Vacanze in Italia: le preferenze dei turisti che scelgono il nostro paese si sono trasformate profondamente negli ultimi sessant’anni. Lo evidenzia l’Istat nella pubblicazione “Dal Grand Tour al turismo di massa“, che analizza l’evoluzione dei flussi turistici sul territorio nazionale. Pur rimanendo elevata la concentrazione delle presenze in poche aree del Paese, oggi la distribuzione appare più equilibrata rispetto al passato.
Vacanze in Italia, il Mezzogiorno guadagna terreno
Nel 1962 circa tre quarti delle presenze turistiche erano concentrate in sette regioni del Centro-Nord: Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Lombardia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Lazio. Il Mezzogiorno rappresentava appena l’11,7% del totale. Nel 2025 lo scenario è cambiato. Il peso delle regioni meridionali è raddoppiato, mentre si è ridotta l’incidenza di alcune storiche destinazioni balneari come Emilia-Romagna e Liguria. Rimane comunque una forte concentrazione dei flussi nelle aree tradizionalmente più attrattive.
Le città d’arte continuano a dominare
Tra il 2015 e il 2025 Roma, Milano, Venezia e Firenze si confermano le quattro città italiane con il maggior numero di presenze turistiche. Roma rafforza ulteriormente la propria leadership, arrivando da sola a rappresentare il 9,4% di tutte le presenze registrate in Italia. Complessivamente le quattro principali destinazioni raccolgono il 17,2% del totale nazionale. Nello stesso periodo Napoli migliora la propria posizione nella classifica nazionale, passando dal quindicesimo al dodicesimo posto.
Gli stranieri sono la maggioranza
Nei principali centri turistici italiani prevalgono ormai nettamente i visitatori provenienti dall’estero. Nel 2025 oltre tre presenze su quattro appartengono a turisti stranieri a Roma, Milano, Venezia e Firenze, mentre a Napoli superano il 60%. Anche a livello regionale cresce il peso della componente internazionale. Se negli anni Sessanta soltanto Trentino-Alto Adige e Lazio registravano una maggioranza di visitatori stranieri, oggi questa situazione riguarda undici regioni italiane.
Cambia anche il modo di soggiornare
Negli ultimi dieci anni si è modificata anche la scelta delle strutture ricettive. Gli alberghi restano la tipologia più utilizzata, ma il loro peso è sceso fino a circa il 60% delle presenze. Parallelamente cresce il ricorso agli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale, che raggiungono il 16,7% del totale. Rimangono invece sostanzialmente stabili le quote di campeggi, villaggi turistici, agriturismi, bed and breakfast e altre forme di ospitalità.