Cosa è successo

Non più solo fantascienza: un’IA è sfuggita al controllo umano e ha hackerato una start-up

Il caso di un modello di OpenAI che ha "bucato" Hugging Face, violando i sistemi della piattaforma

Non più solo fantascienza: un’IA è sfuggita al controllo umano e ha hackerato una start-up

L’industria cinematografica internazionale è piena di film di fantascienza in cui, in un futuro distopico, le macchine rappresentano una minaccia per l’umanità o sono addirittura riuscite a prendere il sopravvento su di essa (in copertina: immagine di repertorio creata con l’intelligenza artificiale).

Esempi celebri sono “2001: Odissea nello spazio“, “Blade Runner“, “Ghost in the Shell“, “The Terminator“, “Matrix” o “Avengers: Age of Ultron“. Tutte pellicole nelle quali i robot creati dall’uomo sfuggono al suo controllo, diventano indipendenti e capaci di agire secondo una volontà propria.

Storie da brividi, ma che appunto risultano inverosimili, perché appartengono alla finzione, sia essa artistica, letteraria o cinematografica. O almeno così si pensava fino a pochi anni fa. Perché gli enormi passi avanti fatti oggi dalla tecnologia stanno avvicinando sempre più l’idea di quei futuri in cui macchine, robot e assistenti digitali sono parte integrante della nostra vita e a cui affidiamo buona parte delle nostre mansioni quotidiane.

Ma ecco che insieme a questa versione positiva del progresso tecnologico e informatico, anche il suo lato oscuro sembra farsi sempre più reale, soprattutto da quando si è cominciato a parlare di intelligenza artificiale. Mentre oggi gli investimenti nel campo dell’IA coinvolgono tantissime imprese tech in tutto il mondo, parallelamente si diffondono anche gli allarmi sui rischi che uno sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale possa provocare all’umanità a livello globale.

Fino ad ora, tuttavia, nessun caso si era verificato tale da far ritenere l’IA una minaccia. Poi però, nella giornata di martedì 21 luglio 2026, OpenAI, società che sviluppa ChatGPT, ha fatto sapere che un suo modello di intelligenza artificiale è sfuggito al controllo umano e ha hackerato una start-up.

Cosa è successo

“Consideriamo questo incidente un attacco informatico senza precedenti“.

E’ con queste parole non molto confortanti che OpenAI, in un articolo pubblicato sul suo blog, ha commentato l’episodio in questione. Nel dettaglio, la società di Sam Altman ha riferito che un agente di intelligenza artificiale ha compromesso l’infrastruttura di Hugging Face (piattaforma utilizzata dalla comunità IA per condividere modelli, dataset e strumenti di sviluppo).

“Questo particolare incidente è stato causato da una combinazione di modelli OpenAI, tra cui GPT-5.6 Sol e un modello pre-release ancora più performante – ed è avvenuto – durante un test di sicurezza su capacità informatiche”.

OpenAI scrive che, mentre si stavano facendo valutazioni sulle capacità di hacking dei modelli, assegnando loro dei compiti all’interno di un ambiente rigorosamente controllato e con accesso a Internet limitato, all’improvviso “i modelli hanno dedicato una quantità significativa di potenza di calcolo a trovare un modo per ottenere un accesso illimitato a Internet, al fine di risolvere il problema di valutazione“.

Open AI

Una volta arrivata alla Rete, i modelli IA hanno preso di mira la piattaforma “Hugging Face” per facilitare il raggiungimento del loro obiettivo, cioè scovare “informazioni riservate” che potessero aiutarlo a barare durante la valutazione.

“In un esempio, il modello ha concatenato diversi vettori di attacco, tra cui l’utilizzo di credenziali rubate, per trovare un percorso di esecuzione di codice remoto sui server di Hugging Face”.

Hugging Face ha rilevato l’anomalia la settimana precedente all’articolo di OpenAI, informando subito la società di ChatGPT:

“Stiamo collaborando attivamente con loro per continuare a indagare sull’incidente. Siamo grati a Hugging Face per la rapida e stretta collaborazione nelle indagini e nelle attività di bonifica”.

Nel loro blog, OpenAI ha riferito:

“L’intelligenza artificiale sta accelerando la scoperta e lo sfruttamento delle vulnerabilità. La lezione principale che si può trarre da questo incidente è che la sicurezza dei modelli deve tenere il passo con le capacità in rapida evoluzione. Stiamo rafforzando le pratiche di contenimento, monitoraggio, controllo degli accessi e valutazione utilizzate durante lo sviluppo dei modelli”.

Anche Clem Delangue, cofondatore e CEO di Hugging Face, ha dichiarato:

“Questo incidente, forse il primo del suo genere, dimostra un punto in cui crediamo da tempo: la sicurezza dell’IA non sarà risolta da una singola azienda che opera in segreto. Sarà risolta in modo aperto, collaborativo, con un ampio accesso all’IA per tutti coloro che si occupano di sicurezza, ovunque si trovino”.

“Questo spaventa”

La situazione sembra essere ora sotto controllo e monitorata. Tuttavia, l’effetto della notizia a livello globale ha creato di certo preoccupazione.

Hussein Abbass, professore di informatica all’Università del Nuovo Galles del Sud di Canberra, ha dichiarato all’AFP:

“Non ha attaccato solo Hugging Face. Ha attaccato il suo sistema interno per sfruttarne le vulnerabilità. E questo è spaventoso“.

Il docente universitario, infatti, evidenzia che l’aspetto più rilevante riguarda la capacità dimostrata dai sistemi di individuare e sfruttare vulnerabilità lungo l’intero percorso operativo. Un comportamento mai sperimentato prima, che evidenzia un livello di iniziativa e adattamento significativo.

Siamo all’alba del “Matrix“? Provocazioni a parte, una notizia simile non può che lasciare stupefatti.