quarta ondata

Caldo estremo, possibile fiammata tra fine luglio e inizio agosto: Centro-Nord nel mirino

Possibili massime diffuse di 35-37 gradi, ma a questa distanza lo scenario resta da confermare Aggiornato al 22 luglio 2026

Caldo estremo, possibile fiammata tra fine luglio e inizio agosto: Centro-Nord nel mirino

La lunga fase di caldo estremo iniziata l’8 luglio 2026 si sta attenuando su gran parte dell’Italia. Correnti più fresche provenienti dal Nord Atlantico hanno favorito un calo delle temperature e il ritorno di temporali, prima al Nord e poi lungo le regioni adriatiche e al Centro-Sud.

La tregua non riguarda però ancora in modo uniforme tutto il Paese. Sicilia, Sardegna e Calabria possono registrare ancora valori vicini o superiori ai 40 gradi, mentre il resto della Penisola torna progressivamente verso temperature più vicine alle medie del periodo.

(Foto di copertina previsioni meteo 30 luglio 2026)

La possibile quarta ondata

Le proiezioni a medio termine indicano una nuova espansione dell’alta pressione subtropicale verso il Mediterraneo negli ultimi giorni di luglio. Il riscaldamento dovrebbe diventare più evidente attorno al 29-30 luglio, per raggiungere la fase più intensa tra la fine del mese e il primo fine settimana di agosto.

Lo scenario più caldo prevede per sabato 1° agosto temperature diffuse di 35-37 gradi dalla Pianura Padana alle regioni centrali tirreniche, fino a Roma. Il principale bersaglio potrebbe dunque essere il Centro-Nord, mentre il Sud e le Isole arriverebbero all’appuntamento dopo una pausa termica più breve.

Prima un passaggio temporalesco

Prima della nuova rimonta africana, tra il 25 e il 27 luglio una perturbazione potrebbe avvicinarsi alle regioni settentrionali, portando rovesci e temporali soprattutto su Alpi, Prealpi e parte della Pianura Padana.

Il contrasto tra aria più fresca e il calore accumulato può favorire fenomeni localmente intensi, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento. La posizione e l’intensità della perturbazione saranno decisive: un suo passaggio più rapido aprirebbe prima la strada all’anticiclone, mentre una maggiore persistenza potrebbe ritardare il ritorno del caldo.

Isole ancora vicine ai 40 gradi

Per Sardegna e Sicilia, il problema potrebbe essere più la continuità del caldo che una vera interruzione seguita da una nuova ondata. Dopo il temporaneo calo atteso tra giovedì e venerdì, le temperature potrebbero infatti tornare a sfiorare i 40 gradi già tra domenica 26 e lunedì 27 luglio.

Su queste regioni, quindi, la tregua rischia di risultare breve e parziale. Nel resto d’Italia, invece, i valori dovrebbero restare generalmente inferiori ai 35 gradi almeno fino al 29-30 luglio.

La previsione resta incerta

Parlare già oggi di una nuova ondata di calore è plausibile, ma non ancora definitivo. Le previsioni si spingono verso una distanza di otto-dieci giorni, nella quale sono più affidabili le tendenze generali — aumento o diminuzione delle temperature — rispetto ai valori esatti delle singole città.

L’Ecmwf, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche, utilizza sistemi di insieme che producono numerosi scenari per misurare l’incertezza. Più le simulazioni divergono, minore è l’affidabilità del dettaglio; dopo una decina di giorni la dispersione può diventare particolarmente ampia.

Il segnale di un nuovo riscaldamento appare quindi significativo, mentre devono ancora essere confermati l’esatto posizionamento dell’anticiclone, la durata della fase più calda e le temperature massime.

Un’estate già eccezionale

L’eventuale quarta ondata arriverebbe dopo un avvio d’estate eccezionalmente caldo. Secondo il Copernicus Climate Change Service, il giugno 2026 è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale. Gran parte dell’Italia ha inoltre vissuto condizioni più calde e secche della media, legate alla persistenza dell’alta pressione.

Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’Ecmwf, ha osservato che i dati di giugno mostrano “quanto profondamente stia cambiando il clima”, in un contesto nel quale l’Europa si riscalda più rapidamente di qualsiasi altro continente.

Le categorie più vulnerabili restano anziani, bambini piccoli, persone con malattie croniche, donne in gravidanza e lavoratori esposti all’aperto. Il Ministero della Salute ha attivato fino all’11 settembre il numero gratuito 1500, operativo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, per informazioni sanitarie e indicazioni sui servizi territoriali.