In tempo di social network, anche la politica ci si è buttata a capofitto. Ormai la comunicazione dei partiti e dei loro leader non passa più solo dai banchi del Governo e del Parlamento, dai loro canali istituzionali e dai media tradizionali (giornali, radio e tv), ma sfrutta a pieno le potenzialità delle piattaforme (Instagram, Facebook, TikTok, YouTube ecc…) nel tentativo di intercettare quanto più elettorato possibile, anche più giovane.
Ecco perché i profili dei politici di oggi pullulano di post, infografiche e soprattutto video dove si parla degli argomenti della vita pubblica, si commentano le notizie della cronaca più stretta e spesso si mostra un lato meno legato al lavoro e più alla loro quotidianità (passioni, interessi, momenti in famiglia).
Insomma, la politica si è evoluta sui social, ha modificato toni e linguaggio, trasformando i leader in influencer. Di certo, nell’anno che porta alle elezioni politiche del 2027, questa comunicazione verrà sfruttata al massimo per fare campagna elettorale.
Strategie che prevedono anche attacchi diretti agli avversari politici (come nel discusso deepfake di Vannacci al Colosseo), tra botta e risposta più formali e trovate che invece vanno più sul personale.
In quest’ultimo contesto si inserisce il recente confronto che ha visto contrapposti Matteo Renzi (Italia Viva) e Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), i quali, a suon di reel e TikTok, si sono sfidati pubblicamente.
“Kraken” vs Generale: “Facciamo una maratona?”
Non è la prima volta che Renzi e Vannacci hanno un faccia a faccia fuori dalle aule della politica. Ad aprile avevano infatti partecipato a un dibattito YouTube sul canale Pulp Podcast di Fedez e Mr. Marra.
Questa volta, però, il confronto si è spostato su altre piattaforme, in particolare Instagram e TikTok, social per contenuti molto più snack e veloci.
Ad aprire le danze è stato il segretario di Italia Viva. Prima della “Partita del Cuore” del 13 luglio 2026, Renzi si è fatto riprendere in un video nel quale ha sfidato Vannacci a una maratona.
“Alla ‘Partita del Cuore’ non vedo il generale Vannacci, che fa il triathlon. Allora io lo sfido, ma non a calcio: maratona Renzi contro Vannacci, ‘Kraken’ contro Generale”.
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Al guanto di sfida del “Kraken” (così è stato ribattezzato sul Web l’ex Presidente del Consiglio) ha prontamente replicato Vannacci:
“Renzi fa lo smargiasso e mi sfida. Però lui pensa di avere a che fare con Calenda, Fratoianni, Bonelli, Bonaccini… Ma io rilancio, quindi ci metto anche del mio. Ci facciamo prima due miglia nautiche a nuoto e poi ci facciamo la mezza maratona. Data stabilita: 4 ottobre in Sardegna. Io ci sarò, così vedremo se Renzi è solo chiacchiere e distintivo”.
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Per usare un termine della cultura hip-hop, il “dissing” Renzi-Vannacci si è aggiornato di un nuovo capitolo, questa volta pubblicato dal leader di Italia Viva:
“Generale Vannacci, la mezza maratona? Oi, ma che ti sei rammollito? A forza di frequentare Tajani e Salvini sei diventato come loro. E mi proponi la mezza maratona? Fai le cose a metà? Ci ha proposto il 4 ottobre il Generale, perché? Perché sa che il 4 ottobre è il giorno della Leopolda, un evento che c’era da molto prima che Vannacci iniziasse a far politica e continuerà anche quando il fenomeno Vannacci sarà esaurito e sgonfiato. Io non invito Vannacci alla Leopolda, perché alla Leopolda ci vanno le persone che ritengono che la Costituzione sia antifascista, che i gay siano persone normali, che gli Stati Uniti d’Europa siano una speranza e non un problema. Insomma tutte quelle cose che a Vannacci non piacciono. La Leopolda non è per lui, ma almeno la maratona vediamo se ha il coraggio di farla. Generale Vannacci, non lasciare le cose a metà. Anche perché sei abituato al Matteo sbagliato, ti confronti con Salvini. Matteo Renzi ti sfida sul serio. Maratona, non mezza maratona. Quando vuoi tu“.
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Vedremo ora se il leader di Futuro Nazionale risponderà ancora e se questa sfida sportiva verrà davvero programmata o resterà una semplice provocazione social.
Ciò che si può però dire sul confronto Renzi-Vannacci è che oggi la politica trova nei social media nuove modalità per esprimersi e per accaparrarsi consenso popolare. Basta leggere i commenti dei post per vedere come si siano rapidamente venuti a formare due schieramenti di tifosi, chi dalla parte di Renzi e chi di Vannacci, come se si sostenesse un atleta o una squadra a scapito dell’avversario.
Questa è la nuova politica, quella che lascia le aule del Governo e del Parlamento per confrontarsi all’esterno, non più solo in dibattiti pubblici, ma anche in sfide atletiche e sportive.
Meglio, peggio? Il dibattito è aperto, tra nuove forme di coinvolgimento e partecipazione e “dissing” di puro intrattenimento: in tutto ciò, resta il dubbio che la classe politica riesca davvero a risolvere i problemi quotidiani del Paese…