in caso del no di Guardiola, con preferenza proprio di Maldini, il quale vedrebbe nell’ex centrocampista una figura ideale per dare il via al nuovo ciclo azzurro.

Ma anche gli altri due sono nomi che stuzzicano: entrambi con un passato da CT della Nazionale, sarebbero interessati a ritornare. Mancini, vincitore dell’europeo del 2021, ha lasciato gli azzurri dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del 2022, accettando poi l’incarico di CT dell’Arabia Saudita. Una macchia che il “Mancio” vorrebbe togliersi tornando alla guida della Nazionale e proseguendo il percorso positivo che aveva portato al successo a Euro 2020.

Conte, invece, si era fatto da parte dagli azzurri dopo l’uscita ai quarti di finale degli europei 2016, anche se da CT aveva dimostrato carattere per tenere saldamente le redini della Nazionale. Ragione per cui l’ex allenatore del Napoli sarebbe ben visto per la ripartenza dell’Italia.
